l Fondatore: Padre Giacomo Viale

Frate Minore, Servo di Dio

PaPadre Giacomo Vialedre Giacomo Viale nacque ad Airole (IM) , Diocesi di Ventimiglia, il 27 febbraio del 1830 da Alessandro e da Caterina Viale.

A 17 anni, allo sbocciare di una brillante giovinezza, entrò nell'Ordine dei Frati Minori, accolto dallo zio P. Pacifico Viale.

A 34 anni, il Vescovo di Ventimiglia, Mons. Lorenzo Biale, d'accordo con i Superiori Religiosi, lo promosse Economo Parrocchiale di Bordighera e nell'anno 1869, per assecondare il vivo desiderio del popolo, il suo successore, il Beato mons. Tommaso Reggio lo elesse Parroco a tutti gli effetti.

La sua fu un'attività instancabile e attenta, in campo spirituale e materiale.

Rimise a nuovo l'antica Chiese Parrocchiale di Santa Maria Maddalena. Fondò la casa canonica. Fece restaurare il vetusto Santuario di S. Ampelio, Patrono principale di Bordighera,costituendo le basi che permetteranno alle reliquie del santo di tornare a Bordighera il 16 agosto 1947; su disegno dell'illustre architetto Charles Garnier, elevò dalle fondamenta la Chiesa di Borgo Marina, ora Parrocchia dell' Immacolata Concezione. Alla SS. Vergine, di cui era devotissimo, innalzò, nel 1904, anche un devoto Santuario sulla ridente collina di Montenero.

Fece inoltre restaurare la Cappella della Madonna della Ruota, all'estremo limite della città. Un cuore così sensibile ai bisogni dello spirito non poteva rimanere indifferente davanti alle piaghe sociali e ai bisogni anche più minuti della povera gente che abbondava, allora, a Bordighera.
Nel 1894 aprì la Casa di Provvidenza, che poi divenne Ospedale Civico; fondò un asilo notturno e l'opera della refezione quotidiana per i poveri.
Negli ultimi anni della sua vita volle assicurare, con l'Ospizio di S. Giuseppe, un porto sicuro agli anziani soli. Gettò le basi dell'Orfanotrofio, che fu aperto due anni dopo la sua morte, in esecuzione del suo «testamento spirituale».
La sua immensa carità lo fece meritatamente paragonare al Santo Curato d'Ars; la sua giovialità a S. Filippo Neri.
Per l'austerità, la preghiera continua, molte volte estatica, e l'eroicità delle sue virtù, nessuna esclusa, meritò da Dio doni singolarissimi.
Vicende dolorose e gravi infermità lo afflissero, specialmente negli ultimi anni della vita. Tutto sopportò francescanamente.
Mori in concetto di santità il 16 aprile del 1912, all'età di 82 anni.
La salma benedetta, per suo espresso desiderio, era affidata alla terra, nel Cimitero di Arziglia. Ma nel 1925, per unanime volontà del popolo, fu traslata in quella Chiesa Parrocchiale, che aveva visto i «prodigi» del suo ministero Sacerdotale e le eccezionali elevazioni del suo spirito.
I fedeli sempre più entusiasti del loro Benefattore, gli dedicavano nel 1935 nella piazza della Chiesa una statua a perenne ricordo.
Il Postulatore Generale dei Frati Minori, iniziava il processo canonico della Beatificazione.
Ormai a Bordighera, nella Diocesi di Ventimiglia e da tutti gli ammiratori del Servo di Dio, in Italia e all'Estero, si è nell’attesa della tanto desiderata glorificazione.


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