• 05 Mag

III Domenica di Pasqua Anno C5 Maggio 2019

 

3ª  Domenica di Pasqua: 

Simone di Giovanni, mi ami più di costoro?

 

Cominciano le persecuzioni degli Apostoli. Pietro ricorda che il fondamento della libertà e dignità umana è obbedire a Dio anziché agli uomini.

Gli Apostoli, flagellati, sono lieti di subire oltraggi per il nome di Cristo. Nel Vangelo, Pietro esprime tre volte il suo amore a Gesù.

 

Ascoltiamo la Parola  

(At 5,27-32. 40-41): In quei giorni, 27il sommo sacerdote interrogò gli Apostoli dicendo: 28"Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest'uomo". 29Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: "Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. 30Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. 31Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. 32E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono". 40Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. 41Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù.

(Ap 5, 11-14)11Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia 12e dicevano a gran voce:  "L'Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione". 13Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano: A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli". 14E i quattro esseri viventi dicevano: "Amen". E gli anziani si prostrarono in adorazione.

(Gv 21, 1-19; forma breve  Gv 21, 1-14): In quel tempo, 1Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: 2si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. 3Disse loro Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. 4Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. 5Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Gli risposero: "No". 6Allora egli disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete". La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. 7Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "È il Signore!". Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. 8Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. 9Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. 10Disse loro Gesù: "Portate un po' del pesce che avete preso ora". 11Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. 12Gesù disse loro: "Venite a mangiare". E nessuno dei discepoli osava domandargli: "Chi sei?", perché sapevano bene che era il Signore. 13Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. 14Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. 15Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". 16Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". 17Gli disse per la terza volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: "Mi vuoi bene?", e gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecore. 18In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi". 19Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: "Seguimi".

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

La prima lettura mostra l’inizio delle persecuzioni contro gli Apostoli. Al sommo sacerdote che pretende proibirgli di parlare di Gesù, Pietro risponde che deve obbedire a Dio e non agli uomini. Gli Apostoli, flagellati,  gioiscono nel subire oltraggi per il nome di Cristo.

Nella seconda lettura, Giovanni ha una grande visione: tutte le creature proclamano la potenza, ricchezza, sapienza, forza, onore, gloria e benedizione di Cristo, Agnello immolato.

Il Vangelo è ricco di  eventi importanti. Il primo è una nuova pesca miracolosa. I discepoli hanno faticato tutta la notte senza prendere nulla.

Gesù dice loro: "Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete", la gettano e non riescono più a tirarla su, piena di centocinquantatré grossi pesci. La trascinano a riva ed essa non si squarcia. Il secondo evento è il pranzo di Gesù con gli Apostoli, sulle rive del lago.

Gesù ha preparato un fuoco di brace con sopra pane e pesce e li invita a portargli del pesce appena pescato.

Il terzo evento è il dialogo, dopo il pranzo, fra Gesù e Simon Pietro. Per tre volte Gesù gli domanda se lo ama e gli vuole più bene degli altri. Ogni volta Pietro conferma di amarlo e il Signore gli affida il compito di pascere i suoi agnelli e le sue pecore.  

Con questa triplice affermazione Pietro sconfessa la sua triplice negazione del Signore. Gesù lo riabilita perché eserciti la prossima missione di suo Vicario, fondata sull’amore, l’abnegazione e il dono totale di sé, di cui il Figlio di Dio ha dato perfetto esempio. Gesù gli annuncia il martirio e gli conferma il suo invito a seguirlo.

 

Riflessione

Che dicono Pietro e gli Apostoli al sommo sacerdote che proibisce loro di parlare di Cristo?

Nella visione di Giovanni che cosa proclamano a gran voce angeli, esseri viventi e anziani?

Perché Gesù chiede tre volte a Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?"

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

Padre misericordioso, accresci in noi la luce della fede, perché nei segni sacramentali della Chiesa riconosciamo il tuo Figlio, che continua a manifestarsi ai suoi discepoli, e donaci il tuo Spirito, per proclamare davanti a tutti che Gesù è il Signore”.  

 

Gualberto Gismondi OFM

  • 27 Apr

II Domenica di Pasqua Anno C28 Aprile 2019

 

2ª Domenica di Pasqua della Divina Misericordia:

 Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto

 

La prima lettura mostra malati, poveri ed emarginati pieni di speranza verso la sola “ombra” di Pietro.

Sono i primi destinatari dell’annuncio.

Nel Vangelo Gesù accoglie il suo discepolo fragile ed esitante nella fede e lo porta alla pienezza del: “Mio Signore e mio Dio”.

 

Ascoltiamo la Parola

(At 5, 12-16)12Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; 13nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. 14Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, 15tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. 16Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.

(Ap 1, 9-11. 12-13. 17-19)9Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. 10Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: 11"Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese. 12Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d'oro 13e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. 17Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: "Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo, 18e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. 19Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito.

(Gv 20, 19-31)19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". 22Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati". 24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo". 26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: "Pace a voi!". 27Poi disse a Tommaso: "Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!". 28Gli rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". 29Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". 30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

La prima lettura mostra i primi destinatari dell’annuncio della Risurrezione, una folla crescente di malati, poveri ed emarginati, che l’accolgono con fede, sperando di essere guariti e salvati se “toccati dall’ombra” di Pietro.

Il Vangelo affronta le difficoltà e le oscurità del cuore, di fronte al grande mistero della Risurrezione.

Tommaso rappresenta quanti affrontano i problemi della fede, con crisi, dubbi e incertezze.Gesù accoglie con amore paziente il suo discepolo fragile, esitante e dubbioso, concedendogli quanto chiede.

Poiché è il Buon Pastore, sa come la fede sia sovente un percorso faticoso, difficile e lacerante, davanti all’immensità dell’annuncio: “Abbiamo visto il Signore”. Perciò lo fa giungere alla fede e al riconoscimento convinto: “Mio Signore e mio Dio”.

Questo punto di arrivo alla fede diventa un nuovo punto di partenza, per cui Gesù proclama “beati” quelli che credono e crederanno senza aver visto. Giovanni conclude ricordando che Gesù fece una moltitudine di segni e miracoli molto maggiore di quelli scritti nel vangelo.

Quelli che vi sono scritti servono perché tutti, anche senza averlo visto, credano che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, il Salvatore e vivano nel suo nome.

La seconda lettura, dall’Apocalisse, presenta la testimonianza di Giovanni, condannato ai lavori forzati nelle miniere di Patmos e confortato dallo Spirito Santo. Gesù gli appare con i segni gloriosi della sua regalità divina.

Egli è il Primo e l’Ultimo, il Vivente padrone della morte e degli inferi, che lo incarica di scrivere in un libro da inviare a tutte le Chiese, le cose che ha visto e quelle che accadranno. 

La Pasqua rivela che Gesù Cristo è: Vincitore della morte e delle tenebre; Signore incontrastato della vita eterna. Credere in lui significa entrare nel suo splendido orizzonte e cammino di: speranza, pace, luce e gloria.

 

Riflessione

Perché le folle portano agli Apostoli persone malate o tormentate da spiriti impuri?

Chi è il Primo e Ultimo, il Viventeper sempre, apparso a Giovanni in Patmos?

Perché Gesù proclama “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo per celebrare Colui che è il Primo e l’Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte, donaci la forza del tuo Spirito, perché, spezzati i vincoli del male, ti rendiamo il libero servizio della nostra obbedienza e del nostro amore, per regnare con Cristo nella gloria”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 21 Apr

Pasqua d Resurrezione Anno C21 Aprile 2019

 

Domenica di Pasqua - Messa Vespertina: 

Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero   

 

(Prime letture come nella Messa del giorno).   

 

Vangelo della Messa Vespertina

(Lc 24,13-35)13Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, 14e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. 15Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. 16Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. 17Ed egli disse loro: "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?". Si fermarono, col volto triste; 18uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: "Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?". 19Domandò loro: "Che cosa?". Gli risposero: "Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. 21Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba 23e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto". 25Disse loro: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?". 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: "Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto". Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. 32Ed essi dissero l'un l'altro: "Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?". 33Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34i quali dicevano: "Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!". 35Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

Meditiamo il Vangelo di Luca (24,13-35)

L’episodio di Emmaus illustra bene la liturgia di ogni domenica e di ogni giorno: annuncio e  spiegazione delle Scritture,  benedizione, distribuzione e comunione delle specie eucaristiche.

 Il Vangelo descrive due discepoli, che non facevano parte dei Dodici, mentre camminano pieni di dubbi, di domande, sconsolati e tristi. La ragione della loro crisi è che Gesù Nazareno, potente profeta, è stato consegnato ai pagani, da sommi sacerdoti e capi che lo hanno fatto crocifiggere.

Alcune donne, però, sostengono di averlo visto vivo, la sua tomba è vuota, ma nessuno lo ha visto. Immersi in questi discorsi non si accorgono che un viandante cammina con loro e si avvicina.

È Gesù che cammina con loro ma, per i due, è uno straniero. Gesù avvicinatosi li interroga. Essi gli rispondono certi di sapere tutto di lui. Conoscono gli ultimi avvenimenti: vita e morte di Gesù ma non ne capiscono il senso.

Il Signore, invece, conosce e capisce perfettamente la loro situazione spirituale: hanno occhi chiusi, cuore tardo, perciò sono stolti e lenti a credere, tristi e dubbiosi. Poiché la loro ansia è sincera e appassionata, Gesù mostra loro, tutto quello che le Scritture dicono di lui. I due lo invitano a rimanere con loro.

Alla cena compie il gesto di benedire, spezzare e distribuire il pane: l’Eucaristia. Allora lo riconoscono, ma Gesù scompare. I due discepoli ora capiscono perché mentre Gesù parlava i loro cuori ardevano. Pieni di fede e di gioia ritornano a Gerusalemme come convinti testimoni.

Anche noi sappiamo che Gesù è sempre vicino, cammina con noi ed è luce e calore per tutti. È vicino anche a quanti non lo sanno o non vogliono accorgersene.

Ci spiega le Scritture, se gli crediamo ci fa suoi profeti, testimoni e messaggeri.

C’insegna che la sua passione, umiliazione e morte sono la via della salvezza, della risurrezione e della gloria. Dal suo sepolcro vuoto inizia il cammino di fede verso la risurrezione.

Nei quaranta giorni dopo Pasqua, Gesù appare ai discepoli che diventano Apostoli, testimoni della sua Risurrezione fino alla fine dei tempi e agli estremi confini della terra.

Lo Spirito Santo rende la Chiesa e la nostra fede vive, convinte e coraggiose, per salvare ogni persona e l’intera umanità.  

 

Riflessione

Perché i due discepoli sulla strada di Emmaus camminano sconsolati e tristi?

Chi è il viandante che camminando con loro spiega loro tutte le Scritture?

Quando e perché riconoscono che quel viandante è Gesù?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

O Padre, che in questo giorno, per mezzo del tuo unico Figlio, hai vinto la morte e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna, concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto”.

Gualberto Gismondi OFM