• 20 Gen

 

III Domenica Tempo Ordinario26 Gennaio 2020:

 

Terza Domenica Tempo Ordinario

 

Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino

 

Nell’Anno A, è il Vangelo dell’apostolo Matteo a far conoscere a tutti la persona, le parole, i discorsi, i gesti e gli interventi del Signore Gesù, che insegna nelle sinagoghe, annuncia il vangelo del Regno e guarisce ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 8, 23. 9,3: “8.23In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. 9,1Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. 2Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. 3Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian”.

 

1Co 1,10-13. 17: “10Vi esorto fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. 11Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. 12Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: "Io sono di Paolo", "Io invece sono di Apollo", "Io invece di Cefa", "E io di Cristo".13È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? 17Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo”.

 

Mt 4, 12-23: 12Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:15 Terra di Zàbulon e terra di Nèftali sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!16 Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce ,per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta. 17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino". 18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. 23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo”.

 

Meditiamo con lo Spirito Santo

 

La prima lettura e il Vangelo di oggi riprendono alcuni temi già enunciati a Natale. Zàbulon,  Nèftali, via del mare, oltre-Giordano, Galilea delle genti, sono le terre in cui l’antico popolo di Dio dovette abitare in mezzo ai pagani: Cananei, deportati da gli Assiri e i Babilonesi ecc. La via del mare era percorsa da ogni tipo di carovane.

Pagani, dissidenti, non credenti, forestieri, stranieri ecc. Eppure, proprio qui e fra questi soggetti, immersi in queste ombre e tenebre, il Signore volle iniziare a fare risplendere la sua luce, la gioia della sua salvezza e la letizia del suo Vangelo. Sono proprio queste terre e queste genti che in futuro saranno rese gloriose secondo la profezia.

La circostanza che diede inizio all’opera di Gesù fu l’arresto e l’imprigionamento di Giovanni Battista, che purtroppo terminò con la sua decapitazione, nella prigione di Erode e per suo ordine. Quando Gesù seppe questo lasciò Nazareth e si stabilì a Cafarnao, che divenne una delle basi preferite della sua attività.

Il Vangelo di Matteo, quindi, mostra che proprio in queste terre Gesù cominciò ad annunciare la vicinanza del suo Regno e la necessità di convertirsi alla sua parola e al suo Vangelo. Qui Egli scelse i primi discepoli, umili pescatori che preparò come suoi apostoli. Qui insegnò nelle sinagoghe. Qui guarì folle di ammalati e di infermi. Qui iniziò e fece crescere il suo Regno di Dio o Regno dei cieli.

In questo mondo, apparentemente lontano da Dio, immerso negli interessi quotidiani e nei compiti terreni di ogni giorno, il Signore inaugurò e aprì il nuovo mondo della pace messianica e della salvezza. Gesù precisò più volte che il suo Regno dei cieli non è soltanto nell’aldilà, perché è già qui, presente in mezzo a noi e dentro di noi. Nell’aldilà raggiungerà la sua dimensione futura, finale, stabile e definitiva.

La sua forma viva e dinamica, invece, è nata già in questa vita e cresce fin da ora. Comincia dento di noi e fra noi, come opera incessante della grazia divina, che fa nascere e crescere in ciascuno di noi la fede, la carità, l’amore, il servizio e il dono reciproco.

Qui nasce e cresce sempre più, in mezzo a ogni opposizione, sofferenza e difficoltà. Tutto questo è spiegato e confermato anche nella seconda lettura di oggi, nella quale San Paolo invita le prime comunità ecclesiali ad essere unanimi, ad evitare ogni divisione, contesa e discordia, a curare sempre la perfetta unione dei pensieri e dei sentimenti, perché l’amore e la carità di Cristo regnino sovrane su tutto e tutti, attirando sempre nuovi seguaci.

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

 

Nella prima delle due orazioni iniziali chiediamo al Padre Onnipotente ed eterno di guidare tutte le nostre azioni secondo la tua volontà, per poter portare frutti generosi di buone opere, nel nome del suo diletto Figlio: O Dio Onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone”.

Nella seconda chiediamo che le nostre comunità, illuminate dalla sua parola e unite nel suo amore, diventino segno di salvezza e di speranza per quanti sono nelle tenebre e anelano alla luce:O Dio che hai fondato la tua Chiesa sulla fede degli Apostoli, fa che le nostre comunità, illuminate dalla tua parola e unite nel vincolo del tuo amore, diventino segno di salvezza e di speranza per tutti coloro che dalle tenebre anelano alla luce”.

Riguardo ai doni che gli abbiamo offerto gli chiediamo: Accogli i nostri doni, Padre misericordioso, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, perché diventino per noi sacramento di salvezza”. Infine, chiediamo che i suoi santi misteri ci riempiano di gioia per il dono inesauribile della sua vita nuova: “Dio, che in questi santi misteri ci hai nutriti con il corpo e il sangue del tuo Figlio, fa che ci rallegriamo sempre del tuo dono, sorgente inesauribile di vita nuova”.

 

 

Gualberto Gismondi OFM

  • 14 Gen

 

II Domenica T O19 Gennaio 2020 :

 

Seconda Domenica Tempo Ordinario:

 Ho visto e testimoniato che questi è il Figlio di Dio

 

Questa seconda domenica del tempo ordinario completa la manifestazione del Figlio di Dio iniziata nelle feste dell’Epifania e del suo Battesimo. Qui, nel suo Vangelo, l’evangelista Giovanni narra la testimonianza di Giovanni Battista che Gesù è veramente il Figlio di Dio perché, battezzando Gesù, udì la voce del Padre proclamarlo tale, mentre vide lo Spirito Santo scendere e fermarsi su di Lui.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 49, 3.5-6: “3Il Signore mi ha detto: "Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria".5Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele - poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza - 6e ha detto: "È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d'Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra".

 

1Co 1, 1-3: “1 Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene, 2alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro: 3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!”

 

Gv 1, 29-34: “In quel tempo, 29Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele". 32Giovanni testimoniò dicendo: "Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio".

 

Meditiamo con lo Spirito Santo 

 

In questa domenica la Liturgia presenta la vita e la missione di Gesù, venuto ad evangelizzare l’umanità, ossia a mostrare a tutti noi il cammino della salvezza. Durante l’Avvento, il profeta Isaia ci ha guidato incontro a Cristo. Ora spiega con crescente profondità chi Egli sia veramente e che cosa è venuto a fare fra noi. Egli è il “Servo di Dio” e la “Luce delle nazioni”. Il termine “Servo” sottolinea che egli ha attuato, in tutto e fino in fondo, la volontà del Padre e per questo costituisce il modello dei caratteri messianici: l’umiltà, la mansuetudine e la mitezza.

Il termine “Luce” sottolinea che egli ha illuminato con la luce divina del suo amore, della sua bontà, della sua verità, della sua misericordia e della sua salvezza, tutti i popoli, le nazioni e le genti della terra. Non a caso le Scritture attestano che Dio è luce e che in lui non vi sono tenebre. Il “Credo” che ogni domenica recitiamo dopo il Vangelo dice espressamente che Dio è: “luce da luce” ossia luce piena e totale. Per questa ragione anche noi siamo chiamati a vivere come figli della luce (Lc 16, 8), per irradiare nel mondo la luce del Signore.

L’Apostolo Paolo esorta a rivestirci delle “armi della luce” (Rm 13, 12) ossia: la fede, la speranza e le opere buone. Oggi, nella prima lettera ai Corinzi, ci ricorda la nostra vocazione alla santità e la reale santificazione con la quale il Padre ci ha santificato nel Figlio Cristo Gesù. Dobbiamo camminare, quindi, nella luce (Gv 3, 21; Ef 5, 8;1Gv 1,7).

Vi è ancora un’immagine particolarmente suggestiva nel Vangelo, che dobbiamo meditare. Si tratta dell’agnello che ha una lunga  storia  spirituale nell’Antico Testamento. Il sangue dell’agnello dell’antica pasqua liberò il popolo di Dio dalla sua schiavitù in terra d’Egitto, per condurlo alla sua libertà nella Terra Promessa, e farne la nazione santa, libera, portatrice dei doni e delle promesse divine. Nel Nuovo Testamento l’Agnello di Dio libera l’umanità dalla schiavitù del peccato e della morte, conducendola alla Gerusalemme Celeste, la destinazione della risurrezione e della vita eterna per tutti. Lì, con tutti i giusti, contempleremo l’agnello vittorioso e glorioso, seduto sul trono alla destra del Padre, come Signore dei Signori e Dominatore dei dominanti.

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

 

Con le orazioni della liturgia invitiamo il Padre ad ascoltare le nostre preghiere, darci la pace e rendere tutta la nostra vita un lieto annuncio del Vangelo: O Dio onnipotente ed eterno , che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace”. “O Padre, che in Cristo, agnello pasquale e luce delle genti, chiami tutte le genti a formare il popolo della nuova alleanza, conferma in noi la grazia del battesimo con la forza del tuo Spirito, perché tutta la nostra vita proclami il lieto annunzio del Vangelo”.

Le preghiere sui doni ci invitano a chiedere al Signore di partecipare degnamente a ognuno di questi memoriali della Passione del suo Figlio, nei quali si compie l’opera della nostra redenzione: Concedi a noi tuoi fedeli, Signore, di partecipare degnamente ai santi misteri perché, ogni volta che celebriamo questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio, si compie l’opera della nostra redenzione”.

L’orazione finale chiede che al Padre che lo Spirito del suo amore e l’unico pane di vita ricevuto facciano di tutti noi un cuore solo e un’anima sola.Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore, perché nutriti con l’unico pane di vita formiamo un cuor solo e un’anima sola”. 

 

Gualberto Gismondi OFM

  • 25 Dic

 

albani battesimo di Cristo12 Gennaio 2020

 

Battesimo del Signore, Domenica dopo

l’Epifania:

 

Questi è il Figlio mio, l'amato, ascoltatelo 

 

La festa del battesimo del Signore conclude il tempo del Natale, al quale segue il tempo ordinario. Nel Vangelo troviamo un perfetta espressione trinitaria. Il Padre e lo Spirito Santo che testimoniano in modo sensibile e solenne, a tutti i presenti, la piena divinità del Figlio, il Dio con noi,  il Salvatore e  il Signore Gesù Cristo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

    

Is 42, 1-4. 6-7: “Così dice il Signore: 1Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. 2Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, 3non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. 4Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. 6"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, 7perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre”.

 

 At 10, 34-38: “In quei giorni, 34Pietro allora prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, 35ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. 36Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. 37Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui”.

Mt 3, 13-17: “13In quel tempo Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". 15Ma Gesù gli rispose: "Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia". Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento"”.

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

Mentre Giovanni battezzava le folle sulle rive del Giordano, anche Gesù si fa battezzare e al suo battesimo avvengono segni grandiosi: il cielo si apre, risuona la voce del Padre, lo Spirito Santo scende in forma visibile su di lui, Figlio di Dio. È una “teofania” o manifestazione di Dio, che qui mostra il mistero della Santissima Trinità.

Consideriamo attentamente il Vangelo. Giovanni predica il battesimo di penitenza e molti peccatori accorrono a lui. Gesù si unisce a loro per ricevere questo segno di pentimento, Giovanni non vuole, ma Gesù insiste perché vuole essere solidale con i peccatori, stare dove stanno loro. È questo il grande mistero che indica la sua totale solidarietà con noi. Esso avviene un come grande epifania o manifestazione trinitaria.

Dai cieli aperti scende come un potente tuono la voce del Padre,: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Ciò attua il Salmo responsoriale (29, 3-4) che annuncia: “voce del Signore sulle grandi acque. La voce del Signore è forza. La voce del Signore è potenza”. Il Padre dichiara, con forza e potenza, di compiacersi del Figlio solidale con i peccatori. Il Padre, a sua volta, “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito” (Gv 3, 16). Nel Padre e nel Figlio, quindi, splende con forza e potenza l’infinito e totale amore per i peccatori. Nello stesso istante, lo Spirito Santo scende dal cielo, in forma di colomba, segno della pace, condividendo pienamente la compiacenza del Padre.

Tutte le persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, ossia la Santissima Trinità, vivono, condividono e confermano quest’evento, assolutamente inaspettato. Esso, però è il mistero fondamentale della nostra fede e il fondamento della nostra vita. È per questo che apre solennemente la missione di Gesù, per la quale si è incarnato.

Lungo i secoli di storia del popolo di Dio, lo Spirito Santo ha preparato questo momento per mezzo dei  profeti. D’ora in poi sarà il Figlio di Dio a parlarci direttamente. Con il suo Spirito illuminerà i nostri cuori e le nostre menti, per farci pienamente partecipi di questo grande mistero di amore, di salvezza e di santità, mediante la fede, la speranza e la carità.

Colui che le antiche profezie hanno indicato, ora le parole del Padre e il segno dello Spirito Santo lo hanno confermato: “Tu sei il mio eletto, Colui del quale io mi compiaccio. Ho posto il mio Spirito su di Te. Io il Signore ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano, ti ho formato  e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni”.

Costui è proprio Gesù.

Rivelati questi misteri, Gesù può cominciare la sua missione di rivelazione e di salvezza. Lo Spirito Santo lo conduce dapprima nel deserto per vincere le tentazioni di Satana, poi nella Galilea ove comincia a proclamare il Regno di Dio o Regno dei Cieli con la predicazione e compiendo i suoi segni. Ciò che dobbiamo ricordare è che il battesimo di Gesù è l’esempio e il modello del nostro battesimo.

Il Padre, amandoci con amore illimitato e inesauribile, ha purificato anche noi con l’acqua battesimale e ci ha chiamati: “Amati, in cui trovo compiacimento”. Gesù, a sua volta, ci ha promesso che se crediamo in lui, farà sgorgare anche da noi i fiumi d’acqua viva della sua grazia, che zampillano nella vita eterna.

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

 

In questa grande celebrazione del battesimo di Gesù Cristo, la liturgia offre diverse orazioni e invocazioni al Padre.

Nella prima chiediamo di poter vivere sempre come figli, nel suo amore di Padre: Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore”.

Nella seconda orazione possiamo chiedere di essere rinnovati interiormente, a immagine di Cristo: O Padre, il tuo unico Figlio si è manifestato nella nostra carne mortale, concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a tua immagine”.

La terza orazione c’invita a chiedere al Padre di poter vivere da fedeli imitatori del suo Figlio prediletto, nel quale il suo amore si compiace: Padre d’immensa gloria, tu ha consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli, concedi a noi, che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace.

Con la Chiesa che offre al Padre i suoi doni, chiediamo di trasformarli nel sacrificio perfetto, che ha lavato il mondo da ogni colpa: Ricevi o Padre, i doni che la Chiesa ti offre, celebrando la manifestazione del Cristo tuo diletto Figlio, e trasformali per noi nel sacrificio perfetto, che ha lavato il mondo da ogni colpa”.                                                                      

Nella preghiera conclusiva chiediamo al Padre, che ci ha nutriti alla sua mensa, di essere veri discepoli e ascoltatori del suo Figlio, per poter essere veramente suoi figli: Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, concedi a noi tuoi fedeli di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, per chiamarci ed essere realmente tuoi figli”.

Fine del tempo natalizio

 

Gualberto Gismondi OFM