• 25 Dic

Natale del Signore Veglia della NotteNATALE 2018

 

Messa della Notte: 

 

Un bambino è nato per noi, ci è stato

dato un figlio

A Natale, le parole incantevoli nella Messa della notte sono: un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio.

Questo bambino è il Figlio di Dio, è la pienezza di ogni grazia, il dono gratuito dell’amore che porta con sé la salvezza, ossia la vita divina estesa a tutta l’umanità.  

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

(Is 9, 1-3. 5-6): “1Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.2Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda.3Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian.5Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace.6Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti”.

(Tt 2, 11-14): “11È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini 12e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, 13nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. 14Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone”.

(Lc 2, 1-14): “1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. 3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. 4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazareth, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. 5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. 6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c'era posto nell'alloggio.8C'erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all'aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. 9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, 10ma l'angelo disse loro: "Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia". 13E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste, che lodava Dio e diceva:14"Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama"”. 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

Nella prima lettura del profeta Isaia, il grande inno messianico è uno splendore di luce e di gioia:

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”.

Esso celebra la luce divina che fuga tutte le tenebre umane oppressioni, ingiustizie, violenze ecc.

La luce è il tenero e fragile bambino, nato per noi, atteso da sempre.

Egli è Principe della pace, Re del Regnosenza  fineDio potente.

I credenti di ieri, oggi e sempre, attratti e illuminati da questa luce, accorrono alla grotta, nel cuore della notte, per vederlo e gioirne. Quanti non credono dormono o giacciono nell’oscurità e nelle tenebre. Il Salvatore degli uomini, nato in un umile villaggio ai margini del mondo, giace nella mangiatoia di una grotta.

Per lui, Re dei reSignore dei SignoriConsigliere ammirabile, nato per noi, non si trova posto né alloggio.

Questo paradosso illumina e spiega tutto ciò che descrivono i Vangeli. I fedeli, che nella notte oscura corrono verso le chiese luminose, per unire i loro canti di gioia e di ringraziamento a quelli degli angeli, rivivono sempre la grande gioia dei pastori. Ovunque l’umanità è nelle tenebre, nelle ombre di morte e nelle oscurità terrene, la gloria e l’amore del Signore sfolgorano di luce divina e la illuminano.

L’Angelo del Signore proclama a tutti: “non temete” … “vi annuncio una grande gioia” … “oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”.

La moltitudine di angeli canta: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama".

Il Natale inizia sempre così. Dall’alto dei cieli scendono: luce, gioia, pace, canti angelici, amore di Dio per tutta l’umanità. Nessuno è escluso. È il paradosso della povertà e umiltà di Dio che viene incontro alla vana potenza umana e alla sterile ricchezza terrena. Chiediamoci: dove sono la potenza e il fasto dell’Impero romano e di tutti gli Imperi che si alternarono sulla Terra? Chi li ricorda ancora?

Nel mondo intero, invece, a ogni Natale folle di fedeli accorrono festanti e gioiose alla culla, povera e umila ma luminosa in cui giace l’Emmanuel: il Dio con noi.

Egli rinasce ogni volta per arricchirci dei suoi doni gratuiti e generosi: misericordia, salvezza, fede, pace, speranza, amore, gioia, vita divina, vita eterna, felicità, risurrezione. Questi doni dobbiamo offrirli anche noi, generosamente e gratuitamente ai nostri fratelli, soprattutto più poveri, sprovveduti e sofferenti.

La Chiesa invita tutti a diffondere i doni meravigliosi e inesauribili del Natale e dell’Incarnazione che abbiamo ricevuto. Il dono maggiore, comunque, è l’Emmanuel: il Dio per sempre con noi, il Signore Gesù, il Dio Salvatore.

Egli solo può donare, a tutta l’umanità e a ognuno: misericordia, riconciliazione, perdono, pace, speranza, amore, gioia perfetta ed eterna.    

 

Riflessione 

Perché il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce?

In chi è apparsa la grazia di Dio che porta la salvezza a tutti gli uomini? 

Quale grande gioia annuncia ai pastori l’angelo del Signore?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

 “O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo, concedi a noi, che sulla terra lo contempliamo nei suoi misteri, di partecipare alla sua gloria nel cielo”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 25 Dic

Natale del Signore Messa VespertinaNATALE 2018

Gesù è l’erede della promessa messianica e davidica, il vertice di tutta la speranza, l’attesa della storia biblica.

La visita dell’angelo a Giuseppe, discendente di David, inserisce Gesù nella dinastia davidica, per cui il Figlio di Dio diventa legalmente Figlio di Davide.

Il nostro Salvatore e Redentore sarà invocato e osannato anche con questo nome.

 

Natale: Messa vespertina o vigiliare: 

Cristo luce eterna e invincibile

Alle tre Messe di mezzanotteaurora e giorno, celebrate a Natale, la riforma del Concilio Vaticano II ha aggiunto la Messa vespertina della vigilia.

Il mistero inesauribile dell’Incarnazione è presentato in ogni Messa con letture diverse e complementari. 

Il Natale è la luce di Cristo che splende sul mondo e nel mondo, sull’uomo e nell’uomo. 

Nel III secolo fu scelta la fine di dicembre per dare senso cristiano alla festa pagana, molto diffusa, del “Sol Invictus”.

Gesù Cristo è veramente il Sol Invictus ossia l’invincibile eterna luce. Mentre le feste pagane esaltavano la luce materiale, le liturgie natalizie mostrano Cristo luce divina, vera e nuova, splendente  fulgore del Padre (Prefazio I) che vince tutte le oscurità della vita e le tenebre che affliggono l’umanità.

Al Vangelo, l’Alleluia indica il fondamento della nostra vera gioia: “Domani sarà distrutto il peccato della terra e regnerà su di noi il Salvatore del mondo”.   

                                               

Ascoltiamo la Parola di Dio   

(Is 62, 1-5):1Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.2Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà.3Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio.4Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. 5Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te”.

(At 13, 16-17. 22-25):16Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: "Uomini d'Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. 17Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.  22E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri".23Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. 24Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele. 25Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali"”.

(Mt 1, 18-25): “18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". 22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele ,che significa Dio con noi24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù”. 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

Le orazioni di questa messa vigiliare esprimono una trepidante attesa del “Grande Domani”: il Natale.

Esse dicono: Domani vedrete la sua gloriaDomani sarà distrutto il peccato della terraDomani si rivelerà la gloria del Signore.

Nelle successive messe di Natale, la parola di Isaia racconta ciò che sta già accadendo. In questa Messa, invece, annuncia ciò che accadrà. Isaia presenta le immagini di uno sposalizio in cui Dio è il giovane sposo regale che dona alla vergine sposa, Gerusalemme, la salvezza, la giustizia e la gloria, rendendola una preziosa corona e uno splendido diadema nelle mani divine.

Nella Scrittura, immagini bellissime e suggestive descrivono l’Incarnazione di Cristo come nozze splendide ed , per indicare che il Signore trova la sua delizia nel suo popolo.

Nella seconda lettura, S. Paolo completa la narrazione, rilevando che Gesù, già indicato da tutti i profeti, nel battesimo di conversione del Battista è presentato come vero Salvatore d’Israele, che porta a compimento tutte le promesse divine. Gesù, quindi è il vero Figlio di David, ed è il vero uomo che adempie tutti i voleri del Padre, secondo il suo immenso amore.

Anche l’Alleluia al Vangelo sottolinea il grande domani, nel quale il peccato della terra sarà distrutto e il Salvatore del mondo regnerà su tutti.

Matteo inizia il suo Vangelo presentando la “genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo”, “nel quale tutte le nazioni saranno benedette”.  È una genealogia speciale che descrive, a grandi linee, il lungo percorso della storia della salvezza, sfociato nella nascita di Gesù. Il lungo elenco di nomi, di tante epoche diverse, esprime la lunga attesa dell’umanità che Matteo disegna con grandi scenari, quali il succedersi delle generazioni, che riassumono la storia del popolo di Dio, tutta orientata e ordinata verso il Messia, il Cristo, il consacrato del Signore.

Matteo la dispone in tre anelli di quattordici nomi ciascuno. Il numero quattordici, nella mistica ebraica delle cifre, esprime le tre lettere “DWD”, che compongono il nome ebraico di David. Con ciò, Matteo mostra che Gesù è vero erede di David. La sua eredità è la promessa messianico-davidica, vertice di tutte le attese bibliche e della storia della salvezza.

Già nella quarta domenica d’Avvento, l’annunciazione a Giuseppe, indicava l’ingresso di Cristo nella storia non per opera umana, ma per l’intervento di Dio. Qui Giuseppe, con l’annuncio dell’angelo conosce la sua vera vocazione e missione: essere lo sposo di Maria, scelto da Dio per dare il nome a Gesù, affinché l’Emmanuel il Dio con noi sia, a tutti gli effetti legali e ufficiali il Figlio di David, ossia vero membro della storia, stirpe, casa e famiglia di David.

È in tale realtà, infatti, che il Figlio di Dio deve manifestarsi al suo popolo, Israele, per salvarlo. Giuseppe, uomo giusto, obbedisce in tutto al progetto di Dio. Il Natale, però, annunzia a tutto il mondo, per tutti i secoli, che Gesù è l’unico vero Salvatore e autentico Redentore di tutta l’umanità. Egli è “Dio con noi” per tutti.    

 

Riflessione 

Perché Gerusalemme sarà chiamata da Dio con un nome nuovo?

Chi è il discendente di Davide, secondo il cuore di Dio, che ne adempirà tutti i voleri?

Che cosa significano i due nomi: Gesù ed Emmanuele dati al Figlio di Dio incarnato?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

O Padre, che ogni anno ci fai vivere nella gioia questa vigilia del Natale, concedi che possiamo guardare senza timore, quando verrà come giudice, il Cristo tuo Figlio che accogliamo in festa come Redentore”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 22 Dic

VI Domenica di Avento Anno C23 Dicembre 2018

4ª Domenica d’Avvento : 

Benedetta tu fra le donne!

Il profeta Michea annuncia che da Betlemme uscirà il dominatore d’Israele, re della pace.

Egli è il Messia o Cristo, che viene a fare la volontà del Padre e a santificarci, offrendosi una volta per sempre.

Nel Vangelo, Maria visita S. Elisabetta che la benedice come Madre del Signore.

Ascoltiamo la Parola di Dio

(Mi 5, 1-4): Così dice il Signore: 1“E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti. 2Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando partorirà colei che deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele. 3Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio. Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. 4Egli stesso sarà la pace!”.

(Eb 10, 5-10): Fratelli, 5entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. 6Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. 7Allora ho detto: "Ecco, io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare, o Dio, la tua volontà".8Dopo aver detto: Tunon hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose che vengono offerte secondo la Legge,9soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo.10Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

(Lc 1, 39-45)39In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo 42ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? 44Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.45E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto".

Meditiamo con lo Spirito Santo

La profezia di Michea apre uno spiraglio di luce e di speranza in tempi squallidi e di orizzonti oscuri per Israele.

Da Betlemme, così piccola, uscirà colui la cui origine è eterna e che donerà la pace a Israele e fino agli estremi confini della terra. Egli pascerà con la forza del Signore tutti i popoli che abiteranno sicuri nella maestà di Dio.

S. Paolo precisa ulteriormente il profilo di questo Salvatore.

Egli è Gesù Cristo, il Figlio di Dio che entra nel mondo per fare la volontà del Padre, abolendo i vecchi sacrifici e sostituendo le offerte dell’antica Legge, compiendo l’unico, nuovo sacrificio e la vera offerta di se stesso, del suo proprio corpo e sangue, una volta per tutte.

Esso vale per sempre.

Mediante questo suo sacrificio siamo salvati e santificati.

Il Vangelo presenta la grande protagonista dell’Incarnazione del Figlio di Dio: la beata vergine Maria, Madre di Dio, che visita Elisabetta, madre di Giovanni Battista, il precursore. Elisabetta la benedice, manifestando l’intervento salvifico di Dio, il suo agire segreto, misterioso ed efficace che muta le sorti dell’umanità.

Dio si rende presente in Maria, quale nuova “arca dell’alleanza”, benedicendo l’umanità in forma nuova e definitiva: donandoci il proprio Figlio Unigenito e Diletto, che s’incarna, si fa uomo, soffre, muore e risorge per la nostra salvezza e redenzione.

Nel momento in cui Elisabetta sente la voce e il saluto di Maria, il nascituro Giovanni sussulta nel suo grembo.

Ella è colmata di Spirito Santo e dice a gran voce a Maria: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

Questo grido diventa la preghiera della Chiesa, dalla primitiva comunità cristiana a tutte le generazioni cristiane. Essa risuona in tutti i secoli, ci accompagna anche oggi e risuonerà come preghiera di ogni credente fino alla fine della sua vita, e di tutta la Chiesa fino alla fine dei tempi.    

Riflessione

Perché Betlemme di Èfrata, la più piccola dei villaggi di Giudea, è divenuta così famosa?

Che cosa rende nuovo il sacrificio di Cristo rispetto a quelli dell’Antica Alleanza?

Che cosa significa la benedizione rivolta da S. Elisabetta alla Beata Vergine Maria?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

O Dio, che hai scelto l’umile  figlia d’Israele per farne la tua dimora, dona alla Chiesa una totale adesione al tuo volere, perché imitando l’obbedienza del Verbo, venuto nel mondo per servire, esulti con Maria per la tua salvezza e si offra a te in perenne cantico di lode”.

Gualberto Gismondi OFM