• 04 Feb

 

V Domenica Tempo Ordinario A 9 Febbraio 2020

 

Quinta Domenica del Tempo Ordinario:

risplenda la vostra luce davanti agli uomini

 

In questa quinta domenica il Signore ci ripropone il tema della luce, così frequente nelle Scritture. La luce è la veste sfolgorante di Dio, il cui splendore è insostenibile dai nostri occhi di carne.

Cristo, luce del mondo, nella Trasfigurazione si è mostrato ai suoi discepoli risplendente di luce divina. Rivestendoci della sua luce con la sua grazia, rende anche noi luce del mondo perché compiamo tutte le opere della luce.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio  

Is 58, 7-10: “Così dice il Signore: 7Non consiste forse [il digiuno che voglio] nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti? 8Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà. 9Allora invocherai e il Signore ti risponderà, implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!". Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, 10se aprirai il tuo cuore all'affamato, se sazierai l'afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.”

 

1 Co 2, 1-5: “Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sapienza. 2Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. 3Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. 4La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, 5perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

 

Mt 5, 13-16: “13In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.14Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, 15né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. 16Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

La prima lettura del Terzo Isaia ricorda ai credenti che quando s’impegnano nelle “opere di giustizia” risplendono di luce. Nell’Antico Testamento il termine “Opere di giustizia” indicava quelle opere che il Nuovo Testamento chiama “opere di carità”. Tra esse vi sono: dividere il pane con gli affamati; introdurre in casa miseri e senza tetto; vestire chi è nudo; consolare quanti sono afflitti nel cuore ecc.

Il Signore ci ricorda che facendo ciò: diventiamo luce che brilla nelle tenebre; illuminiamo come aurora; splendiamo come pieno meriggio. Allora, se lo invochiamo ci risponde e ci segue con la sua gloria.

Nella prima lettera ai Corinzi, San Paolo mostra le forme della carità e delle buone opere spirituali. Sapendo che il Signore gli aveva affidato il compito di annunziare Cristo, il suo Vangelo e i suoi Misteri, s’impegnava con tutte le forze a predicare, ma in un modo che tutti potessero capire. Non contava, quindi, sulle forme eleganti e raffinate, ma solo sulla potenza dello Spirito.

Sapendo che il Signore predilige fra i suoi ascoltatori i poveri, i piccoli e gli umili, annunciava loro i Misteri del Regno, rinunciando alle parole eccellenti, alle frasi forbite e ai “discorsi umanamente persuasivi”. Annunciava, perciò, il Cristo Crocifisso, basandosi solo sulla manifestazione e la potenza dello Spirito Santo, perché la fede dei suoi ascoltatori si basasse sulla semplicità e sull’amore di Dio anziché sulla sapienza umana.

Non dobbiamo mai dimenticare, quindi, che sempre e ovunque, ad operare il pentimento e le conversioni, a trasformare l’esistenza umana, a guidare le persone e l’umanità sulle vie della salvezza, sono sempre e soltanto il Padre, il Figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo. Gesù, in particolare, per noi è tutto: sapienza, potenza, santità, salvezza, redenzione.

Nel Vangelo di oggi, Gesù continua l’insegnamento iniziato già domenica scorsa, per approfondire chi siamo e che cosa dobbiamo fare. Ricorre, perciò a due immagini molto significative e suggestive: il sale della terra e la luce del mondo.

Nell’Antico Testamento il sale aveva due significati contrari. Quello negativo era legato alla realtà del Mar Morto che non consentiva nessuna forma di vita. Tale sterilità, simile a quella del deserto, ricordava i peccati e la maledizione di Sodoma e Gomorra (Deut 29, 22). Il significato positivo derivava dalla necessità del sale per poter vivere. Il mare è salato ma pullula di vita. I libri sapienziali ricordano che senza di esso non si può vivere (Sir 39, 26). Non solo il sale dà sapore ai cibi (Gb 6, 6) ma li preserva dalla corruzione e li purifica (1Cor 3, 13). Con i due esempi, quindi, Gesù affida ai suoi discepoli il compito e la grande responsabilità di essere sale che preserva l’umanità dalla corruzione del peccato, purifica cuori e menti, conserva nella salvezza e la santità.

L’altro grande simbolo citato da Gesù e che abbiamo meditato nel Natale, è la luce. Genesi presenta l’immagine della luce come primo gesto del Creatore che dissipò le tenebre del caos. L’Apocalisse, invece presenta la luce come immagine finale, che emana da Dio e dall’Agnello, inondando di  splendore la Gerusalemme celeste, dimora definitiva di Dio e dei suoi eletti, che non ha più alcun bisogno di altre luci, come sole, luna e stelle. La luce è la veste sfolgorante di Dio, il cui splendore è insostenibile dai nostri occhi di carne.

Cristo, luce del mondo, rivestendoci della sua luce, rende anche noi luce del mondo. Essendo diventati figli della luce, dobbiamo risplendere della luce di Cristo. La nostra vita può e deve, ormai, essere un cammino nella luce per giungere alla Luce Eterna che ci farà splendenti di luce divina. Perché possiamo camminare nella luce, il Signore ci dona generosamente la su Parola che è, insieme, Parola di luce e di Vita Eterna.

La Parola di Dio è luce ai nostri passi e lampada sul nostro cammino. Seguendola non saremo mai nelle tenebre né ombre di morte. Chiediamo al Signore che la sua luce possa illuminare sempre i nostri cuori e i nostri volti per poter irraggiare sui nostri fratelli splendori di amore e di carità.

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

La preghiera nostra e della Chiesa, famiglia di Dio, è duplice. Chiede al Signore di custodirci con la sua protezione e la sua grazia, fondamenti della nostra speranza: Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione”.

Chiede, inoltre, il vero spirito evangelico che, mediante la fede e la carità, faccia di noi vera luce e sale della terra. O Dio, che nella follia della croce manifesti quanto è distante la tua sapienza dalla logica del mondo, donaci il vero spirito del vangelo, perché ardenti nella fede e instancabili nella carità diventiamo luce e sale della terra”.

Sulle nostre offerte chiediamo che il pane e il vino diventino sacramento di vita eterna e che uniti a Cristo portiamo con gioia frutti di vita eterna per salvare il mondo: Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna”. “O Dio, che ci hai resi partecipi di un solo pane e di un solo calice, fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo portiamo con gioia frutti di vita eterna per la salvezza del mondo”.

 

Gualberto Gismondi OFM

  • 01 Feb

Gesu con Maria e Giuseppe al Tempio2 febbraio 2020

 

 Presentazione del Signore

 

La presentazione di Gesù al tempio riguarda, insieme, il Figlio e sua Madre. I suoi protagonisti sono Gesù, Maria e Giuseppe. Maria e Giuseppe offrono Gesù. Gesù si offre al Padre con l’oblazione che completerà e concluderà sulla croce. L’antica tradizione della benedizione delle candele e della processione sottolinea che “Gesù è la luce del mondo”.               

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(Ml 3,1-4): Così dice il Signore Dio: 1“Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. 2Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. 3Siederà per fondere e purificare l'argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un'offerta secondo giustizia. 4Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani”.


(Eb 2,14-18)14Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, 15e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita. 16Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. 17Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. 18Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. 


(Lc 2,22-40)22Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore - 23come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore - 24e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. 25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. 26Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 27Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, 28anch'egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:29"Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,30perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 31preparata da te davanti a tutti i popoli: 32luce per rivelarti alle gentie gloria del tuo popolo, Israele". 33Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35- e anche a te una spada trafiggerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori". 36C'era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. 39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

  Meditiamo con lo Spirito Santo


Nella festa della Presentazione di Gesù al tempio, la liturgia muove dal ricordo dei sacrifici dell’Antico Testamento, volti a riscattare ogni primogenito per Dio e per purificare la madre. 


Il Vangelo mette in evidenza la profezia di Malachia sul Signore che sarebbe entrato subito nel suo tempio per purificare l’antico culto, al fine di offrire al Signore un'offerta pura e a Lui gradita (Ml 3,1)


Gesù è il Messia che, portato al tempio, lo purifica.

La seconda lettura, dalla Lettera agli Ebrei, rileva il motivo e il significato di questa purificazione. Gesù, Figlio di Dio, si è fatto uomo per rendersi in tutto simile ai fratelli. 
Essendo stato provato in tutto e avendo sofferto molto nella sua persona, è l’unico Sommo Sacerdote misericordioso e degno di fede, capace di espiare i peccati del popolo e di aiutare tutti quelli che devono affrontare la prova.

 
In Cristo, Figlio di Dio, l’abbraccio liberatore di Dio all’uomo è pieno e perfetto.

 
Il Vangelo annuncia anche altri eventi e ulteriori verità. Esse sono espresse da Simeone, uomo giusto e pio e dalla profetessa Anna, di ottantaquattro anni, che non si allontanava mai dal tempio e serviva Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 
Simeone prende Gesù tra le braccia, benedice Dio, pronto a morire felice, avendo visto il Figlio di Dio, luce e salvezza di tutti i popoli e gloria d’Israele. 
Egli predice a Maria che quel bambino sarà segno di contraddizione per la caduta e la risurrezione di molti, e che una spada le trafiggerà l'anima. 
Anna, invece, loda Dio e comincia a parlare del bambino a tutti quelli che incontra e che aspettavano la redenzione. 
Dopo aver adempiuto alla Legge, Giuseppe, Maria e il bambino ritornano a Nazaret, ove Gesù intanto cresce e si fortifica pieno di sapienza, e la grazia di Dio è su di lui. 

 

  Riflessione  


Che cosa dice il profeta Malachia del Signore e il suo tempio?

Perché Gesù è l’unico Sommo Sacerdote misericordioso e degno di fede?

Che cosa dice Simeone di Gesù e che cosa preannuncia a sua Madre Maria?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa  


O Dio onnipotente ed eterno, guarda i tuoi fedeli riuniti nella festa della Presentazione al tempio del tuo unico Figlio fatto uomo, e concedi anche a noi di essere presentati a te pienamente rinnovati nello spirito”. 

Gualberto Gismondi

  • 20 Gen

 

III Domenica Tempo Ordinario26 Gennaio 2020:

 

Terza Domenica Tempo Ordinario

 

Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino

 

Nell’Anno A, è il Vangelo dell’apostolo Matteo a far conoscere a tutti la persona, le parole, i discorsi, i gesti e gli interventi del Signore Gesù, che insegna nelle sinagoghe, annuncia il vangelo del Regno e guarisce ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 8, 23. 9,3: “8.23In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. 9,1Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. 2Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. 3Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian”.

 

1Co 1,10-13. 17: “10Vi esorto fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. 11Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. 12Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "Io invece sono di Apollo", "Io invece di Cefa", "E io di Cristo".13È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? 17Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo”.

 

Mt 4, 12-23: 12Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:15 Terra di Zàbulon e terra di Nèftali sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!16 Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce ,per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. 17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". 18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. 23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo”.

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

 

La prima lettura e il Vangelo di oggi riprendono alcuni temi già enunciati a Natale. Zàbulon,  Nèftali, via del mare, oltre-Giordano, Galilea delle genti, sono le terre in cui l’antico popolo di Dio dovette abitare in mezzo ai pagani: Cananei, deportati da gli Assiri e i Babilonesi ecc. La via del mare era percorsa da ogni tipo di carovane.

Pagani, dissidenti, non credenti, forestieri, stranieri ecc. Eppure, proprio qui e fra questi soggetti, immersi in queste ombre e tenebre, il Signore volle iniziare a fare risplendere la sua luce, la gioia della sua salvezza e la letizia del suo Vangelo. Sono proprio queste terre e queste genti che in futuro saranno rese gloriose secondo la profezia.

La circostanza che diede inizio all’opera di Gesù fu l’arresto e l’imprigionamento di Giovanni Battista, che purtroppo terminò con la sua decapitazione, nella prigione di Erode e per suo ordine. Quando Gesù seppe questo lasciò Nazareth e si stabilì a Cafarnao, che divenne una delle basi preferite della sua attività.

Il Vangelo di Matteo, quindi, mostra che proprio in queste terre Gesù cominciò ad annunciare la vicinanza del suo Regno e la necessità di convertirsi alla sua parola e al suo Vangelo. Qui Egli scelse i primi discepoli, umili pescatori che preparò come suoi apostoli. Qui insegnò nelle sinagoghe. Qui guarì folle di ammalati e di infermi. Qui iniziò e fece crescere il suo Regno di Dio o Regno dei cieli.

In questo mondo, apparentemente lontano da Dio, immerso negli interessi quotidiani e nei compiti terreni di ogni giorno, il Signore inaugurò e aprì il nuovo mondo della pace messianica e della salvezza. Gesù precisò più volte che il suo Regno dei cieli non è soltanto nell’aldilà, perché è già qui, presente in mezzo a noi e dentro di noi. Nell’aldilà raggiungerà la sua dimensione futura, finale, stabile e definitiva.

La sua forma viva e dinamica, invece, è nata già in questa vita e cresce fin da ora. Comincia dento di noi e fra noi, come opera incessante della grazia divina, che fa nascere e crescere in ciascuno di noi la fede, la carità, l’amore, il servizio e il dono reciproco.

Qui nasce e cresce sempre più, in mezzo a ogni opposizione, sofferenza e difficoltà. Tutto questo è spiegato e confermato anche nella seconda lettura di oggi, nella quale San Paolo invita le prime comunità ecclesiali ad essere unanimi, ad evitare ogni divisione, contesa e discordia, a curare sempre la perfetta unione dei pensieri e dei sentimenti, perché l’amore e la carità di Cristo regnino sovrane su tutto e tutti, attirando sempre nuovi seguaci.

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

 

Nella prima delle due orazioni iniziali chiediamo al Padre Onnipotente ed eterno di guidare tutte le nostre azioni secondo la tua volontà, per poter portare frutti generosi di buone opere, nel nome del suo diletto Figlio: O Dio Onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone”.

Nella seconda chiediamo che le nostre comunità, illuminate dalla sua parola e unite nel suo amore, diventino segno di salvezza e di speranza per quanti sono nelle tenebre e anelano alla luce:O Dio che hai fondato la tua Chiesa sulla fede degli Apostoli, fa che le nostre comunità, illuminate dalla tua parola e unite nel vincolo del tuo amore, diventino segno di salvezza e di speranza per tutti coloro che dalle tenebre anelano alla luce”.

Riguardo ai doni che gli abbiamo offerto gli chiediamo: Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza”. Infine, chiediamo che i suoi santi misteri ci riempiano di gioia per il dono inesauribile della sua vita nuova: “Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti con il corpo e il sangue del tuo Figlio, fa che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova”.

 

 

Gualberto Gismondi OFM