• 14 Gen

 

II Domenica T O19 Gennaio 2020 :

 

Seconda Domenica Tempo Ordinario:

 Ho visto e testimoniato che questi è il Figlio di Dio

 

Questa seconda domenica del tempo ordinario completa la manifestazione del Figlio di Dio iniziata nelle feste dell’Epifania e del suo Battesimo. Qui, nel suo Vangelo, l’evangelista Giovanni narra la testimonianza di Giovanni Battista che Gesù è veramente il Figlio di Dio perché, battezzando Gesù, udì la voce del Padre proclamarlo tale, mentre vide lo Spirito Santo scendere e fermarsi su di Lui.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 49, 3.5-6: “3Il Signore mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria".5Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele - poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza - 6e ha detto: "È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra".

 

1Co 1, 1-3: “1 Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: 3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!”

 

Gv 1, 29-34: “In quel tempo, 29Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele". 32Giovanni testimoniò dicendo: "Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio".

 

Meditiamo con lo Spirito Santo 

 

In questa domenica la Liturgia presenta la vita e la missione di Gesù, venuto ad evangelizzare l’umanità, ossia a mostrare a tutti noi il cammino della salvezza. Durante l’Avvento, il profeta Isaia ci ha guidato incontro a Cristo. Ora spiega con crescente profondità chi Egli sia veramente e che cosa è venuto a fare fra noi. Egli è il “Servo di Dio” e la “Luce delle nazioni”. Il termine “Servo” sottolinea che egli ha attuato, in tutto e fino in fondo, la volontà del Padre e per questo costituisce il modello dei caratteri messianici: l’umiltà, la mansuetudine e la mitezza.

Il termine “Luce” sottolinea che egli ha illuminato con la luce divina del suo amore, della sua bontà, della sua verità, della sua misericordia e della sua salvezza, tutti i popoli, le nazioni e le genti della terra. Non a caso le Scritture attestano che Dio è luce e che in lui non vi sono tenebre. Il “Credo” che ogni domenica recitiamo dopo il Vangelo dice espressamente che Dio è: “luce da luce” ossia luce piena e totale. Per questa ragione anche noi siamo chiamati a vivere come figli della luce (Lc 16, 8), per irradiare nel mondo la luce del Signore.

L’Apostolo Paolo esorta a rivestirci delle “armi della luce” (Rm 13, 12) ossia: la fede, la speranza e le opere buone. Oggi, nella prima lettera ai Corinzi, ci ricorda la nostra vocazione alla santità e la reale santificazione con la quale il Padre ci ha santificato nel Figlio Cristo Gesù. Dobbiamo camminare, quindi, nella luce (Gv 3, 21; Ef 5, 8;1Gv 1,7).

Vi è ancora un’immagine particolarmente suggestiva nel Vangelo, che dobbiamo meditare. Si tratta dell’agnello che ha una lunga  storia  spirituale nell’Antico Testamento. Il sangue dell’agnello dell’antica pasqua liberò il popolo di Dio dalla sua schiavitù in terra d’Egitto, per condurlo alla sua libertà nella Terra Promessa, e farne la nazione santa, libera, portatrice dei doni e delle promesse divine. Nel Nuovo Testamento l’Agnello di Dio libera l’umanità dalla schiavitù del peccato e della morte, conducendola alla Gerusalemme Celeste, la destinazione della risurrezione e della vita eterna per tutti. Lì, con tutti i giusti, contempleremo l’agnello vittorioso e glorioso, seduto sul trono alla destra del Padre, come Signore dei Signori e Dominatore dei dominanti.

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

 

Con le orazioni della liturgia invitiamo il Padre ad ascoltare le nostre preghiere, darci la pace e rendere tutta la nostra vita un lieto annuncio del Vangelo: O Dio onnipotente ed eterno , che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace”. “O Padre, che in Cristo, agnello pasquale e luce delle genti, chiami tutte le genti a formare il popolo della nuova alleanza, conferma in noi la grazia del battesimo con la forza del tuo Spirito, perché tutta la nostra vita proclami il lieto annunzio del Vangelo”.

Le preghiere sui doni ci invitano a chiedere al Signore di partecipare degnamente a ognuno di questi memoriali della Passione del suo Figlio, nei quali si compie l’opera della nostra redenzione: Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l’opera della nostra redenzione”.

L’orazione finale chiede che al Padre che lo Spirito del suo amore e l’unico pane di vita ricevuto facciano di tutti noi un cuore solo e un’anima sola.Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutriti con l’unico pane di vita formiamo un cuor solo e un’anima sola”. 

 

Gualberto Gismondi OFM

  • 25 Dic

 

albani battesimo di Cristo12 Gennaio 2020

 

Battesimo del Signore, Domenica dopo

l’Epifania:

 

Questi è il Figlio mio, l'amato, ascoltatelo 

 

La festa del battesimo del Signore conclude il tempo del Natale, al quale segue il tempo ordinario. Nel Vangelo troviamo un perfetta espressione trinitaria. Il Padre e lo Spirito Santo che testimoniano in modo sensibile e solenne, a tutti i presenti, la piena divinità del Figlio, il Dio con noi,  il Salvatore e  il Signore Gesù Cristo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

    

Is 42, 1-4. 6-7: “Così dice il Signore: 1Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. 2Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, 3non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. 4Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. 6"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, 7perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre”.

 

 At 10, 34-38: “In quei giorni, 34Pietro allora prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, 35ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 36Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. 37Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui”.

Mt 3, 13-17: “13In quel tempo Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". 15Ma Gesù gli rispose: "Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia". Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento"”.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

Mentre Giovanni battezzava le folle sulle rive del Giordano, anche Gesù si fa battezzare e al suo battesimo avvengono segni grandiosi: il cielo si apre, risuona la voce del Padre, lo Spirito Santo scende in forma visibile su di lui, Figlio di Dio. È una “teofania” o manifestazione di Dio, che qui mostra il mistero della Santissima Trinità.

Consideriamo attentamente il Vangelo. Giovanni predica il battesimo di penitenza e molti peccatori accorrono a lui. Gesù si unisce a loro per ricevere questo segno di pentimento, Giovanni non vuole, ma Gesù insiste perché vuole essere solidale con i peccatori, stare dove stanno loro. È questo il grande mistero che indica la sua totale solidarietà con noi. Esso avviene un come grande epifania o manifestazione trinitaria.

Dai cieli aperti scende come un potente tuono la voce del Padre,: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Ciò attua il Salmo responsoriale (29, 3-4) che annuncia: “voce del Signore sulle grandi acque. La voce del Signore è forza. La voce del Signore è potenza”. Il Padre dichiara, con forza e potenza, di compiacersi del Figlio solidale con i peccatori. Il Padre, a sua volta, “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito” (Gv 3, 16). Nel Padre e nel Figlio, quindi, splende con forza e potenza l’infinito e totale amore per i peccatori. Nello stesso istante, lo Spirito Santo scende dal cielo, in forma di colomba, segno della pace, condividendo pienamente la compiacenza del Padre.

Tutte le persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, ossia la Santissima Trinità, vivono, condividono e confermano quest’evento, assolutamente inaspettato. Esso, però è il mistero fondamentale della nostra fede e il fondamento della nostra vita. È per questo che apre solennemente la missione di Gesù, per la quale si è incarnato.

Lungo i secoli di storia del popolo di Dio, lo Spirito Santo ha preparato questo momento per mezzo dei  profeti. D’ora in poi sarà il Figlio di Dio a parlarci direttamente. Con il suo Spirito illuminerà i nostri cuori e le nostre menti, per farci pienamente partecipi di questo grande mistero di amore, di salvezza e di santità, mediante la fede, la speranza e la carità.

Colui che le antiche profezie hanno indicato, ora le parole del Padre e il segno dello Spirito Santo lo hanno confermato: “Tu sei il mio eletto, Colui del quale io mi compiaccio. Ho posto il mio Spirito su di Te. Io il Signore ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano, ti ho formato  e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni”.

Costui è proprio Gesù.

Rivelati questi misteri, Gesù può cominciare la sua missione di rivelazione e di salvezza. Lo Spirito Santo lo conduce dapprima nel deserto per vincere le tentazioni di Satana, poi nella Galilea ove comincia a proclamare il Regno di Dio o Regno dei Cieli con la predicazione e compiendo i suoi segni. Ciò che dobbiamo ricordare è che il battesimo di Gesù è l’esempio e il modello del nostro battesimo.

Il Padre, amandoci con amore illimitato e inesauribile, ha purificato anche noi con l’acqua battesimale e ci ha chiamati: “Amati, in cui trovo compiacimento”. Gesù, a sua volta, ci ha promesso che se crediamo in lui, farà sgorgare anche da noi i fiumi d’acqua viva della sua grazia, che zampillano nella vita eterna.

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

 

In questa grande celebrazione del battesimo di Gesù Cristo, la liturgia offre diverse orazioni e invocazioni al Padre.

Nella prima chiediamo di poter vivere sempre come figli, nel suo amore di Padre: Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore”.

Nella seconda orazione possiamo chiedere di essere rinnovati interiormente, a immagine di Cristo: O Padre, il tuo unico Figlio si è manifestato nella nostra carne mortale, concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a tua immagine”.

La terza orazione c’invita a chiedere al Padre di poter vivere da fedeli imitatori del suo Figlio prediletto, nel quale il suo amore si compiace: Padre d’immensa gloria, tu ha consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli, concedi a noi, che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace.

Con la Chiesa che offre al Padre i suoi doni, chiediamo di trasformarli nel sacrificio perfetto, che ha lavato il mondo da ogni colpa: Ricevi o Padre, i doni che la Chiesa ti offre, celebrando la manifestazione del Cristo tuo diletto Figlio, e trasformali per noi nel sacrificio perfetto, che ha lavato il mondo da ogni colpa”.                                                                      

Nella preghiera conclusiva chiediamo al Padre, che ci ha nutriti alla sua mensa, di essere veri discepoli e ascoltatori del suo Figlio, per poter essere veramente suoi figli: Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, concedi a noi tuoi fedeli di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, per chiamarci ed essere realmente tuoi figli”.

Fine del tempo natalizio

 

Gualberto Gismondi OFM

 

 

  • 25 Dic

 

solennità epifania6 Gennaio 2020

 

Epifania del Signore:

Videro il bambino, si prostrarono

e lo adorarono

 

La solennità dell’Epifania ricorda il mistero di Gesù Cristo, che si rivela a tutte le genti del mondo. I Magi sono persone sapienti e sagge, esperte di scienze, astronomi, persone di elevata cultura, che esprimono bene le proprie tradizioni civili e religiose e conoscono quelle storiche dei popoli vicini. Essendo uomini di scienza, a guidare le loro ricerche ha contribuito la conoscenza del cosmo e dei pianeti, dell’universo e dei suoi astri, del cielo e delle sue stelle. La loro umanità genuina, che cerca la pienezza esprime l’attesa messianica universale, come vera dimensione dell’esistenza umana.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 60, 1-6: “1Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. 2Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. 3Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.4 Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. 5Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. 6Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”.

 

 Ef 3, 2-3. 5-6: “ Fratelli, 2penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. 5Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.

 

Mt 2, 1-12: “1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: 2"Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese”.

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

Natale inizia il 25 dicembre con la nascita del Signore e raggiunge il suo apice con l’Epifania, il giorno nel quale Gesù Cristo si rivelò a tutte le genti. Le tre letture di questa solennità seguono generi letterari differenti. La prima, dal libro del profeta Isaia, è un inno di grande giubilo per la vocazione di Gerusalemme  a simbolo vivo della presenza del Signore. La città è descritta: rivestita di luce; polo di attrazione di persone di ogni parte del mondo; punto di convergenza di un fiume incessante di persone; continua processione di persone in ricerca. Il Signore precisa anche il senso delle sue promesse. Condurrà tutti i popoli e le genti al suo monte santo, dove è il suo tempio, casa di preghiera per tutti i popoli. Tutti vi saliranno a proclamare le sue glorie e vi saranno colmati di grazia e di gioia. La seconda lettura, dalla Lettera agli Efesini, presenta le stesse realtà e il loro contenuto come grande mistero del Signore.

Tutti siamo chiamati, per mezzo del Vangelo: a condividere la stessa eredità; a formare lo stesso corpo; a partecipare alla stessa promessa. La spiegazione di ciò è che Dio ci ha reso tutti: fratelli in Cristo; eredi della sua stessa santità; chiamati alla benedizione e alla gloria. Questi aspetti, anche i Magi li indicano con grande immediatezza e concretezza. Essi dicono: “Siamo venuti dall’oriente per adorare il Re”. Questa loro spiegazione è propria di un senso umano autentico, che cerca la pienezza. Sono sapienti e saggi, esperti di scienze, astronomi, di elevata cultura. Conoscono bene le tradizioni culturali, civili e religiose dei loro popoli e di quelli vicini. Conoscono le profezie religiose del lontano Israele che, per lungi decenni, era stato deportato e prigioniero nelle loro terre. Esprimono, quindi, quell’attesa messianica universale che è una dimensione vera e autentica dell’esistenza umana. Come uomini di scienza, nelle loro ricerche appresero dai pianeti de cosmo, dagli astri dell’universo, dalle stelle del cielo. Ricavarono dagli elementi culturali del loro paese e del loro tempo ricchi sensi umani, significati spirituali e religiosi e misteri. Illuminarono tutto ciò con la conoscenza, sia pure imperfetta delle Scritture e delle profezie d’Israele.

Per l’Antico Testamento e il Giudaismo, infatti, la stella aveva il valore di un simbolo e il significato di un segno del Re Messianico. Il Signore li coinvolse nelle celebri profezie d’Isaia “Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (9, 1) e di Michea  su Betlemme (5, 1).

Illuminati da queste luci divine e umane giunsero alla mira delle loro ricerche: il Re dei Giudei o Gesù. Davanti a lui si prostrarono adoranti e gli offrirono i loro doni pregevoli, ma simbolicamente assai più preziosi: l’oro per il Re, l’incenso per il Dio, la mirra per il Salvatore e Redentore umiliato e sofferente. In loro, pagani, vince la fede. Ora sono veri credenti. La luce di Cristo, pienezza di vita, li ha illuminati, dissipando quelle tenebre che  sono realtà di morte e simbolo del nulla (Gen 1,2). Divenuti membri del nuovo popolo di Dio, ritornano alle loro terre e occupazioni, pieni di gioia, testimoni di Cristo vera luce venuto a illuminare di luce divina tutta l’umanità. Sono esempio e modello per tutti i ricercatori, gli uomini di scienza e di cultura di tutti i tempi e generazioni. Come allora la luce della stella li condusse a Cristo, così anche oggi, come credenti, luce del mondo, chiediamo a Dio la grazia di portare a tutti la luce della fede, il fulgore della preghiera e lo splendore delle buone opere.

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

 

Le preghiere liturgiche dell’Epifania ci collegano alle realtà che maggiormente ne illustrano il mistero. La stella che guidò i Magi e i doni che essi portarono al “Re dei Giudei”: oro, incenso e mirra.

Nella prima orazione chiediamo al Signore di condurre anche noi, guidati dalla sua grazia e dalla fede a contemplare la grandezza della sua gloria:O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria.

Offrendo il pane e il vino all’altare chiediamo al Padre di guardare non tanto l’oro, l’incenso e la mirra, ma il santissimo dono che gli offre la sua Chiesa: nostro Signore Gesù Cristo in essi significato, immolato e ricevuto: Guarda, o Padre, i doni della tua Chiesa, che ti offre non oro, incenso e mirra, ma colui che in questi santi doni è significato, immolato e ricevuto: Gesù Cristo nostro Signore.

Infine, come conclusione, chiediamo al Signore che la sua luce ci accompagni sempre e ovunque, perché possiamo contemplare con fede pura i misteri dei quali ci ha reso partecipi:La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi”. 

 

Gualberto Gismondi OFM