• 29 Apr

 

III Domenica di Pasqua26 Aprile 2020

3ª Domenica di Pasqua:

Dio lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

At 2,14.22-33: [Nel giorno di Pentecoste,] 14Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:  22Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, 23consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l'avete crocifisso e l'avete ucciso. 24Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli.26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza,27 perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione.28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza .29Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. 30Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione.32Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.

1Pt 1,17-21: Carissimi, 17se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. 18Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, 19ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. 20Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; 21e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Lc 24,13-3513Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". 19Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto". 25Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

La prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, presenta parte del discorso di Pietro nella Pentecoste.

Si serve del Salmo 15/16 per descrivere la morte di Cristo e la Pasqua. Gesù fu ucciso perché le autorità e i sommi sacerdoti d’Israele lo consegnarono ai pagani per farlo crocifiggere. Dio, però, lo risuscitò perché la morte non poteva tenerlo in suo potere. Asceso alla destra del Padre, effuse il suo Spirito Santo sull’umanità, infrangendo i limiti creaturali dell’uomo, per consentirci di permanere  nella comunione con Dio, già iniziata in questa vita terrena.

La Pasqua di Cristo è il fondamento della nostra speranza, come indicano le suggestive immagini del salmo e, in particolare: contemplare il volto di Dio; la vita come cammino e percorso; la piena e perfetta gioia; lo stare alla destra di Dio. Esse mantengono la nostra fede e speranza sempre rivolte a Dio.

La seconda lettura, dalla 1ª Lettera di Pietro, ricorda che tutto questo divenne possibile perché siamo stati  “liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia” dalle nostre condotte vuote. Dio, infinita bontà, lo volle “prima della fondazione del mondo”. Chi crede è fin d’ora consacrato dal sangue di Cristo a camminare sereno nella fede ricevuta. Essa rende facile e fruttuosa anche la condizione di pellegrini, in continuo cammino verso la nostra meta ultraterrena.

Tutto ciò appare chiaramente nella vicenda dei due discepoli in cammino verso Emmaus, con l’animo agitato da dubbi e timori. Sono questi a renderli scoraggiati e tristi. Sono in crisi per la vicenda di Gesù Nazareno, profeta potente, consegnato dai sommi sacerdoti e dalle autorità ai pagani, per farlo crocifiggere. Hanno sentito, però, che alcune donne sostengono di avere avuto una visione e che egli sia vivo. La sua tomba è vuota, ma nessuno lo ha visto. Nel pensare ciò non vedono il viandante che è già vicino a loro. Il loro troppo ragionare impedisce di riconoscere Gesù.  Il loro discutere lo fa apparir loro uno straniero. Gesù, invece, li avvicina e parla con loro. Li interroga umilmente. Essi sono convinti di sapere tutto su Gesù e di essere aggiornatissimi sui suoi ultimi avvenimenti. Forse, proprio questo impedisce loro di capire, vedere, coglier il senso della sua vita-morte-risurrezione. Gesù conosce bene la loro situazione spirituale e cerca di illuminarli. Benevolmente li rimprovera per i loro occhi chiusi e il cuore tardo. Sono quest a renderli stolti, tristi, dubbiosi, lenti a capire e credere. Sapendo, però, che la loro ricerca è sincera, Gesù mostra loro con paziente bontà come tutte le Scritture parlino di lui. Lo invitano a rimanere. Rimane e, alla mensa, compie l’atto decisivo della sua cena: benedice il pane, lo spezza e lo distribuisce. “Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”.

La fede nel Risorto nasce alla sua mensa, dalla sua Parola, dal suo Pane o Eucaristia. Sono essi a farci ardere i cuori e riempirci di gioia. Pieni di fede e gioia i discepoli ritornano a Gerusalemme. Non sono più viandanti incerti e dubbiosi, ma testimoni convinti. Sanno che Gesù cammina con noi sulle nostre strade, ci è sempre vicino, ci dona la sua luce. Essa illumina anche quanti non se ne accorgono o non vogliono accorgersene. Chi crede in Cristo ne diventa apostolo. Chi lo sperimenta, ne diviene testimone.

Chi accoglie il suo mistero ne diviene messaggero. Per chi è incerto o dubbioso, la morte di Gesù in croce è scandalo e tragedia. Per chi crede in lui, la sua passione e morte è l’unica vera via della gloria e dell’inestinguibile salvezza dell’umanità. Gesù rende apostoli i suoi discepoli, perché testimonino fino alla fine dei tempi e donino a tutto il mondo, fino agli estremi confini della terra, il dono del Risorto: la sua gioia, la sua risurrezione, la sua gloria eterna.      

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

La Chiesa si rivolge al Signore Risorto perché renda la nostra fede, sempre più viva, convinta e coraggiosa: “Esulti sempre il tuo popolo, o Padre, per la rinnovata giovinezza dello spirito, e come oggi si allieta per il dono della dignità filiale, così pregusti nella speranza il giorno glorioso della risurrezione”.

Come i discepoli di Emmaus chiediamo al Signore che apra i nostri cuori all’intelligenza delle Scritture e si riveli sempre nell’atto di spezzare il suo pane: “O Dio, che in questo giorno memoriale della Pasqua raccogli la tua Chiesa pellegrina nel mondo, donaci il tuo Spirito, perché nella celebrazione del mistero eucaristico riconosciamo il Cristo crocifisso e risorto, che apre il nostro cuore all’intelligenza delle Scritture, e si rivela a noi nell’atto di spezzare il pane”.  

Il Signore che ci dona gioia e letizia, ci doni anche la gloria incorruttibile della risurrezione: “Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa, e poiché le hai dato il motivo di tanta gioia, donale anche il frutto di una perenne letizia”. “Guarda con bontà, Signore, il tuo popolo, che hai rinnovato con i sacramenti pasquali, e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione”.

 

Gualberto Gismondi OFM

 

 

  • 22 Apr

 

Gesù Misericordioso19 Aprile 2020

2ª Domenica di Pasqua della Divina Misericordia:

Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

  

Nel Tempo di Pasqua la prima lettura delle domeniche non è tratta dall’Antico Testamento ma dagli Atti degli Apostoli. Esse riferiscono molti aspetti della primissima predicazione degli Apostoli, nella quale essi spiegano mediante le Scritture gli eventi e i significati della morte in croce e della resurrezione di Gesù. Altre letture descrivono le conseguenze e gli effetti di questa morte e risurrezione sulle persone, sulla vita e comunità cristiane.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

 

At 2,42-47: [Quelli che erano stati battezzati] 42Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. 43Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; 45vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

1Pt 1,3-9: 3Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, 4per un'eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, 5che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell'ultimo tempo.6Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po' di tempo, afflitti da varie prove, 7affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell'oro - destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco - torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. 8Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, 9mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.

Gv 20,19-31: 19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". 22Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati".24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo".26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". 27Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". 28Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". 29Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

La prima lettura, degli Atti degli Apostoli, descrive la vita delle primissime comunità cristiane, sottolineando il loro entusiasmo e generosità.

Le basi di tali comportamenti sono i grandi avvenimenti pasquali: la Risurrezione, fatto storico e trascendente; le apparizioni del Risorto; la novità del corpo risorto di Cristo; la Risurrezione come opera della Santissima Trinità.

La predicazione apostolica annuncia queste novità, illustra la persona, la vita e l’insegnamento di Cristo. Senza quest’annuncio, le comunità cristiane non esisterebbero e non potremmo conoscere i fatti né capire il significato dei Misteri Pasquali .

Il Triduo Pasquale, seguito dai cinquanta giorni gioiosi, culminanti nella Pentecoste, mostra i numerosi vincoli e collegamenti tra l’Eucaristia e le Scritture. Di tutti i gesti liturgici, lo “spezzare il pane” è il culmine che non solo ricorda ma anzitutto fa rivivere, ogni volta, quel dono totale di sé che Gesù attuò nell’ultima cena e portò a compimento sulla croce. Spezzare il pane riappare nell’incontro con i discepoli in cammino verso Emmaus. È questo gesto che fece loro riconoscere che Colui che camminava con loro era Gesù e fece capire loro la ragione per cui il loro cuore ardeva, mentre il Signore apriva le loro menti alla comprensione delle Scritture. Ieri, oggi e sempre questo fatto e quest’annuncio rimangono esemplari e fondamentali per la Chiesa e per ogni credente. Tutti dobbiamo accostarci sempre alle Scritture e all’Eucaristia con lo stesso amore, attenzione e fede.

Il significato più autentico di quanto esprimono le Scritture, infatti, emerge sempre nel momento più profondo della liturgia, che culmina nello “spezzare il pane eucaristico”. Dalle pagine bibliche emergono sempre importanti  collegamenti che mostrano e fanno cogliere, a chi legge con fede, i molteplici e indissolubili nessi con l’Eucaristia, di ogni parola, evento, fatto e azione. La parola di Dio, letta nelle Scritture o annunziata dalla voce e dai gesti liturgici della Chiesa, conduce al vertice e alla finalità dell’Eucaristia, ossia del Sacrificio della Nuova Alleanza e del Convito della Grazia. Parola ed Eucaristia si appartengono così intimamente da non potersi comprendere l’una senza l’altra. La Parola di Dio si fa corpo e carne sacramentale nell’evento eucaristico. La sacra Scrittura illumina e spiega il Mistero eucaristico. L’Eucaristia illumina e conferma la sacra Scrittura. Entrambe illuminano la nostra intelligenza alla conoscenza e alla fede adorante e aprono il nostro cuore all’amore e alla carità ardente per Dio.

Come gesto conclusivo della sua missione fra noi, Gesù diede tale intelligenza e amore ai suoi Apostoli. Alitò su di loro il suo Spirito Santo e li colmò della sua pace, per mandarli a perdonare i peccati come li ha perdonati lui stesso. Proclamò beati tutti quelli che, anche senza aver visto, credono alla loro parola e al loro annuncio. Promise a quanti credono in lui, Cristo e Figlio di Dio, che avranno la vita eterna nel suo nome. Nella seconda lettura, Pietro sottolinea che tale fede è molto più preziosa dell'oro e sarà la nostra lode, gloria e onore, quando Gesù ritornerà. Credendo in lui e amandolo senza vederlo, esultiamo della sua gioia indicibile e gloriosa e raggiungiamo la mèta della nostra vita: la salvezza e a santità. In ogni prova, difficoltà, ostacolo, oscurità e angustia della nostra vita, quindi, anche noi rispondiamo sempre come fece Tommaso, pentito e ravveduto, all’invito del Signore: "Mio Signore e mio Dio!”    

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

La fede è più preziosa dell’oro. Chiediamo a Dio di farci capire le ricchezze inestimabili che ci ha donato: il Battesimo che ci ha purificati; lo Spirito che ci ha rigenerati; il Sangue che ci ha redenti. Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi  la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti”.

Chiediamo a chi ci ha chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, di guidarci alla felicità eterna e che la forza del sacramento pasquale operi sempre nella nostra vita.Accogli con bontà, Signore, l’offerta del tuo popolo e dei nuovi battezzati: tu che ci hai chiamati alla fede e rigenerati nel Battesimo, guidaci alla felicità eterna”. “Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita”.    

 

Gualberto Gismondi OFM

  • 14 Apr

Pasqua del Signore 2020

Pasqua 3

Come abbiamo rilevato, il Triduo Pasquale costituisce il centro dell’anno liturgico per cui, nel tempo pasquale, il Mistero Pasquale è collegato a importanti passi dell’Antico Testamento che rievocano i fatti mirabili compiuti da Dio lungo tutta la storia della salvezza, e del Nuovo Testamento che collegano l’Alleanza e la Salvezza ai Sacramenti.

Nei sacramenti, infatti, si attuano tutti i misteri di Cristo e della Salvezza. La Chiesa, poi, legge la Sacra Scrittura e ascolta la Parola di Dio, alla luce del Misteri Pasquali, durante tutto l’Anno liturgico

 

Domenica di Pasqua –

Risurrezione del Signore - Veglia nella notte 

 

La veglia inizia e prosegue con una quantità di azioni simboliche e significative: benedizione del fuoco, processione, accensione del cero-immagine di Cristo. In esse rivive la Pasqua del Signore come vittoria definitiva sul male e sulla morte, che inaugura la vita come festa e splendore di luce eterna. 

Nel contesto liturgico di questa notte, i fedeli partecipano al mistero di Cristo, mediante le sette letture che c’immergono nel fluire storico della salvezza. A loro volta, anche le orazioni e i Salmi responsoriali, che seguono ognuna di tali letture, approfondiscono le connessioni tra i temi storici dell’Antico Testamento e il loro pieno compimento nel mistero pasquale di Cristo. Fanno emergere, quindi, i pieni significati cristologici e sacramentali già contenuti nei testi dell’Antico Testamento, che parlano di creazione, sacrificio, esodo, battesimo, misericordia di Dio, alleanza eterna, lavacro dei peccati, redenzione e vita in Cristo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Per illustrare questo grande mistero, la veglia pasquale utilizza sette letture dell’Antico Testamento, mentre la Messa ne presenta due del Nuovo Testamento.

Nella veglia, la prima lettura, dal libro della Genesi (1,1 – 2,2), narra la creazione dell’universo, per significare che la Pasqua è la nuova creazione, liberata dai peccati dell’uomo e condotta a quel sabato glorioso nel quale tutto il creato sarà redento, salvato, elevato e immerso in Dio.

La seconda lettura descrive come, messo alla prova della fede, Abramo fu pronto a sacrificare al Signore il proprio unico figlio  (Gen 22, 1 -18).

La terza lettura ricorda come Dio fece passare il popolo d’Israele sano, salvo e all’asciutto attraverso il mar Rosso, liberandolo dal Faraone oppressore con il suo potente esercito (Es 14, 15 - 15,1).

La quarta lettura mostra il Signore, sposo fedele, che perdona Gerusalemme, sua sposa infedele, rinnova l’alleanza con ella e la rende splendente di fedeltà e giustizia (Is 54, 5 - 14).

La quinta lettura celebra la nuova alleanza, eterna e intramontabile, operata dalla grazia divina e dall’infinito amore di Dio (Is 55, 1 - 11).

La sesta lettura ricorda che l’abbandono della Sapienza e della Divina Parola è fonte di morte, mentre chi le cerca cammina nella luce e risorge (Ba 3,9 - 15.32 - 4,4).

La settima lettura ricorda che Dio, mediante il battesimo e una nuova creazione, stringerà  col suo popolo una nuova alleanza, purificherà i cuori di pietra e li renderà giusti e fedeli (Ez 36, 16 - 8). Seguono, come tutte le domeniche, le letture del Nuovo Testamento. Esse sono le seguenti:

 

Rm 6, 3 – 11: “Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? 4Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. 5Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. 6Lo sappiamo: l'uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. 7Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.8Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, 9sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. 10Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. 11Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù”.

Mt 28, 1 – 101 Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. 2Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. 4Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 5L'angelo disse alle donne: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 6Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. 7Presto, andate a dire ai suoi discepoli: "È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, io ve l'ho detto". 8Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. 9Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: "Salute a voi!". Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. 10Allora Gesù disse loro: "Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno"”.

 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

Dopo le letture della Veglia e le due ultime della Messa, seguono altre parti della liturgia, proprie di questa santa notte: liturgia battesimale; benedizione dell’acqua; rinnovamento delle promesse battesimali; celebrazioni dei battesimi se vi sono battesimandi.

Esse hanno preparato il momento culminante espresso nel Vangelo della Risurrezione del Signore. La liturgia dei sacramenti d’iniziazione, celebrati in questa Veglia, collega insieme sia la creazione e la vita nuova in Cristo, che l’Esodo storico e l’Esodo pasquale di Gesù.

La lettura del Vangelo di Matteo, mostra Gesù risorto, che appare per prime alle donne e  le invia ad avvertire gli apostoli: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno”. Esse gli abbracciano i piedi e lo adorano. L’unione delle diverse parti della liturgia e delle letture consente profonde riflessioni.

Ad esempio, Rm 6, 3 – 11, sottolinea che Gesù scese morto nel sepolcro, per uscirne vivo e glorioso per sempre, per cui, quanti scendono nella fonte battesimale, vi depongono l’uomo vecchio morto, ossia il passato di peccatore, ed escono creature vive e nuove, rese gloriose per  sempre dalla grazia liberatrice e santificatrice di Dio.

Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui.

Egualmente noi, siamo morti al peccato ma viventi per Dio in Cristo Gesù. Il Vangelo mostra la potenza della proclamazione dell’angelo alle donne: Gesù, il crocifisso non è qui. È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete. Gesù vuole le donne prime testimoni della sua risurrezione, distruggendo le vecchie regole umane, sociali e giuridiche che non le ammettevano a testimoniare. Anche gli apostoli ritennero le loro parole “un vaneggiamento”, ma avevano torto.

Credere è un impegno molto serio e complesso, che mobilita tutte le qualità e le capacità migliori della persona. Da venti secoli è chiaro che la Pasqua del Signore, pur essendo trascendente e soprannaturale, ha lasciato e continua a lasciare profondi segni che sconvolgono la storia e il mondo. Essa mostra la sua potenza anche all’interno di tutte le vicende umane. La frase dell’angelo: “È risorto, infatti, come aveva detto” mostra chiaramente che le parole dette da Gesù durante la sua vita terrena erano e sono sempre realtà viva. Lo furono ieri, e lo sono oggi e sempre. A chi crede donano: vita eterna, salvezza, liberazione, certezze, speranza e risurrezione.      

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

 

Chiediamo al Signore che la luce della risurrezione ci rinnovi veramente nel corpo e nell’anima perché posiamo essere sempre suoi figli fedeli al suo servizio: “O Dio, che illumini questa santissima notte con la gloria della risurrezione del Signore, ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione, perché tutti i tuoi figli, rinnovati nel corpo e nell’anima, siano sempre fedeli al tuo servizio”.

Le nostre  preghiere e offerte ci ottengano dal mistero e dalla gioia della Pasqua la forza per raggiungere la vita eterna “Accogli, Signore, le preghiere e le offerte del tuo popolo, perché questo santo mistero, gioioso inizio della celebrazione pasquale, ci ottenga la forza per giungere alla via eterna”.

Lo Spirito della carità  che ci nutre nei sacramenti pasquali ci conceda di vivere concordi nell’amore: “Infondi in noi, o Padre, lo Spirito della tua carità, perché nutriti con i sacramenti pasquali viviamo concordi nel vincolo del tuo amore”.

 

Domenica di Pasqua -

Messa del giorno: Entrò anche l'altro discepolo e vide e credette

 

 

Pasqua 1

Ascoltiamo la Parola di Dio 

At 10,34.37-43: In quei giorni, 34Pietro prese la parola e disse: 37“Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. 39E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, 40ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, 41non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. 42E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. 43A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome".

Col 3,1-4 : Fratelli,  1Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; 2rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. 3Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! 4Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. –

Oppure: 1Cor 5,6-8: Fratelli, 6Non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta? 7Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! 8Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.   

Gv 20,1-9 : 1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". 3Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

 

La prima lettura, dagli Atti, è l’annunzio di Pietro al primo pagano convertito, il centurione Cornelio e la sua famiglia. Egli parla della persona di Gesù e di tutto ciò che Egli fece per noi, con la sua morte e la sua risurrezione.

La seconda lettura sottolinea che la fede in Cristo ci ottiene il perdono dei peccati e la capacità di rivolgerci sempre alle “cose di lassù”. Dobbiamo, dunque, celebrarne la festa abbandonando il “vecchio lievito” della malizia e perversità, per nutrirci sempre dei “nuovi azzimi” della sincerità e della verità. Essi sono l’Eucaristia, ossia il dono di sé che Gesù attuò nell’ultima cena e sulla croce. Cristo, quindi, è insieme Parola ed Eucaristia così intimamente congiunte da non potersi più separare. L’Eucaristia ci fa comprendere la Parola e le Sacre Scritture. La Parola e le Scritture ci fanno comprendere il Mistero Eucaristico.

L’Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione del Signore sono il contenuto centrale di entrambe e della fede della Chiesa. È “secondo le Scritture” (1 Cor 15,3) che essa annuncia Gesù morto per i nostri peccati. È  “secondo le Scritture” (1 Cor 15,4) che essa annuncia Gesù risuscitato il terzo giorno. Dalla sua morte e risurrezione, la comunità dei credenti celebra con fede e amore, la sua Risurrezione nel primo giorno della settimana, Domenica (giorno del Signore).

Il Vangelo ricorda che fu il discepolo prediletto a “vedere e credere” per primo in Gesù risorto. Vedere e credere. Per quanti credettero che Gesù è venuto nella carne, morto e risorto, la liturgia eucaristica domenicale divenne il luogo dell’incontro col Risorto. Ben presto quanti non lo avevano visto, credettero alla sua solenne promessa fatta davanti a tutti gli apostoli, in seguito all’incredulità di Tommaso: “ Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto” (Gv 20, 29). Ormai, Gesù non è più soltanto il Maestro ma, definitivamente, il Risorto. Per la Chiesa nascente le Scritture furono determinanti per conoscere e comprendere la Risurrezione. La presenza del Risorto, però, si manifestò sempre mediante la testimonianza dei credenti. È la loro fede e amore a fare di essi dei “testimoni”. Credere supera la capacità di vedere con gli occhi del corpo. È la comprensione spirituale e teologica dei segni visibili, ossia la fede, che conduce a credere. La  spiegazione di Giovanni è chiara e decisiva: “non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti”. Fede in Dio e ascolto, conoscenza e comprensione delle Scritture sono essenziali per credere nel Risorto. Dal momento della sua Risurrezione e Ascensione al Padre, la presenza di Gesù non è più vincolata al mondo fisico, ma alla celebrazione eucaristica, in particolare  domenicale, alla quale tutti devono partecipare. Essa alimenta continuamente la fede, la speranza e l’amore nel Signore Risorto. La presenza di Gesù ha fatto di Maria di Màgdala “l’apostolo degli apostoli”. La presenza eucaristica del Signore Risorto farà per sempre nuovi discepoli, testimoni e apostoli.  Pasqua 5

 

 

Domenica di Pasqua -

Messa Vespertina:

Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero

 

(Tutto come nella Messa del giorno, escluso il Vangelo: Lc 24,13-35

 

(Pasqua: Vangelo della Messa Vespertina)

Lc 24,13-3513Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". 19Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto". 25Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

 

(Messa Vespertina di Pasqua: riflessione sul Vangelo)

 

 

L’episodio di Emmaus illustra bene la liturgia, ormai domenicale, in cui si annunciano e  spiegano le Scritture e si benedice, distribuisce e mangia il pane eucaristico. Vi sono due discepoli che non fanno parte dei dodici apostoli e camminano pieni di dubbi e di domande. Il Vangelo descrive il loro itinerario, scandendone alcuni momenti. Nel primo essi sono in cammino, sconsolati e tristi in volto. Nel secondo momento emerge la ragione della loro crisi: Gesù Nazareno, potente profeta, fu consegnato ai pagani, dai sommi sacerdoti e le autorità, per farlo crocifiggere. Tuttavia, alcune donne hanno avuto una visione e dicono che sia vivo. La sua tomba, però, è vuota e nessuno lo ha visto. Intenti in queste discussioni non si accorgono che un viandante cammina con loro ed è loro vicino. Cercando e ragionando non vedono che è Gesù che cammina con loro. Vedono solo uno straniero. Gesù, però è sulla loro strada e si avvicina per parlare loro. Li interroga ed essi rispondono convinti di sapere tutto su Gesù. Informati degli ultimi avvenimenti e aggiornatissimi, non capiscono, non vedono, non colgono il senso della vita-morte-risurrezione di Gesù. Egli, invece, conosce perfettamente la loro situazione spirituale: hanno occhi chiusi e cuore tardo; sono stolti e lenti a credere. Per questo rimangono tristi. La loro ricerca, tuttavia, è sincera e appassionata. Come solo lui sa fare, Gesù mostra loro che tutte le Scritture parlano di lui. Allora lo invitano a rimanere. Rimane e compie il suo atto decisivo alla mensa, nella cena: benedice il pane, lo spezza e lo distribuisce. “Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero”. Gesù però ritorna invisibile.

Il Vangelo dice chiaramente che la fede piena nel Risorto nasce alla sua mensa, ascoltando la sua Parola e ricevendo il pane che distribuisce: l’Eucaristia. È allora che i discepoli si rendono conto che Gesù parlando, faceva ardere i loro cuori. Ormai sono pieni di fede e di gioia e ritornano a Gerusalemme, non più come semplici discepoli ma come convinti testimoni. Luca, quindi, in quest’episodio mostra che Gesù è sempre vicino, cammina con tutti, è luce inestinguibile per tutti, anche per quanti non se ne accorgono o non vogliono accorgersene. Gesù illumina e spiega tutte le Scritture. Chi crede in lui diventa profeta. Chi lo sperimenta, diviene testimone. Chi riconosce il suo mistero se ne fa messaggero. Per quei discepoli, la morte di Gesù era scandalo e tragedia che impediva di credere. Per Gesù, la sua passione e morte è l’unica via per entrare nella gloria e salvare l’umanità. Da solo, il sepolcro vuoto suscita perplessità, timori, dubbi, pensieri sfavorevoli. La fede nel Risorto, però, non nasce dal sepolcro vuoto. Esso mette soltanto sul cammino per incontrare il Risorto che testimonia di sé. Nei quaranta giorni dopo la Pasqua, le apparizioni di Gesù sono sempre più realistiche e teologicamente più dense. I discepoli elevati ad apostoli, infatti, dovranno testimoniare a tutto il mondo, fino alla fine dei tempi e fino agli estremi confini della terra, il gioioso annuncio della Risurrezione di Gesù, alla quale è ormai indissolubilmente legata la salvezza di ogni persona e dell’intera umanità. Per questo il Signore Risorto rende la loro fede, sempre più viva, convinta e coraggiosa.      

 

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

 

La prima domanda della Chiesa al Padre è che la Risurrezione del Figlio ci rinnovi nello Spirito, per poter rinascere nella luce del Signore risorto: O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto”.

Esultanti di gioia chiediamo che il sacrificio eucaristico, al quale partecipiamo, faccia nascere ed edifichi sempre la Chiesa:Esultanti per la gioia pasquale ti offriamo, Signore, questo sacrificio, nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua Chiesa”.

L’inesauribile potenza dell’amore divino protegga sempre la Chiesa, perché rinnovata nello Spirito divino, giunga alla gloria della Risurrezione. Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio Onnipotente, con l’inesauribile forza del tuo amore, perché, rinnovata dai sacramenti pasquali, giunga alla gloria della risurrezione” 

 

Gualberto Gismondi OFM