Cristo ReCristo Re e il suo Regno

Ogni anno, dopo trentaquattro domeniche, il ciclo liturgico del tempo ordinario si conclude, celebrando Cristo Re e il suo Regno, detto Regno di Dio o Regno dei cieli. Del Regno parla già l'Antico Testamento. Salmi e profeti proclamano che Jahve regna in cielo, sulla terra e nell'universo da lui creati. Regna anche su tutte le nazioni e i popoli e, soprattutto, su Israele che, con la sua Alleanza, ha costituito come regno di sacerdoti, consacrati e profeti. In Israele Egli ha radunato e guida, benedice e protegge il suo popolo.

L'Antico Testamento considera il Regno come realtà già presente, nella quale Dio regna sul suo popolo e sul mondo. Ne annuncia, però, anche la pienezza futura, oggetto di speranza, che splenderà nella sua perfezione, quando Dio verrà nello splendore della sua gloria.

Il Nuovo Testamento conferma questa realtà misteriosa. Gesù è venuto per instaurarla su tutta la terra. Mentre, però, l'Antico Testamento e il popolo giudaico raffiguravano la venuta del Regno come giorno terribile, o splendido e immediato, Gesù l'intende diversamente. Lo annuncia come realtà misteriosa, che non è di questo mondo benché sia nel mondo. Soltanto lui ne conosce e ne fa conoscere la natura, che rivela a tutti. L'accolgono, però, soltanto gli umili, i piccoli, i poveri, mentre gli scaltri, i sapienti e i grandi del mondo, lo rifiutano o lo avversano.

Con la venuta di Cristo i tempi del Regno sono compiuti. Esso, però, è presente come piccolissimo seme, che deve crescere e diventare il più grande albero. ll tempo che intercorre fra questo piccolo inizio e la sua realizzazione piena e perfetta è assai lungo. In esso il Regno deve soffrire violenza da quanti vogliono impedirne la crescita e l'irradiazione. Questa continua lotta rende il tempo presente, quindi, il tempo della testimonianza anche di fronte a opposizioni, derisioni e persecuzioni. E' il tempo della prova.

Il regno, quindi, è dono gratuito di Dio, che ognuno deve accogliere e corrispondervi generosamente, anche rinunciando a tutto ciò che posside. Nel Nuovo Testamento i temi del regno di Dio e del Re Messia si uniscono. Gesù di Nazaret è Messia, Cristo, Figlio di Dio, Re. Lui stesso è il Regno.

Nel Regno si entra soltanto divenendo suoi discepoli, convertendosi, accogliendo la sua parola, condividendo con lui prove, fatiche e tribolazioni. Il Regno, quindi, ormai, non è più oggetto di attesa, ma impegno quotidiano nella Chiesa e nel mondo ove Gesù Cristo regna fin da ora.

Oggetto di attesa, invece, è la sua piena realizzazione. La sua manifestazione si concluderà al ritorno del Signore Gesù nella pienezza della sua gloria. Allora il Cristo, vincitore su tutte le forze del male, sul peccato e sulla morte, consegnerà il Regno a Dio Padre e donerà l'eredità eterna ai suoi fedeli, chiamati a condividere la sua stessa gloria.

Dio rinnoverà cieli e terra. Il tempo finirà. Rimarrà solo l'eternità, traboccante di divino amore, felicità e vita perfetta. La gloria del Signore trasfigurerà, avvolgerà e inonderà tutti i giusti. Tutti quanti vissero e vivranno in Cristo, nel suo amore e nella sua verità, saranno trasformati, divinizzati, glorificati, felici e beati per sempre, nella pienezza e perfezione dei loro corpi risuscitati e delle loro anime glorificate. 

 

Gualberto Gismondi