• 02 Feb

IV Domenica del Tempo Ordinario Anno C

3 Febbraio 2019

4ª Domenica del Tempo Ordinario: 

Oggi si è compiuta questa Scrittura che avete ascoltato

 

Geremia e Gesù confermano la verità del detto: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Dio, però, non abbandona mai i suoi profeti, ma li sostiene nelle prove e sofferenze della loro missione, glorificandoli davanti al mondo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(Ger 1, 4-5. 17-19): Nei giorni del re Giosia, 4mi fu rivolta questa parola del Signore: 5"Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni". 17Tu, dunque, stringi la veste ai fianchi, àlzati e di' loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro. 18Ed ecco, oggi io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. 19Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, perché io sono con te per salvarti".

(1Cor 13, 4-13 Forma breve): Fratelli, 4la carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, 5non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. 7Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. 9Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. 10Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. 12Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. 13Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

(Lc 4, 21-30): In quel tempo, Gesù 21cominciò a dire nella sinagoga: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato". 22Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: "Non è costui il figlio di Giuseppe?". 23Ma egli rispose loro: "Certamente voi mi citerete questo proverbio: "Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!"". 24Poi aggiunse: "In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. 25Anzi, in verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; 26ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. 27C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro". 28All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. 29Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. 30Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

 

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Le letture di questa domenica mostrano Dio che consacra “profeta delle nazioni” Geremia, uomo sensibile e timido.

Nelle Scritture, il termine nazioni indica i popoli pagani.

Il Signore avverte Geremia che, per la sua missione profetica, avrà contro tutti: re, capi, i sacerdoti e popolo di Giuda, che gli opporranno rifiuti, contestazioni, lotte, sofferenze e isolamento. Il Signore, però, lo invita a non temere nulla, perché sarà sempre al suo fianco per salvarlo, e lo renderà forte come una colonna di ferro, un muro di bronzo e una città fortificata.

Per quanto gli facciano guerra, non lo vinceranno mai.

Dovrà, quindi, riferire loro tutte le parole che il Signore gli dirà, senza spaventarsi di fronte a nessuno.

Il Vangelo completa l’episodio della sinagoga di Nazareth descritto domenica scorsa. Gesù dice che la Parola della Scrittura si è compiuta in lui, e alcuni si scandalizzano. Il Signore, allora, ricorda loro che i profeti Elia ed Eliseo furono inviati a cercare nei pagani quella fede che il popolo eletto rifiutava a Dio, mentre i pagani li accolsero bene e li onorarono. Sentendo ciò, gli ascoltatori, anziché pentirsi e ravvedersi, lo scacciano fuori e cercano di gettarlo giù dal monte della città.

Gesù, però, passa in mezzo a loro e si allontana.

La lettera di Paolo ai Corinti spiega le ragioni dei malvagi comportamenti narrati nella prima lettura e nel Vangelo.

A impedire di credere è sempre la mancanza d’amore.

Senza questo, tutte le doti, le qualità e le capacità si spengono. Solo amore e carità rendono i cuori magnanimi e benevoli. La carità non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, non invidia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia.

Solo l’amore e la carità consentono di rallegrarsi della verità, credere, sperare e sopportare tutto. Anche i maggiori doni, come profezie, lingue e conoscenza svaniranno e scompariranno.

La carità, invece, non avrà mai fine perché è il dono maggiore di tutti.

Dio, infatti, è carità perfetta. Quando lo vedremo faccia a faccia, tutto ciò che è imperfetto scomparirà e potremo contemplare in lui tutto ciò che è veramente perfetto.

 

 Riflessione

Che cosa fa del profeta Geremia una città fortificata, colonna di ferro e muro di bronzo?

Perché la carità o amore è il dono maggiore di tutti, che non avrà mai fine?

Perché Gesù dice: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

O Dio, che nel profeta accolto dai pagani e rifiutato in patria manifesti il dramma dell’umanità che accetta o respinge la tua salvezza, fa’ che nella tua Chiesa non venga meno il coraggio dell’annunzio missionario del Vangelo.

Gualberto Gismondi OFM

 

  • 26 Gen

III Domenica del Tempo Ordinario Anno C27 Gennaio 2019

 

3ª Domenica del Tempo Ordinario:

 Lo Spirito del Signore è sopra di me

 

L’orazione iniziale di questa domenica, la prima lettura e il Vangelo presentano il lieto annuncio della Parola divina, che risuona nella Chiesa, rendendola messaggera di liberazione e di salvezza.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(Ne 8, 2-4. 5-6. 8-10): In quei giorni, 2il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. 3Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d'intendere; tutto il popolo tendeva l'orecchio al libro della legge. 4Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l'occorrenza. 5Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. 6Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. 8I leviti leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura. 9Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: "Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!". Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. 10Poi Neemia disse loro: "Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza".

(1Cor 12, 12-14. 27 forma breve): Fratelli, 12come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. 13Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.14E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. 27Ora voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra.

(Lc 1, 1-4; 4, 14-21)1Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo 4,14Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. 15Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. 16Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. 17Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: 18 Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, 19a proclamare l'anno di grazia del Signore.20Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all'inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. 21Allora cominciò a dire loro: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato".  

 

Meditiamo con lo Spirito Santo   

La prima orazione di questa domenica e il Vangelo mostrano la Parola divina come lieto annuncio, che rende Chiesa e credenti messaggeri di liberazione e di salvezza.

Nella prima lettura il sacerdote Esdra fa leggere e spiegare il libro della Legge e dell’Alleanza con Dio davanti a tutto il popolo, che riconosce i propri peccati e piange. Esdra, però, invita non fare lutto, né rattristarsi o piangere, perché quel giorno è consacrato al Signore e “la gioia del Signore è la nostra forza”.

Devono, quindi, porre tutta la gioia e la forza nel Signore.

S. Paolo sottolinea che tutti i credenti sono stati battezzati mediante un solo Spirito Santo, diventando membra vive dell’unico corpo di Cristo. Come Gesù, nella sua vita terrena, parlava, evangelizzava e salvava mediante il suo corpo, così ora parla, evangelizza e salva mediante il suo corpo attuale che è la Chiesa, comunità universale e locale.

Ciascuno di noi, quindi, deve svolgere la propria parte.

Il Vangelo di Luca presenta il discorso fondamentale di Gesù nella sinagoga di Nàzaret, di sabato, che nell’Antico Testamento era il giorno di Dio, come per noi la domenica.

Egli apre il rotolo del libro di Isaia al passo che descrive la missione di salvezza e di redenzione del Consacrato del Signore,ossia il Messia-Cristo.

Tutti gli occhi sono fissi su di lui. Le parole del profeta sono solenni: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l'anno di grazia del Signore”.

Gesù dichiara: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”.

Egli ha consacrato se stesso e consumato la propria vita per i poveri, i prigionieri, i ciechi e gli oppressi. Il suo “oggi” ha inaugurato la nuova storia della salvezza e della piena liberazione di ogni persona e di tutta l’umanità.

 

Riflessione

Perché il popolo di Dio piangeva, nell’ascoltare le parole della Legge dell’Alleanza?

Battezzati in un solo Spirito e membra dell’unico corpo di Cristo, che dobbiamo fare?

Perché Gesù annuncia: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

O Padre, tu hai mandato il Cristo, re e profeta ad annunziare ai poveri il lieto messaggio del tuo regno, fa’ che la parola che oggi risuona nella Chiesa ci edifichi in un corpo solo e ci renda strumenti di liberazione e di salvezza”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 19 Gen

II Domenica del Tempo Ordinario Anno C20 Gennaio 2019

2ª Domenica del Tempo Ordinario:

 "Qualsiasi cosa vi dica, fatela"

 

Isaia usa le immagini nuziali per esprimere la profonda unione di Dio col suo popolo, che ha salvato e redento.

Il Vangelo presenta la festa nuziale in cui Gesù, cambiando l’acqua in vino,  anticipa il momento di compiere segni, manifestare la sua gloria e suscitare la fede in lui.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(Is 62, 1-5)1Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada. 2Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà. 3Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. 4Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. 5Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.  

(1Cor 12, 4-11):  Fratelli, 4vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 8a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; 9a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; 10a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue. 11Ma tutte queste cose le opera l'unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.  

(Gv 2, 1-11): In quel tempo, 1vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino". 4E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". 5Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela". 6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo. 8Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto". Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora". 11Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Nella prima lettura, il profeta Isaia usa alcune immagini gioiose e gloriose, per descrivere grandi realtà divine: il re glorioso, ossia il Signore, che celebra le nozze con la sua sposa, Gerusalemme, sulla quale fa’ sorgere la giustizia e risplendere la salvezza.

Genti e re vedranno questa giustizia e la sua gloria. Il Signore porrà in Sion la sua delizia, la chiamerà col nome nuovo “Mia Gioia” e le donerà corona e diademi regali, sfolgoranti e splendidi.

Dio stringe con il suo nuovo popolo, che sarà la sua Chiesa, la Nuova Alleanza di salvezza. In essa attuerà, mediante la grazia donataci nel suo Figlio Gesù, nostro Salvatore e Redentore, il rapporto d’amore paterno e di amicizia divina con ogni persona.

La seconda lettura mostra che i doni indicati nella prima sono reatà spirituali e soprannaturali. Il primo di essi è lo Spirito Santo che opera tutto in tutti, unica fonte di: carismi e ministeri quali: sapienza; conoscenza; fede; guarigioni; miracoli; profezie; discernimento degli spiriti; dono delle lingue e loro interpretazione.

Con essi il Signore edifica continuamente la sua Chiesa.

Il Vangelo presenta la festa di nozze a Cana, ove Gesù muta l’acqua in vino. Maria, sua madre, si accorge che gli sposi non hanno più vino e ne parla a Gesù. Egli le fa presente che non è ancora giunta l’ora di compiere “segni”, manifestare la sua gloria e suscitare la fede nei suoi discepoli.

L’intervento di Maria, quindi, spinge Gesù ad anticiparli. Ella ne ottiene l’anticipo con la sua intercessione continua per tutta l’umanità e per ciascuno di noi, dicendoci: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".

La Madre di Dio ha fatto fino in fondo tutto quello che Padre, Figlio e Spirito Santo le hanno detto. Per questo tutte le generazioni la chiamano beata. Imitandola, anche noi saremo beati.

 

Riflessione

Che cosa significano le immagini del re vittorioso e glorioso e di Gerusalemme sua sposa?

Quali sono i doni preziosi che il Signore fa al suo popolo e a quanti hanno fede in lui?

Che cosa c’insegna l’intercessione di Maria che fa “anticipare l’ora” del suo Figlio?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

O Dio, che nell’ora  della croce hai chiamato l’umanità a unirsi a Cristo, sposo e Signore, fa’ che in questo convito domenicale la santa Chiesa sperimenti la forza trasformatrice del suo amore, e pregusti nella speranza la gioia delle nozze eterne”.

Gualberto Gismondi OFM