• 20 Mag

VI domenica di Pasqua21 Maggio 2017

6ª Domenica di Pasqua:

Voi mi vedrete perché io vivo e voi vivrete

La prima lettura descrive il successo della predicazione di Filippo in Samaria e l’intervento degli Apostoli Pietro e Giovanni per donare lo Spirito Santo imponendo le mani. Nel Vangelo Gesù promette lo Spirito Santo perché rimanga sempre con noi. La Pentecoste appare sempre più vicina.

Ascoltiamo la Parola di Dio

At 8,5-8. 14-17: In quei giorni, 5Filippo, sceso in una città della Samaria, predicava loro il Cristo. 6E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. 7Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. 8E vi fu grande gioia in quella città. 14Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. 15Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; 16non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. 17Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

1Pt 3,15-18: Carissimi, 15adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. 16Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. 17Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, 18perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.

Gv 14, 15-21: In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: 15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui".  

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

Le letture di oggi ricordano il grande successo del primo annunzio di Gesù, portato da Filippo ai Samaritani, che in molti credettero alla sua predicazione e ai suoi miracoli. Da Gerusalemme, allora, gli Apostoli inviarono Pietro e Giovanni a completare l’opera evangelizzatrice di Filippo. Egli, infatti, battezzava in nome di Gesù e Pietro e Giovanni imposero le mani a questi nuovi battezzati, per comunicare loro il dono dello Spirito Santo, che non avevano ancora ricevuto.

I contenuti del Vangelo di questa domenica fanno parte dell’ultimo discorso pronunciato da Gesù prima della sua Passione, particolarmente profondo e pieno di promesse. Come condizione indispensabile Gesù pone l’amore per lui e ricorda che la prova che lo amiamo veramente sta nell’osservare i suoi comandamenti. Quali comandamenti? Quello di amare Dio con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le forze, e quello amare il prossimo come Lui ha amato noi. Gesù promette, inoltre, che pregherà il Padre perché ci doni un altro Paràclito che rimanga per sempre con noi.

Tradotto alla lettera, Paràclito significa “Colui che è chiamato vicino” , ossia un assistente, un avvocato, un sostegno. Nel Nuovo Testamento, Gesù lo chiama lo “Spirito Santo” e “Spirito di verità”, mentre gli Apostoli lo definiscono: “Spirito promesso”,  “Spirito da figli adottivi”, “Spirito di Cristo”, “Spirito del Signore”, “Spirito di Dio” e “Spirito della Gloria”. Nella promessa di Gesù abbiamo, due avvocati. Uno è Gesù stesso, nostro avvocato presso il Padre, che intercede a favore dei peccatori. L’altro avvocato è lo Spirito Santo, che rimane per sempre quaggiù, accanto a noi, rende attuale la presenza di Cristo nel mondo, lo rivela e lo difende. La venuta del Paràclito avvenne dopo il ritorno di Gesù al Padre, e segna una nuova tappa storica della presenza di Dio fra noi. Tale presenza divina, però, non è più di ordine sensibile e visibile come quella di Gesù, ma è spirituale e invisibile.

Lo Spirito perfeziona la presenza di Gesù, rimanendo per sempre presente nei credenti e fra i credenti. Gesù lo chiama Spirito di Verità perché ci consacra nella verità e nella santità, e difende Gesù e noi stessi, contro la menzogna del mondo. Come Gesù, lo Spirito Santo vive nel cuore dei credenti, ci convince che il mondo è nell’errore mentre Gesù è Verità, per cui chi soffre per suo amore è già, come lui, vincitore sul mondo, il demonio e la morte. Il mondo non riceve lo Spirito Santo o Spirito di Verità perché non lo vede e non lo riconosce. Gesù, che ci ha promesso di rimanere presso di noi ed essere in noi, ci assicura che invece noi lo conosciamo. Questa sua promessa è da ricordare sempre: “Non vi lascerò orfani: verrò da voi”. “Il mondo non mi vedrà più, voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete”. “Saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi”.

Ripetiamolo: il Signore promette tutto questo a chi lo ama, crede in lui, accoglie il suo comandamento dell’amore e l’osserva. Sono queste sue promesse finali ad animare incessantemente la nostra fede e la nostra speranza in Lui: “Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui”. Dobbiamo ricordare il più sovente possibile queste sue parole e ripeterle nella nostra mente e nel nostro cuore. In questo modo si realizzerà in noi un’altra promessa bellissima di Gesù: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi, la vostra gioia sia piena e nessuno potrà togliervela”.      

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

Questa domenica la preghiera della Chiesa è illuminata dalle grandi promesse di Gesù, delle quali implora l’attuazione: “Dio onnipotente, fa che viviamo con rinnovato impegno questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto, per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua che celebriamo nella fede”. “O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale, confermaci con il tuo Spirito di verità, perché nella gioia che viene da te, siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi”.

La preghiera sulle offerte chiede al Signore  che possiamo accogliere sempre meglio l’opera della sua redenzione per esserne rinnovati: “Accogli, Signore, l’offerta del nostro sacrificio, perché rinnovati nello spirito, possiamo rispondere meglio all’opera della tua redenzione”. 

La preghiera conclusiva chiede che l’Eucaristia aumenti in noi l’efficacia del mistero pasquale e la speranza eterna: “Dio grande e misericordioso, che nel Signore risorto riporti l’umanità alla speranza eterna, accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale con la forza di questo sacramento di salvezza”.

Gualberto Gismondi OFM 

  • 13 Mag

V Domenica di Pasqua14 Maggio 2017

5ª Domenica di Pasqua:

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me

Questa domenica e la prossima ci preparano alla conclusione del Tempo Pasquale, che si attua col ritorno di Cristo al Padre, nell’Ascensione, e con la venuta dello Spirito Santo su noi e tra noi, nella Domenica della Pentecoste. Le letture bibliche passano dalla celebrazione della Risurrezione alla preparazione spirituale di questi eventi.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

At 6,1-7: 1In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove. 2Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. 3Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. 4Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola". 5Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. 6Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.7E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

1Pt 2,4-9: Carissimi, 4Avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, 5quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. 6Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d'angolo , scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso .7Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d'angolo8e sasso d'inciampo, pietra di scandalo Essi v'inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. 9Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.

Gv 14,1-12: 1 Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? 3Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. 4E del luogo dove io vado, conoscete la via". 5Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?". 6Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto". 8Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". 9Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? 10Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. 11Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.12In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo  

Questa domenica comincia a prepararci alla venuta dello Spirito Santo sulla Chiesa e nel mondo, che celebreremo la domenica di Pentecoste.

Domenica prossima celebriamo l’Ascensione, ossia il glorioso ritorno di Cristo al Padre.

In queste domeniche, le letture bibliche richiamano la nostra attenzione su due misteri fondamentali: l’Ascensione o salita di Cristo al cielo e la Pentecoste o discesa dello Spirito Santo su di noi. I Vangeli fanno lo stesso richiamo, mediante alcune parti del discorso di Gesù nell’Ultima Cena. La liturgia sottolinea il ruolo eucaristico dello Spirito Santo nel cammino della Chiesa, passando dalla celebrazione della Risurrezione alla riflessione spirituale sulla Pentecoste.

Le letture passano dagli aspetti entusiasmanti e gioiosi della Risurrezione di Cristo, alle concrete difficoltà che i seguaci del Risorto, e in particolare la sua Chiesa, dovranno affrontare per restare fedeli alla loro testimonianza. Tali difficoltà sono non solo quelle esterne alla Chiesa, ma anche quelle interne alla sua comunità. La Chiesa cristiana si definisce “cattolica”, ossia “universale” perché unisce persone di ogni lingua, popolo, nazione e costume, come avevano già preannunciato i profeti. Dalla Risurrezione di Gesù in poi si formò una comunità di persone che vivevano insieme, unite dall’unica fede nel Risorto. Esse provenivano sempre più da diversissime tradizioni culturali, politiche, sociali e religiose di tutto il mondo. Ciascuna portava con sé le più diverse abitudini, esigenze ed esperienze. Cominciarono, quindi, a emergere tensioni e incomprensioni. Nella prima lettura, la tensione deriva dall’assistenza quotidiana ai poveri. Questo impegno, insieme spirituale e sociale, nel corso della storia cristiana diviene sovente cruciale, con punte gravi e drammatiche. Qui la comunità compie una scelta esemplare, affidando questo compito a persone piene di Spirito Santo e di Sapienza, affinché gli Apostoli possano dedicarsi al servizio della preghiera e della Parola. La proposta mette tutti d’accordo e molti aderiscono alla Chiesa che si moltiplica grandemente. La lettura mette in luce come lo Spirito Santo sia già all’opera. La seconda lettura, dalla prima lettera di San Pietro, sottolinea che la Chiesa è l’edificio e Cristo è la sua “pietra angolare” che lo compagina e lo sostiene, unendo fra loro tutte le pietre vive, ossia i credenti. In esso, tutti sono “pietre vive”, stirpe eletta,  sacerdoti regali, gente santa, luci meravigliose che proclamano le ammirevoli opere di Dio e, in particolare, la salvezza operata dal Risorto.

Il Vangelo riferisce l’ultimo discorso nel quale Gesù rivelò le realtà più intime e preziose di sé e della sua opera. In esse ci disse che sarebbe ritornato al Padre, per prepararci un posto accanto a lui. Lo può fare, perché è totalmente nel Padre e il Padre è totalmente in lui. Le sue parole sono le parole del Padre. Chi conosce lui conosce il Padre. Chi crede in Lui compirà le stesse opere da lui compiute, e anche maggiori. Tutto ciò possiamo e dobbiamo crederlo con la massima certezza, perché Gesù è l’unica via, verità e vita che porta al Padre, al quale nessuno può giungere  se non per mezzo di lui.   

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

Nello spirito di questa domenica, la prima orazione ricorda la generosa benevolenza del Padre perché ci ha donato non solo il Salvatore ma anche lo Spirito Santo: “O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e la vita eterna”.

La seconda orazione chiede che possiamo divenire realmente sacerdozio regale, popolo santo, tempio della sua gloria: “O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa’ che aderendo a lui, pietra vita, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in sacerdozio regale, popolo santo, tempio della tua gloria”.

L’orazione sui doni e quella finale chiedono al Signore di testimoniare la sua verità nella nostra vita e di passare dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova: “O Dio, in questo scambio di doni ci fa partecipare alla comunione con te, unico sommo bene, concedi che la luce della tua verità sia testimoniata dalla nostra vita”. “Assisti, Signore, il tuo popolo, che hai colmato della grazia di questi santi misteri, e fa’ che passiamo dalla decadenza del peccato alla pienezza della vita nuova”.

Gualberto Gismondi OFM

 

 

  • 05 Mag

IV Domenica di Pasqua7 Maggio 2017

4ª Domenica di Pasqua:

Sono venuto perché abbiano la vita in abbondanza

Le prime domeniche dopo Pasqua mostrano la potenza del Signore risorto che opera nelle prime comunità. Questa quarta domenica presenta Gesù con l’immagine significativa del Buon Pastore che cura con amore le proprie pecore, perché abbiano vita in abbondanza. Questo suo impegno di salvezza e di amore continua sempre, fino alla fine dei tempi.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

At 2,14.36-41: [Nel giorno di Pentecoste,]14 Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò a loro così: " 36Sappia con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso".37All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". 38E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. 39Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro". 40Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: "Salvatevi da questa generazione perversa!". 41Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

1Pt 2,20-25:  Carissimi, 20se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. 21A questo infatti siete stati chiamati, perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme:22egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca ; 23insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia.24 Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti . 25Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode delle vostre anime.

Gv 10,1-10:  In quel tempo Gesù disse: 1"In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. 2Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. 3Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. 4E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. 5Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei". 6Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.7Allora Gesù disse loro di nuovo: "In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. 8Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo     

La prima lettura, dagli Atti, presenta l’annuncio dell’Apostolo Pietro a tutto il popolo, che si conclude con due precisi inviti: "Salvatevi da questa generazione perversa!" e "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo”.

Il primo esprime in forma negativa la necessità positiva di allontanarsi dal male, per compiere il bene, nelle condizioni concrete del tempo in cui viviamo.

Il secondo invito è un risposta positiva alla domanda “Che cosa dobbiamo fare?”, rivolta dalle persone agli Apostoli e agli evangelizzatori. Questa domanda esprimeva un sincero desiderio di conversione e la disponibilità a cambiare vita. Pietro presenta, quindi, il programma concreto e i contenuti della conversione: ascoltare la Parola di Dio; accogliere gli inviti della Chiesa; pentirsi; farsi battezzare nel nome di Cristo. È in questo modo che tutti otteniamo il perdono dei peccati, la vita divina e il dono dello Spirito Santo. È questo dono a compiere in noi le maggiori trasformazioni.

Nella seconda lettura, Pietro sottolinea come Gesù si comportò nella sua vita, passione e morte: “insultato, non rispondeva con insulti, maltrattato, non minacciava vendetta, ma si affidava a colui che giudica con giustizia”. Imitarlo non è facile, ma il Signore lo rende possibile col suo aiuto e la sua assistenza. Operando nel più profondo di noi stessi, mediante il suo Santo Spirito e con la sua grazia, ci consente di amare e perdonare come ha fatto Lui. Gesù lo ha attuato in modi che si completano a vicenda. “Portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce”. Per questo, “tutti noi siamo stati guariti dalle sue piaghe” ossia dal suo sacrificio cruento.  Nel Vangelo, Gesù stesso ci parla, servendosi dell’immagine che gli piaceva di più, quella di Buon Pastore.  Ama e conosce le sue pecore, chiama ciascuna col proprio nome, le conduce fuori e cammina davanti a esse. Sono tutte espressioni che indicano la delicatezza e le attenzioni di amore divino che ha per ciascuno di noi. Così amate, le pecore ascoltano la sua voce, lo conoscono e lo seguono. Il buon pastore le difende dai ladri, dai briganti e da quanti non amano le pecore, e cercano di entrano nel loro recinto per impossessarsene.

I discepoli non capivano questo linguaggio, per cui il Signore lo spiegò. La porta delle pecore è lui. Se uno entra attraverso di lui trova i ricchi pascoli della sua Parola e della sua Eucaristia, che gli danno la salvezza e l’ingresso nei misteri della vita e della santità divina, nei quali crescere indefinitamente, in santità, gioia e giustizia. Il Padre ce lo ha inviato e donato, Gesù è venuto con gioia a pascere con amore tutti quanti eravamo “erranti come pecore” senza pastore. Divenuto il grande pastore delle nostre anime, ci ha portato e donato, in abbondanza, la vita divina ed eterna. Lui solo è la nostra salvezza e speranza. Lui solo è l’unico pastore amoroso della nostra vita eterna e l’unico custode onnipotente della nostra risurrezione.

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

Gesù è il pastore della nostra gioia. Chiediamogli di rimanere sempre accanto a lui “Dio onnipotente e misericordioso, guidaci al possesso della gioia eterna, perché l’umile gregge dei tuoi fedeli giunga con sicurezza accanto a te, dove lo preceduto il Cristo suo pastore”.

Gesù è la nostra “porta” al suo Regno e alla risurrezione, gli chiediamo di riconoscerlo e seguirlo, nonostante le insidie del mondo: “O Dio, nostro Padre, che nel tuo Figlio ci hai riaperto la porta della salvezza, infondi in noi la sapienza dello Spirito, perché fra le insidie del mondo sappiamo riconoscere la voce di Cristo, buon pastore, che ci dona l’abbondanza della vita”. 

Il Signore è la nostra via e la nostra vita. Solo lui, che ci ha redento con il suo preziosissimo sangue, può guidarci alla perenne letizia e ai pascoli eterni del cielo: “O Dio, che in questi santi misteri compi l’opera della nostra redenzione, fa’ che questa celebrazione pasquale sia per noi fonte di perenne letizia”. “Custodisci benigno, o Dio nostro Padre, il gregge che hai redento con il sangue prezioso del tuo Figlio, e guidalo ai pascoli eterni del cielo.

Gualberto Gismondi OFM