• 03 Nov

XXXI Domenica del Tempo Ordinario Anno B4 Novembre 2018

31ª Domenica del Tempo Ordinario:

Gesù gli disse: Non sei lontano dal regno di Dio

La parola di Dio invita ad ascoltare, con l’invito in due parole: “Ascolta Israele” che chiede gioiosa adesione, filiale obbedienza, fede e amore in Dio.

Il Signore lo rivolge continuamente al suo popolo e a ciascuno di noi.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Dt 6, 2-6: Mosè parlò al popolo dicendo: 2“Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni. 3Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. 4Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. 5Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. 6Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore.

Eb 7, 23-28: Fratelli, [nella prima alleanza] 23in gran numero, sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. 24Egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. 25Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore. 26Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. 27Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso. 28La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

Mc 12, 28-34: In quel tempo,28si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: "Qual è il primo di tutti i comandamenti?". 29Gesù rispose: "Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore ; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza . 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi". 32Lo scriba gli disse: "Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; 33amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici". 34Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: "Non sei lontano dal regno di Dio". E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Nella prima lettura vi è l’invito ad ascoltare Dio, che caratterizza tutta la storia della salvezza.

Nel Vangelo, Gesù alla domanda di uno scriba: "Qual è il primo di tutti i comandamenti?" risponde con le stesse parole di Mosè al popolo:

il Signore nostro Dio è unico, tu lo amerai con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze.

Gesù aggiunge, poi, il secondo: amerai il tuo prossimo come te stesso.

Non ci sono comandamenti maggiori di questi.

Gesù completa e perfeziona la legge, dandole uno scossone. La tradizione giudaica era arrivata a elaborare seicentotredici precetti, oggetto di accanite e interminabili dispute, ma in concreto mai osservati da nessuno. Di qui la grande ipocrisia.

Gesù non indugiò mai in simili “tradizioni di uomini” e puntò subito sulla prospettiva di fondo, base di ogni comportamento, che compendiano l’intera legge: fede e amore totale a Dio e amore al prossimo.

Nella prima alleanza vi era un gran numero di sacerdoti. In quella nuova uno solo: Gesù, il sacerdote eterno che rimane per sempre e non tramonta mai.

Eternamente vivo, salva e santifica tutti quelli che lo ascoltano. Intercede a favore di tutti, santo, innocente, senza macchia. Immolatosi sulla croce per noi peccatori ora è elevato sopra i cieli.

I sommi sacerdoti dell’antica alleanza dovevano offrire ogni giorno sacrifici per i loro propri peccati, essendo peccatori soggetti a ogni debolezza.

Gesù, il Figlio di Dio, eterno e perfetto sommo sacerdote, ha offerto se stesso una volta per tutte e per sempre. Egli esige un amore a Dio, che coinvolga tutto: spirito, anima, coscienza, cuore, mente, pensieri, parole e azioni. Dobbiamo amare anche il prossimo con tutto noi stessi:  anima, mente e cuore.

Gesù, ha portato a perfezione anche questo comandamento, dicendoci: amatevi l’un l’altro come io ho amato voi.     

Riflessione  

Quali sono i precetti che Dio vuole fissare sempre nei nostri cuori?

Perché solo Gesù è l’unico Sommo Sacerdote necessario per tutta l’umanità?  

Che cosa risponde Gesù allo scriba che gli domanda: qual è il primo di tutti i comandamenti?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa  

O Dio, tu sei l’unico Signore e non c’è altro Dio all’infuori di te; donaci la grazia dell’ascolto, perché i cuori, i sensi e le menti si aprano alla sola parola che salva, il Vangelo del tuo Figlio, nostro sommo ed eterno sacerdote”. 

Gualberto Gismondi OFM

  • 27 Ott

XXX Domenica del Tempo Ordinario Anno B28 Ottobre 2018

30ª Domenica del Tempo Ordinario:

"Va', la tua fede ti ha salvato"

I temi trattati questa domenica sono la consolazione e la speranza.

Dio, nonostante le continue colpe del suo popolo, non smette di amarlo, perdonarlo assisterlo e aiutarlo.

Egli, è un padre per Israele e, venuto Cristo, per tutta l’umanità.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Ger 31, 7-9: Così dice il Signore 7Innalzate canti di gioia per Giacobbe, esultate per la prima delle nazioni, fate udire la vostra lode e dite: "Il Signore ha salvato il suo popolo, il resto d'Israele". 8Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione e li raduno dalle estremità della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente: ritorneranno qui in gran folla. 9Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li ricondurrò a fiumi ricchi d'acqua per una strada dritta in cui non inciamperanno, perché io sono un padre per Israele, Èfraim è il mio primogenito".

Eb 5, 1-6: 1Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. 2Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. 3A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo. 4Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. 5Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato, gliela conferì 6come è detto in un altro passo:  Tu sei sacerdote per sempre  secondo l'ordine di Melchìsedek.

Mc 10, 46-52: In quel tempo, 46mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. 47Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". 48Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". 49Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio! Àlzati, ti chiama!". 50Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. 51Allora Gesù gli disse: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". E il cieco gli rispose: "Rabbunì, che io veda di nuovo!". 52E Gesù gli disse: "Va', la tua fede ti ha salvato". E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Meditiamo con lo Spirito Santo  

La prima lettura è dal “Libro delle consolazioni” e riguarda Gerusalemme distrutta dai babilonesi.

Dio consola il suo popolo, ridando speranza ai deportati che piangono nella schiavitù e l’esilio.

Il Signore li riporterà da quei deserti ai fiumi d'acqua viva, guidandoli per strade piane nelle quali non inciamperanno. Riconosceranno che egli è sempre il loro padre Israele e canteranno gioiosi ed esultanti: "Il Signore ha salvato il suo popolo”.

Il Padre celeste prepara un grande futuro per il suo popolo: un Nuovo Sommo Sacerdote infinitamente superiore all’Antico Testamento.

A lui il Padre ha detto: “Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato” e inoltre: “Tu sei sacerdote per sempre  secondo l'ordine di Melchidesech.

Questo vero e unico Nuovo Sommo ed Eterno Sacerdote è Gesù che ha condiviso la nostra debolezza umana, perché ci ama  e compatisce la nostra ignoranza, errori e peccati.

Il Vangelo presenta quest’infinito amore di Gesù verso un povero mendicante diventato cieco, che la folla, senza amore e compassione, sgrida per farlo tacere. Ma egli implora sempre più: "Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!" Gesù si ferma e dice: "Chiamatelo!". Allora la gente smette di sgridarlo e l’incoraggia. Il cieco balza in piedi, getta via il mantello e raggiuge Gesù, che gli chiede che cosa vuole. Il cieco risponde: “che io veda di nuovo!". Gesù gli dà una bellissima risposta, dicendogli: “la tua fede ti ha salvato”. Il cieco subito ci vede e segue Gesù.

Meditiamo bene alcuni fatti.

Gesù anzitutto guarisce la folla, insensibile al dolore, annoiata e spietata, che vuole solo far tacere chi soffre, facendo passare i loro cuori dall’indifferenza e durezza, ad amore, pietà e compassione. Poi guarisce doppiamente il povero cieco, dandogli la vista materiale e, soprattutto, quella spirituale.

Risveglia le sue migliori energie, per cui balza in piedi, getta via il mantello e corre da lui. Guarito lo segue.

Il Signore guarisce tutti donando: fede in lui; amore, pietà e compassione per chi soffre; coraggio ed energie spirituali per rialzarsi; libertà dal superfluo; cammino nella sua stessa strada.      

Riflessione 

In che modo Gesù  è il Sommo Sacerdote Eterno per la nostra salvezza?

Come si comporta la folla davanti alle invocazione e alla sofferenza del povero cieco?  

Che cosa risponde Gesù alla domanda del cieco: "Rabbunì, che io veda di nuovo!"?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

O Dio, luce ai ciechi e gioia ai tribolati, che nel tuo Figlio unigenito ci hai dato il sacerdote giusto e compassionevole verso coloro che gemono nell’oppressione e nel pianto, ascolta il grido della nostra preghiera: fa’ che tutti gli uomini riconoscano in lui la tenerezza del tuo amore di Padre e si mettano in cammino verso di te”.  

Gualberto Gismondi OFM

  • 20 Ott

XXIX Domenica del Tempo Ordinario Anno B21 Ottobre 2018

29ª Domenica del Tempo Ordinario:

il Figlio dell'uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti

Oggi la liturgia ritorna sul tema di quattro domeniche fa (Mc 9, 30-37), la pretesa di alcuni discepoli di privilegi e onori sugli altri e stare alla destra di Gesù che li invita invece desiderare sacrifici, fatiche, sofferenze e umiliazioni.

Ascoltiamo la Parola di Dio

Is, 53, 10-11: 10Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. 11Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità.

Eb 4, 14-16: Fratelli, 14poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. 15Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato. 16Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.

Mc 10, 35-45: In quel tempo 35si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: "Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo". 36Egli disse loro: "Che cosa volete che io faccia per voi?". 37Gli risposero: "Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra". 38Gesù disse loro: "Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?". 39Gli risposero: "Lo possiamo". E Gesù disse loro: "Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato".41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: "Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".

Meditiamo con lo Spirito Santo  

La prima lettura appartiene al IV carme del “Servo del Signore” che la liturgia applica alla passione e morte di Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo povero, umile e sofferene.

Egli, per salvarci, si addossò i nostri peccati e accettò i più crudeli tormenti. La sua gloria è questa.

La seconda lettura sviluppa questi aspetti ricordando Gesù Sommo Sacerdote che attraversò i cieli per condividere le nostre debolezze ed essere provato come noi in tutto, escluso il peccato.

Per questo ci accostiamo al suo trono di grazia con piena fiducia nella sua misericordia, riconciliazione, perdono e grazia.

Tutti siamo aiutati da lui in ogni momento, il buon Pastore pronto a donarci amore e misericordia.

Il mistero della Pasqua è la sua liberazione, redenzione e salvezza.

Gesù entra nella nostra umanità per essere “prossimo” a ognuno e condividerne la realtà. Egli ci salva sempre in questo modo.

La sua “mediazione” non può attuarla nessuno fuori di lui perché solo lui è il sacerdote perfetto il cui “trono di grazia” è unico e insostituibile.

Il Vangelo mostra che nonostante questa grandezza di amore, misericordia e grazia divina di Gesù, i suoi discepoli sono chiusi in pensieri meschini. Non hanno ancora capito chi Egli è veramente e quale missione ha ricevuto dal Padre.

Gesù con infinita pazienza cerca di farglelo comprendere. La madre ha chiesto a Gesù che siedano alla sua destra e sinistra. Ora dicono che lo “vogliono”. Gesù domanda se possono bere il suo calice, ossia la sua passione e morte in croce. Essi rispondono, sì, ma senza capire.

Gesù allora conferma che il suo calice, ossia il martirio, lo avranno servendo, soffrendo e immolando la vita.

Nel suo Regno, infatti, si diventa grandi servendo tutti e primi facendosi schiavi di tutti. 

Riflessione  

Qual è la vera gloria di Cristo?

Perché possiamo accostarci con piena fiducia al trono della grazia di Cristo?

Che cosa deve fare chi vuole diventare grande ed essere il primo nel Regno dei Cieli?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa  

Dio della pace e del perdono, tu ci hai dato in Cristo il sommo sacerdote che è entrato nel santuario dei cieli in forza dell’unico sacrificio di espiazione; concedi a tutti noi di trovare grazia davanti a te perché possiamo condividere fino in fondo il calice della tua volontà e partecipare pienamente alla morte redentrice del tuo Figlio”. 

Gualberto Gismondi OFM