• 15 Dic

III Domenica di Avvento Anno C16 Dicembre 2018

3ª Domenica d’Avvento:

 Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.

L’avvento suscita gioia e speranza nei credenti, perché ricorda che il Signore è sempre vicino e presente nel suo popolo.

La Parola di Dio indica i segni dell’autentica conversione: amore, giustizia e gioia.

Giovanni presenta Gesù come colui che battezza in Spirito Santo e fuoco.

Ascoltiamo la Parola di Dio

(Sof  3, 14-17)14Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! 15Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d'Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura. 16In quel giorno si dirà a Gerusalemme: "Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! 17Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia".

(Fil 4, 4-7): Fratelli, 4siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. 5La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! 6Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. 7E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

(Lc 3, 10-18): In quel tempo, 10le folle interrogavano Giovanni, dicendo: "Che cosa dobbiamo fare?". 11Rispondeva loro: "Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto". 12Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: "Maestro, che cosa dobbiamo fare?". 13Ed egli disse loro: "Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato". 14Lo interrogavano anche alcuni soldati: "E noi, che cosa dobbiamo fare?". Rispose loro: "Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe". 15Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: "Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i laccidei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 17Tiene in mano la palaper pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile". 18Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Meditiamo con lo Spirito Santo 

Il profeta Sofonia invita il popolo di Dio a esultare e acclamare con tutto il cuore il Signore, che ha revocato la sua condanna e ha disperso i suoi nemici.

Dio è un salvatore potente e il suo amore ci rinnova. Poiché è in mezzo a noi, non temiamo alcuna sventura ed esultiamo con grida di gioia.

S. Paolo spiega e approfondisce ulteriormente questo fatto. Il Signore ci è sempre vicino, per cui dobbiamo essere sempre lieti e mostrare a tutti la nostra amabilità.

È la sua vicinanza ad  impedirci di angustiarci perché, in ogni circostanza, possiamo presentargli ogni richiesta, preghiera, supplica e ringraziamento. Vivendo così, la sua pace, che supera ogni intelligenza e sentimento, custodirà i nostri cuori e le nostre menti in Cristo Gesù.

Giovanni Battista, Gesù e San Paolo annunciano una realtà identica: “il regno dei cieli è vicino” ossia: “il Signore è vicino”. Questa vicinanza è anche attesa di ciò che procura la pace,il dono di Dio che supera ogni umano sentire.

Il Vangelo dice come custodire i nostri cuori e le nostre menti in Cristo Gesù. Il segreto sta nel rendere operosa e proficua l’attesa della sua venuta, esercitando l’amore del prossimo e compiendo opere di carità verso il prossimo. Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha e chi ha da mangiare faccia altrettanto.

Insieme alla carità vi è pure la giustizia: non esigere nulla più di ciò che è legittimo e onesto, non estorcere, non maltrattare nessuno, accontentarsi delle proprie paghe. La gioia dell’impegno di fede genera anche l’esigenza di rispettare e adempiere in modo adeguato i nostri impegni etici e sociali.  

Riflessione 

Perché il popolo di Dio deve esultare e acclamare il Signore con tutto il cuore?

Come possiamo fare presenti a Dio le nostre richieste in ogni circostanza?

Che cosa significa che Colui che sta per venire ci battezzerà in Spirito Santo e fuoco?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

O Dio, fonte della vita e della gioia, rinnovaci con la potenza del tuo Spirito, perché corriamo sulla via dei tuoi comandamenti, e portiamo a tutti gli uomini il lieto annunzio del Salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 09 Dic

II Domenica di Avento Anno C9 Dicembre 2018

2ª Domenica  d’Avvento : 

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio! 

Il messaggio di Baruc è di fiducia e di speranza.

In Dio, la pace e la felicità sono sempre possibili, nonostante le immancabili amarezze e oscurità della vita. S. Paolo ci assicura che Dio porta a compimento ogni nostra opera buona fino al giorno di Cristo. 

Nel Vangelo, Giovanni Battista annuncia che ogni uomo vedrà la salvezza di Dio.

Ascoltiamo la Parola di Dio

(Bar 5, 1-9)1Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione, rivèstiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre. 2Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno, 3perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo. 4Sarai chiamata da Dio per sempre: "Pace di giustizia" e "Gloria di pietà". 5Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. 6Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici;ora Dio te li riconduce in trionfo, come sopra un trono regale. 7Poiché Dio ha deciso di spianare ogni alta montagna e le rupi perenni, di colmare le valli livellando il terreno, perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. 8Anche le selve e ogni albero odoroso hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio. 9Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria, con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.

(Fil 1, 4-6.8-11): Fratelli, 4sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia 5a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. 6Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. 8Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. 9E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, 10perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, 11ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

(Lc 3, 1-6)1Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell'Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell'Abilene, 2sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, 4com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate isuoi sentieri!5Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. 6Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Meditiamo con lo Spirito Santo

La profezia di Baruc ci colma di fiducia e di speranza.

Dopo i mali e le afflizioni subite, Gerusalemme vedrà la salvezza di Dio e sarà resa per sempre: "Pace di giustizia" e "Gloria di pietà". Dal tramonto al sorgere del sole, i suoi figli si riuniranno esultanti alla parola del Santo, ricordando che Dio riconduce Israele, con misericordia e giustizia, alla gioia e alla luce della sua gloria.

S. Paolo invita ad aver fiducia in Colui che ha iniziato in noi le sue opere buone e che le porterà a compimento fino al giorno glorioso di Cristo, a gloria e lode di Dio.

Il Vangelo presenta, con grande precisione storica, l’inizio della missione di Giovanni Battista, annunziata nella profezia d’Isaia. Ne definisce accuratamente il contesto politico, indicando governatori e procuratori, e quello religioso, indicando i sommi sacerdoti del tempo. Nel groviglio storico di falsa potenza e di reali miserie umane, la parola di Dio investe l’ultimo profeta, Giovanni, “precursore” designato a far conoscere l’Agnello di Dio, il Figlio di Dio incarnato in Gesù di Nazaret, a Israele e a tutta l’umanità.

In lui ogni uomo vedrà e riceverà la salvezza divina. Giovanni percorre tutta la regione del Giordano,  predicando e battezzando con un battesimo di conversione, per il perdono dei peccati.

La sua parola e il suo battesimo di conversione preparano al sacramento del battesimo istituito da Gesù, col quale il Figlio di Dio conferisce grazia, vita divina e Spirito Santo. Poiché ogni uomo vedrà la salvezza di Dio, dobbiamo raddrizzare isentieri tortuosi dei nostri pensieri, riempire i burroni delle nostre sfiducie, abbassare i monti delle nostre superbie, spianare le vie dei nostri comportamenti e raddrizzare ogni sinuosità delle nostre anime e delle nostre coscienze.   

Riflessione

Perché dobbiamo deporre ogni lutto e afflizione e rivestire lo splendore che viene da Dio?

Crediamo veramente che Dio porterà a compimento ogni opera buona iniziata in noi? 

Che cosa vuol dire: “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

O Dio grande nell’amore, che chiami gli umili alla luce gloriosa del tuo regno, raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia, e preparaci a celebrare con fede ardente la venuta del nostro salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 01 Dic

I Domenica di Avvento2 Dicembre 2018

1ª Domenica d’Avvento Anno C: 

Vegliate in ogni momento pregando

Avvento significa “venuta”, ossia la venuta del Signore.

Celebra, quindi, la venuta storica del Signore, nella sua Incarnazione, nel Natale e in quella finale nella sua gloria, alla fine dei tempi.

Il tempo liturgico dell’Avvento ci fa rivivere queste attese e ci prepara spiritualmente a queste venute. 

Ascoltiamo la Parola di Dio

(Ger 33, 14-16)14Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda. 15In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. 16In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia.

(1Ts 3,12-4,2): Fratelli, 12Il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell'amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, 13per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi. 4,1Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio - e così già vi comportate -, possiate progredire ancora di più. 2Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

(Lc 21,25-28. 34-36): In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 25“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, 26mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. 27Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. 28Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina". 34State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso;  35come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 36Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo".

Meditiamo con lo Spirito Santo 

La prima lettura ricorda la profezia di Geremia sul “germoglio giusto”,che porterà la verità e la giustizia sulla terra ed eserciterà il giudizio.

Qui l’immagine e il simbolo del germoglio esprimono la nuova vita che prorompe nei deserti desolati e bruciati dell’umanità e sul tronco della dinastia davidica, ormai secco e inaridito.

Il Signore fa sbocciare prodigi di speranza e di salvezza per tutti.

Il misterioso personaggio preannunciato è il Messia o Cristo, il Signore-nostra-giustizia, Salvatore e Redentore dell’umanità, che sarà lo stesso Figlio di Dio: Gesù.

La seconda lettura annuncia la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, colui che fa crescere e sovrabbondare in ciascuno di noi, l'amore fra tutti e verso tutti. Tale venuta renderà i nostri cuori saldi, irreprensibili e santi, facendoci progredire nella nuova vita che il Signore Gesù ci ha dato.

Il Vangelo presenta il discorso di Gesù che parla della sua venuta. Egi trae lo spunto dalla sua venuta nella gloria alla fine dei tempi, per esortarci a pregare e vegliare, per essere sempre pronti a riceverlo, sia nelle sue venute nella nostra vita personale che alla fine dei tempi.

Toni e immagini, volutamente grandiosi, indicano l’importanza di ogni sua venuta. Per questo c’invita a non appesantire i nostri cuori nelle dissipazioni, le ubriachezze, le preoccupazioni e gli affanni della vita, perché il momento della sua venuta non giunga improvviso e ci sorprenda impreparati.

Quanto alla venuta finale, nella potenza e nella gloria, i segni che la precederanno e l’accompagneranno saranno causa di ansie nei popoli disattenti e di paura negli uomini increduli. Le angosce dell'attesa sono per quanto accadrà sulla terra.

Quanti invece credono in Cristo e attendono la sua venuta, pregando e vivendo nella verità e nella giustizia, all’accadere di queste cose leveranno il capo in alto con fede, gioia, speranza e sollievo, perché è vicina la loro liberazione, attuata dal Figlio dell’uomo nella sua gloria di giudice e Salvatore.

Riflessione 

Che cosa significa la profezia di Geremia sul “germoglio giusto”?

Come rendere i nostri cuori saldi e irreprensibili nella santità davanti a Dio?

Perché il Signore c’invita a vegliare in ogni momento pregando?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa  

Padre santo, che mantieni nei secoli le tue promesse, rialza il capo dell’umanità oppressa da tanti mali, e apri i nostri cuori alla speranza, perché sappiamo attendere senza turbamento il ritorno glorioso del Cristo, giudice e salvatore”.

Gualberto Gismondi OFM