• 02 Set

XXII Domenica del Tempo Ordinario A 30 Agosto 2020

22ª Domenica del Tempo Ordinario:

Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà

La Parola di Dio di questa Domenica presenta le maggiori esigenze della vita umana e cristiana: il “cambiamento di mentalità” (metanoia) e la conversione soprannaturale. Esse consistono nel cercare e servire i valori del Regno e la logica del Vangelo, anziché i valori e le logiche terrene. Conversione e cambiamento sono doni, grazia di Cristo e frutti dello Spirito Santo, senza i quali non possiamo nulla.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Ger 20,7-9: 7Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno; ognuno si beffa di me.8Quando parlo, devo gridare, devo urlare: "Violenza! Oppressione!". Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno.9Mi dicevo: "Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!". Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.

Rm 12,1-2: Fratelli, 1vi esorto dunque, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. 2Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto

Mt 16,21-27: In quel tempo, 21Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. 22Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: "Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". 23Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".24Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. 26Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? 27Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.  

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Oggi la Parola di Dio presenta il cambiamento di mentalità e la conversione soprannaturale, ossia gli eventi più radicali e profondi della nostra vita.

Essi ci fanno servire i valori del Regno e seguire la logica del Vangelo, anziché valori e logiche puramente terrene. Sono entrambi grazia di Cristo e frutto dello Spirito Santo, operanti in noi.

Un loro esempio drammatico è la vocazione del profeta Geremia, descritta dalla prima lettura. Egli accusa il Signore di seduzione e violenza, per averlo costretto a profetare a genti che non vogliono saper nulla della volontà divina, che lo deridono e insultano. L’annuncio della volontà di Dio è un martirio quotidiano che lo brucia, ma se vi rinuncia, lo divora un fuoco incontenibile.

La seconda lettura presenta il pressante invito a lasciarsi “trasformare” dal Signore e “rinnovare  il modo di pensare”, fatto da Paolo ai cristiani di Roma. Trasformare il pensiero e rinnovare il sentire sono necessari per poter discernere tutto ciò che è buono, perfetto e gradito a Dio e non conformarsi a questo mondo. Nell’Antico Testamento, i verbi trasformare e rinnovare indicavano la “conversione” da annunciare tutto il popolo. Paolo esorta a offrire i propri corpi come culto spirituale e sacrificio vivente, santo e gradito a Dio, mediante la preghiera e la pratica della giustizia. Se doniamo l’esistenza a Dio, il nostro corpo diventa un “tempio vivo dello Spirito Santo” (1Cor 6,19) e doniamo un culto spirituale perfetto.

Ciò avvenne con la massima intensità nella passione e morte di Gesù. Il suo rimprovero a Pietro vale per sempre: non pensare mai come gli uomini, ma secondo la volontà di Dio. Non pensare secondo Dio ma secondo gli uomini è scandalo. Anche Paolo ripete ai cristiani: “Non conformatevi a questo mondo”. Pensare come gli uomini e conformarsi al mondo sono i peggiori ostacoli per seguire Cristo. La liturgia, quindi, invoca il Padre perché le “seduzioni del mondo” non ci allontanino dal portare le nostre croci quotidiane. È Gesù stesso a indicare la sua decisione: seguirlo; accettare difficoltà e sofferenze; rinnegare il conformismo al mondo. Non si tratta di un comando ma di un fatto inevitabile che spiega chiaramente: chi vuole salvare la propria vita, la perde, mentre chi perde la propria vita per Lui la ritrova. Per ben disporci ci pone la domanda: chi muore, che utilità o vantaggio ricava dall’aver guadagnato il mondo intero? Non può essere nostro fine ciò che inevitabilmente lasceremo.

L’unico vero guadagno di amare Dio e il prossimo è la beatitudine e la gloria eterna. Nessuna realtà, terrena e mondana, per quanto ricca e splendida vale quanto il dono di noi a Cristo per costruire il Regno dei cieli. Solo Cristo, la speranza unica vera, che non illude né delude mai, verrà con i suoi angeli, nella gloria del Padre, per ricompensare le nostre  azioni.

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

L’orazione principale chiede al Padre di rinnovarci con la sua verità, perché le seduzioni del mondo non ci facciano mai deviare dal seguire ogni giorno le orme e la croce di Cristo, nostra speranza: “Rinnovaci con il tuo spirito di verità, o Padre, perché non ci lasciamo deviare dalle seduzioni del mondo, ma come veri discepoli, convocati dalla tua parola, sappiamo discernere ciò che è buono e a te gradito, per portare ogni giorno la croce sulle orme di Cristo, nostra speranza”. 

L’orazione sulle offerte chiede che la potenza dello Spirito Santo compia in noi la piena redenzione attuata dal mistero: “Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo, e compi in noi con la potenza del tuo Spirito la redenzione che si attua nel mistero”.

La preghiera dopo la comunione chiede che il sacramento col quale il Signore ci ha nutriti ci rafforzi nel servizio della carità verso tutti i nostri fratelli: “O Signore, che ci hai  nutriti alla tua mensa, fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore e ci spinga a servirti nei nostri fratelli”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 26 Ago

XXI domenica Tempo Ordinario A23 Agosto 2020

21ª Domenica del Tempo Ordinario:

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente.

Il celebre testo del Vangelo di Matteo riporta la risposta di Gesù a Pietro e i tre simboli biblici fondamentali: roccia, chiavi, legare e sciogliere.

Con essi Gesù esprime i compiti affidati al suo Regno: salvare, assolvere, ammonire, esortare, formare. Il Signore li ha donati alla Chiesa e affidati a Pietro per provvedere fino alla fine dei tempi la salvezza e la santificazione dell’umanità. 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Is 22,19-23: Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: 19“Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto.20In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkia;21lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda.22Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire.23Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre.

Rm 11,33-36; 33O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! 34Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?35 O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio? 36Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.  

Mt 16,13-20: In quel tempo, 13Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". 14Risposero: "Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti". 15Disse loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". 16Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". 17E Gesù gli disse: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. 18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli". 20Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Il Vangelo di Matteo (16,13-20) presenta i simboli biblici fondamentali: roccia, chiavi, legare-sciogliere, per indicare i compiti di misericordia, perdono divino e guida spirituale della Chiesa, affidati a Pietro, fino alla fine dei tempi.

Già nell’Antico Testamento, Dio “roccia d’Israele” era: salvezza, rifugio, bastione, scudo, torre inespugnabile del suo popolo, fondamento sicuro e incrollabile, roccia unica eterna. Credendo in lui nessuno vacillava.

Nel Nuovo Testamento Gesù è la roccia che dona l’acqua viva del suo Spirito, al suo nuovo popolo e a quanti credono in lui. Tale roccia deve rimanere anche quando egli ritorna al Padre, per cui rende Pietro tale roccia, sulla quale fonda la sua Chiesa, solida e stabile per sempre. Il secondo simbolo, le chiavi, e il terzo, l’aprire e chiudere, insieme esprimono l’autorità e il potere divino, affidati alla Chiesa e a Pietro, per essere il canale in cui la parola e l’azione salvifica di Gesù continuano a effondersi nell’umanità.

Gesù, infatti, non affida solo il potere di perdonare i peccati, ma anche quello di guidare alla santità tutti i credenti mediante le immutabili e insondabili verità divine. Pietro e la Chiesa “una, santa, cattolica e apostolica”, sono investiti della stessa missione e funzione di Cristo: fonte e segni visibili dell’unità. A Pietro fu data la funzione di pietra fondamentale primaria e decisiva, per cui nessuno può porre un fondamento diverso da quello posto da Gesù (1Cor 3,11).

In tutti i tempi Pietro e gli Apostoli con lui, devono: interpretare e attualizzare i segni della volontà salvifica di Cristo e del suo Spirito; giudicare ciò che è ingiusto e iniquo nelle strutture mondane di ogni tempo e di ogni cultura; perdonare i peccati, ammonire, esortare, consolare, illuminare le menti; formare le coscienze.  Devono soprattutto annunciare e far conoscere a tutte le generazioni e i tempi: “la profondità, la  ricchezza, la sapienza e la conoscenza di Dio”. Ogni Vescovo di Roma, Successore di Pietro, Sommo Pontefice, Papa: è roccia di Cristo; apre le porte del Regno; offre il perdono dei peccati, indica le verità per la salvezza. Il suo ministero si effonde su tutta la Chiesa, corpo mistico e visibile il cui Cristo è il capo, i fedeli sono le membra, lo Spirito Santo è l’anima.

Cristo e la Chiesa conducono i credenti alla gloria e beatitudine della Gerusalemme celeste, città e tempio eterno del Dio vivente e dei suoi Santi. 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

La Chiesa chiede al Padre che la testimonianza dell’apostolo Pietro, fondamento della nostra fede, consenta a tutti gli uomini di diventare pietre vive per edificare la sua Chiesa: “O Padre, fonte di sapienza, che nell’umile testimonianza dell’apostolo Pietro hai posto il fondamento della nostra fede, dona a tutti gli uomini la luce del tuo Spirito, perché riconoscendo in Gesù di Nazareth il Figlio del Dio vivente, diventino pietre vive per l’edificazione della tua Chiesa”.

Qui chiediamo che l’unico e perfetto sacrificio del Cristo, conceda sempre alla Chiesa il dono dell’unità e della pace: “O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli con l’unico e perfetto sacrificio del Cristo, concedi sempre alla tua Chiesa il dono dell’unità e della pace”.

Con l’orazione finale chiediamo al Signore che la forza redentrice della sua misericordia ci renda conformi alla sua volontà e forti e generosi nel suo amore: “Porta a compimento, Signore, l’opera redentrice della tua misericordia e perché possiamo conformarci in tutto alla tua volontà, rendici forti e generosi nel tuo amore”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 19 Ago

XX Domenica del Tempo ordinario A16 Agosto 2020

20ª Domenica del Tempo Ordinario:

“Donna, grande è la tua fede, avvenga come desideri!” 

Discriminare è un peccato vecchio quanto l’umanità. Dopo il primo peccato, gli uomini non smisero mai di discriminare, emarginarsi, penalizzarsi l’un l’altro, perseguitarsi e uccidere. Questa domenica, la Parola di Dio ci mostra, dall’Antico al Nuovo Testamento che Dio accoglie e abbraccia ogni persona ed esige che rimuoviamo da noi ogni discriminazione del prossimo.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Is 56,1.6-7: 1Così dice il Signore: "Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi". 6Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza,7li condurrò sul mio monte santo e li colmerò  di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli".  

Rm 11,13-15.29-32: Fratelli, 13A voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, 14nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. 15Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti? 29infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! 30Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, 31così anch'essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch'essi ottengano misericordia. 32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

Mt 15,21-28: In quel tempo, 21partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. 22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio". 23Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: "Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!". 24Egli rispose: "Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele". 25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: "Signore, aiutami!". 26Ed egli rispose: "Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini". 27"È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni". 28Allora Gesù le replicò: "Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita. 

Meditiamo con lo Spirito Santo  

La prima lettura annuncia profeticamente (Is 56,1.6-7) il progetto del Signore: rivelare la sua santità e giustizia per farne partecipe tutta l’umanità.

Dio, infatti, chiama e accoglie tutti: forestieri, stranieri, quanti amano il suo nome, vogliono servirlo e non profanano il sabato. Dio conduce tutti al suo monte santo, alla sua casa di preghiera, aperta a tutti i popoli della terra, ne gradisce i sacrifici e li colma di gioia. In un altro passo (Is 66,21) il Signore promette che, sceglierà sacerdoti e leviti anche fra gli stranieri.

Pure la Lettera di S. Paolo ai Romani celebra l’universalità della salvezza divina, che estende le sue benedizioni, in Noè, Abramo e i Patriarchi a tutti i popoli della terra. Se tutti i popoli, per il loro peccato, si chiusero nella disobbedienza, Dio misericordioso estende a tutti la sua misericordia e la sua alleanza irrevocabile. Il Padre ha inviato Gesù alle pecore perdute della casa d’Israele, ma il Figlio di Dio, Redentore e Salvatore universale, non si limitò ad esse, ma si rivolse a tutta l’umanità.

Il Vangelo di oggi sottolinea quest’aspetto, nell’episodio che ha per protagonisti Gesù e la donna pagana, “cananea”. Nell’Antico Testamento, “cananeo” aveva un significato molto negativo. I cananei erano non solo estranei o stranieri, ma anche idolatri e nemici d’Israele. In quest’episodio, Gesù usa i linguaggi e i comportamenti del suo popolo, verso i Cananei: non saluta, non ascolta, non risponde. Ai discepoli che lo implorano di esaudire la donna risponde con durezza. Il diminutivo “cagnolini” attenua la brutalità della parola “cani”, spregiativa perché nella cultura ebraica il cane era un animale impuro, volgare e spregevole. Anche nell’Apocalisse il termine è il primo degli esclusi dalla città di Dio: “cani, fattucchieri, immorali, omicidi, idolatri” (Ap 22,15).  Gesù usa il linguaggio dei giudei, verso i pagani e gli stranieri, per evidenziarne l’ingiustizia e l’assurdità: gli esseri umani sono tutti figli di Dio.

Un altro aspetto dell’episodio riguarda la preghiera. Gesù insegna a pregare con insistenza: chiedere, cercare e bussare. Questa mamma cananea e pagana, insiste con umiltà e coraggio perché Gesù guarisca la figlia. Al primo rifiuto di Gesù non si arrende, ma ribatte che anche i cani si sfamano con le briciole che cadono dalla mensa dei padroni. La conclusione è splendida. Gesù, pieno d’ammirazione, loda a gran voce, perché tutti sentano, la gran fede della cananea: "Donna, grande è la tua fede!” e guarisce all’istante la figlia. In più, Gesù non attribuisce il suo miracolo alla propria potenza divina, ma alla fede della donna pagana: “Avvenga per te come desideri”. L’apparente durezza di Gesù aveva come scopo d’insegnare a tutti a pregare e aver fede. Il suo gesto mostra  che bontà, fede e fiducia in lui sono possibili anche ai pagani e ai non credenti. Nessuno li disprezzi. Gesù dà un grande esempio dell’atteggiamento cristiano: apertura totale di fede; amore e rispetto di ogni persona; non giudicare, discriminare, disprezzare. Egli, infatti, non esclude nessuno, ma invita e accoglie tutti nella sua Chiesa e alla sua mensa eucaristica, per donare pienamente grazia, benedizione e salvezza.       

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

L’orazione principale chiede al Padre di darci l’accondiscendenza, mitezza e umiltà del suo diletto Figlio, per poter testimoniare con parole e opere il suo amore eterno e fedele: “O Padre, che nell’accondiscendenza del tuo Figlio mite e umile di cuore hai compiuto il disegno universale di salvezza, rivestici dei suoi sentimenti, perché rendiamo continua testimonianza con le parole e con le opere al tuo amore eterno e fedele”.

Immensa generosità di Dio. Egli, infatti, nello scambio di doni fra noi e lui, prima ci dà tutto quello che dobbiamo offrirgli, poi, in più ci dona anche se stesso: “Accogli i nostri doni, Signore, in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso”.

Nell’Eucaristia il Signore ci fa partecipare alla vita di Cristo, rendendoci immagine del suo Figlio e coeredi della sua gloria nel cielo: “O Dio, che in questo sacramento ci hai fatti partecipi della vita del Cristo, trasformaci a immagine del tuo Figlio, perché diventiamo coeredi della sua gloria nel cielo”.

Gualberto Gismondi OFM