• 29 Dic

Prima Dom dopo Natale Santa Famiglia di Gesù30 Dicembre 2018

Santa Famiglia di Gesù - Domenica  dopo Natale:

 Sua madre custodiva queste cose nel suo cuore

Oggi la Scrittura e la liturgia ci ricordano che la Santa Famiglia è fondata sull’amore di Dio, perché ogni famiglia cristiana possa essere lo specchio vivente di questo mistero di fede e di amore e sappia testimoniarlo fedelmente a tutto il mondo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

(1Sam 1,20-22.24-28)20Al finir dell'anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele, "perché - diceva - al Signore l'ho richiesto". 21Quando poi Elkanà andò con tutta la famiglia a offrire il sacrificio di ogni anno al Signore e a soddisfare il suo voto, 22Anna non andò, perché disse al marito: "Non verrò, finché il bambino non sia svezzato e io possa condurlo a vedere il volto del Signore; poi resterà là per sempre". 24Dopo averlo svezzato, lo portò con sé, con un giovenco di tre anni, un'efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo. 25Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli 26e lei disse: "Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. 27Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. 28Anch'io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore". E si prostrarono là davanti al Signore.

(1Gv 3,1-2.21-24): Carissimi 1vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. 2Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. 21Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, 22e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito. 23Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. 24Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

(Lc  2,41-52):41I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. 42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. 43Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 44Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". 49Ed egli rispose loro: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". 50Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. 51Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

La prima lettura presenta Sara, sterile, che aveva chiesto lungamente al Signore di donarle un figlio. Dio l’ha esaudita e, ora che il bimbo è svezzato, lo porta al tempio di Silo, per donarlo tutta la vita al Signore.

Maternità e vita sono veramente grandi doni del Signore, per cui Sara, riconoscente, spiega al sacerdote Eli, che offre a Dio per sempre, il figlio che le ha donato.

Entrambi si prostrano davanti al Signore e gli offrono un sacrificio di ringraziamento.

La seconda lettura ci ricorda che siamo realmente figli di Dio.

Il Padre ci ha fatto veramente suoi Figli per opera del suo Figlio Unigenito Gesù Cristo. Siamo, quindi, la sua famiglia, fondata sul suo amore.

La Scrittura e la liturgia ce lo ricordano perché ogni famiglia sia, nel mondo, specchio vivente di questo mistero di fede e di amore e lo testimoni fedelmente a tutti.

Il Vangelo descrive Maria e Giuseppe che, insieme a Gesù dodicenne, compiono il pellegrinaggio di Pasqua al Tempio di Gerusalemme. In quel tempo, gli uomini e le donne procedevano di giorno in due colonne separate mentre di notte si riunivano per sicurezza e protezione.

I figli fino ai quattordici anni potevano unirsi al gruppo degli uomini o delle donne. Maria e Giuseppe, quindi, si accorsero che Gesù non c’era, solo al termine del primo giorno di cammino.Nel secondo giorno tornarono a Gerusalemme, e nel terzo trovano Gesù nel tempio, ove ascoltava e interrogava i maestri della Legge. La madre lo rimprovera dolcemente, ma Gesù rivendica il suo dovere e la sua libertà, sorprendendo i genitori.

Essi non compresero la risposta del Figlio ma presentirono in essa il mistero. Maria conservava tutto meditandolo nel suo cuore e pregando con umiltà, fede e amore.

Essa comprese pienamente ai piedi della croce, nella luce della Risurrezione pasquale e nella Pentecoste alla fiamma dello Spirito Santo. Conservando e meditando nella preghiera, con fede e amore, i misteri del suo Figlio divino, insegna anche a noi la via per comprenderli.   

 

Riflessione 

Perché e come siamo fin d'ora figli di Dio e saremo simili a lui?

Qual è il comandamento o precetto che il Signore Gesù ci ha dato?

Che cosa significa la risposta di Gesù a Maria sua madre e S. Giuseppe che lo cercavano?

  

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

O Dio, nostro Padre, che nella santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stsso amore, perché, riuniti insieme nella tua casa, possiamo godere la gioia senza fine”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 25 Dic

Natale del SignoreNATALE 2018

 

Messa del giorno: 

Tu sei mio figlio, oggi ti ho

generato   

Il messaggio della Messa del giorno è che il Grande Mistero della nostra fede,

l’Incarnazione di Cristo,

illumina l’umanità e il mondo del suo splendore, come il sole, in pieno giorno, inonda tutto e tutti con la sua luce potente e meravigliosa.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio  

(Is 52, 7-10): “7Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: "Regna il tuo Dio".8Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce, insieme esultano, poiché vedono con gli occhi il ritorno del Signore a Sion.9Prorompete insieme in canti di gioia, rovine di Gerusalemme, perché il Signore ha consolato il suo popolo, ha riscattato Gerusalemme.10Il Signore ha snudato il suo santo braccio davanti a tutte le nazioni; tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”.

(Eb 1, 1-6): “1Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, 2ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. 3Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell'alto dei cieli, 4divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.5Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio ? 6Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio”.

(Gv 1, 1-18): “1In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.2Egli era, in principio, presso Dio:3tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui  nulla è stato fatto di ciò che esiste.4In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;5la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta.6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.7Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.9Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. 10Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.11Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.12A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.14E il Verbo si fece carnee venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.15Giovanni gli dà testimonianza e proclama: "Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me".16Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.17Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè ,la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.18Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato”.     

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

In pieno giorno il sole splende alto nel cielo, inondando tutto e tutti con la sua luce meravigliosa.

Il Natale illumina il mondo con lo splendore dell’Incarnazione di Cristo, il grande Mistero della nostra fede.

La Parola del Signore è la luce, della quale la seconda lettura sottolinea alcune manifestazioni.

Nei tempi antichi il Signore parlò molte volte e in diversi modi per mezzo dei suoi profeti. Dalla nascita di Gesù, Santo Natale, il Signore parla direttamente per mezzo del suo diletto Figlio Unigenito: Gesù Cristo. È questa la grande differenza fra Antico e Nuovo Testamento o fra Antica e Nuova Alleanza.

Nel prologo del suo Vangelo, Giovanni svela l’identità di quel piccolo bambino che giace nella mangiatoia della grotta di Betlemme.

Le sue parole non lasciano dubbi: quel bimbo, chiamato Gesù, è il Verbo Eterno, il Logos Eterno, la Parola Eterna del Padre, il Figlio del Dio vivente.

Questo Figlio non è soltanto presso Dio, ma è lui stesso vero Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di lui. Senza lui  non è stato fatto nulla di ciò che esiste.

Egli è la vita e la luce di tutta l’umanità. È l’erede di tutte le cose. È l’irradiazione della gloria divina. Tutti gli angeli lo adorano.

Il canto che precede il Vangelo invita tutti ad adorarlo: “Venite tutti ad adorare il Signore” perché “oggi una splendida luce è discesa sulla terra”. Nella liturgia del Natale, il tema della luce domina sovrano e collega il Mistero dell’Incarnazione col Mistero delle Risurrezione.

La luce che a Natale vediamo risplendere nella Messa della mezzanotte è la stessa luce che a Pasqua vedremo sfolgorare nella Veglia della Notte Pasquale. Le preghiere iniziali e principali, delle due liturgie notturne, natalizia e pasquale, si esprimono in termini simili.

Nel Natale preghiamo: “O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo”. Nella veglia pasquale diciamo: “O Dio, che illumini questa santissima notte con la gloria della Risurrezione del Signore”.

Nel Natale, il Verbo si fa nostra carne per redimerci dal peccato ed elevarci alla gloria della sua Risurrezione alla Pasqua. La lettera ai Filippesi(2,5-11) riconosce l’intimo vincolo che collega l’umiltà dell’Incarnazione con la gloria della Pasqua.

La preghiera del Natale è fra le più antiche della Chiesa e spiega che il Verbo si fece carne, ossia: assunse la nostra natura umana perché noi potessimo condividere la sua vita divina. A Betlemme, la fede dei pastori riconobbe la presenza del Figlio di Dio nei segni poveri del bambino in fasce, della mangiatoia e della grotta.

Nelle celebrazioni eucaristiche, il nostro sguardo di fede riconosce la presenza del Figlio di Dio nei segni poveri del pane e del vino.

L’ammirevole scambio in cui Cristo condivide la nostra umanità e ci fa partecipi della sua divinità, avviene, proprio nell’Eucaristia, il più profondo e misterioso scambio di doni.

Il Figlio di Dio ci dà il potere di diventare figli di Dio, perché ci rigenera. Nel Natale, Liturgie e Scritture trasmettono grandi verità. Come ricordarle e viverle?

A questa domanda, Liturgie e Scritture del Natale rispondono indicando l’esempio della Santissima Madre del Signore che tutti dobbiamo imitare: “Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”. Custodire, meditare e vivere i misteri di Dio. È questo  il vero atteggiamento. 

 

Riflessione 

Che significa che tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio?

Che vuole dire che Gesù è irradiazione della gloria e impronta della sostanza di Dio?

Come e perché Gesù ci ha dato il potere di diventare veramente figli di Dio?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa  

O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più ammirabile ci hai redenti, fa’ che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 25 Dic

Natale del Signore Aurora GiornoNATALE 2018

Messa dell’Aurora: 

Andiamo fino a Betlemme    

Il Padre ha scelto come primi testimoni della nascita di suo Figlio Gesù, i poveri e umili pastori. Poi li ha inviati, come protagonisti, ad annunciarla al suo popolo e a tutti gli altri uomini.

Il Signore chiama anche noi a uscire dalle fredde e tenebrose notti umane, per andare alla luce e al  calore di gioia della grotta di Betlemme.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio  

 (Is 62, 11-12): “11Ecco ciò che il Signore fa sentire all'estremità della terra: Dite alla figlia di Sion: "Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede".12Li chiameranno "Popolo santo", "Redenti del Signore". E tu sarai chiamata Ricercata, "Città non abbandonata"”.

(Tt 3, 4-7): “4Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini,5egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un'acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,6che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,7affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna”.

(Lc 2, 15-20): “15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l'un l'altro: "Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". 16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro”.   

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

A Natale, nella Messa dell’Aurora, il Vangelo presenta i pastori, primi testimoni della nascita del Signore Gesù, scelti dal Padre come protagonisti. Sono persone semplici, povere e umili, che vegliano le greggi altrui, nell’oscurità di notti fredde e solitarie. Il loro lavoro è duro, pericoloso, pesante, mal retribuito, all’aperto, mentre gli altri dormono nelle loro case.

Nel colmo di una notte fredda e buia, una gran luce e il canto festoso degli angeli li sorprendono. Discutono se andare a vedere quello che gli angeli annunziano, poi decidono col coraggio e generosità dei poveri: “vediamo quest’avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

La loro fede prevale su ragionamenti ed emozioni. Il Signore che rivela i suoi avvenimenti, ispira iniziative, coraggio e concretezza. Con fede decidono: “Andiamo a Betlemme”. Il loro “andare senza indugi nella notte, con fede, produce i migliori risultati: “trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia”.

Vedono e ascoltano. Capiscono che Dio li ha fatti veramente suoi grandi testimoni: autentici, credibili, affidabili.

Il messaggio degli angeli li aveva avvertiti e illuminati ora, però, vedono, ascoltano e conoscono essi stessi quello che il Signore aveva annunciato con i suoi angeli.

Ora sono loro i messaggeri e testimoni. La verità li rende  decisi e coraggiosi. Riferiscono a tutti quello che hanno visto e fanno stupire tutti. Luca scrive: “Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori”, lo stupore per gli interventi divini.

Nella seconda lettura, San Paolo ce ne dà le ragioni: “lo Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro” ci ha rigenerati, rinnovati e giustificati con la grazia, e fatto veri “eredi della vita eterna.

Gesù, il nostro Salvatore ci ha fatti suo "Popolo santo". Siamo i "redenti del Signore". Siamo: città non abbandonata ma eletta e prediletta.

Ogni Natale chiama tutti a vedere e udire ciò che videro e udirono i pastori. Il Signore illumina le nostre notti con la fede, perché possiamo vedere ciò che è invisibile, conoscere i suoi misteri, credere in lui, verità assoluta, centro e mistero della nostra fede. Egli è la fonte della nostra salvezza e il fondamento della nostra gioia.

Nella Messa del giorno approfondiremo ancora il mistero del Natale. Isaia avvertì tutti: “Ecco arriva il tuo Salvatore con il premio e la ricompensa”. S. Paolo precisa: il Figlio di Dio ci rinnova e rigenera con l’acqua, nello Spirito Santo e ci rende eredi della sua vita e gloria eterna.    

 

Riflessione 

Quale premio e ricompensa ci porta il nostro Salvatore? 

Che cosa ha effuso in abbondanza su di noi Dio, per mezzo di Gesù Cristo nostro Salvatore?

Perché i pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

 “Signore, Dio Onnipotente, che ci avvolgi della nuova luce del tuo Verbo fatto uomo, fa’ che risplenda nelle nostre opere il mistero delle fede che rifulge nel nostro spirito

Gualberto Gismondi OFM.