Quaresima

 

Settimana Santa8. Settimana santa, passione, triduo pasquale

 

I giorni dalla Domenica delle Palme alla Domenica di Pasqua formano la “Settimana Santa”.

Dalla messa vespertina del giovedì santo detta “Cena del Signore” (In coena Domini) fino ai Vespri della Domenica di Pasqua, si celebrano i grandi misteri della nostra redenzione.

Il “Triduo Pasquale”  non è una preparazione alla Pasqua, ma è già la Pasqua celebrata in tre giorni, mistero unico celebrato in tre momenti, per lo spazio di tre giorni. In essi si celebra e si rende presente Gesù nel suo “passaggio da questo mondo al Padre” ossia dalla sua passione, morte e sepoltura, alla sua risurrezione.

 

È il Giovedì Santo ad aprire il triduo, con l’eucaristia della sera, nella quale Gesù si accinge a donare la propria vita, come sacrificio di espiazione, per la salvezza dell’umanità e del mondo. In questo sacrificio Egli rivela il suo infinito amore istituendo il convito della nuova alleanza. A sua volta, la Chiesa gli risponde, comunicandosi, ossia ricevendo in risposta d’amore, il suo santissimo sacramento che nelle ore successive adorerà silenziosamente e solennemente.

 

Il Venerdì Santo è il giorno della Passione e morte del Signore. Essendo giorno di digiuno eucaristico, l’Eucaristia non viene celebrata. Vi è invece una solenne liturgia pomeridiana per commemorare la passione e la morte di Cristo, Agnello immacolato e innocente, immolato per la salvezza di ognuno e dell’umanità intera. La celebrazione è dominata dalla Croce, strumento di vittoria e trono di gloria del Salvatore, che viene presentata all’adorazione dei fedeli. Questo atto non è di pianto o di lutto, ma di amorosa contemplazione del sacrificio del nostro Redentore, dal quale è scaturita la salvezza del genere umano. Cristo non è un vinto ma il vincitore e sulla sua croce si mostrano già le prime luci della risurrezione, che illuminano l’oscurità del dolore con il chiarore della speranza che prelude alla gioia.

 

Il Sabato Santo ricorda soprattutto la sepoltura di Gesù e la sua discesa agli inferi, nella quale ha attuato il suo estremo abbassamento, al fine di liberare coloro che erano prigionieri nel regno della morte. La Chiesa ricorda il suo Signore col silenzio, il pianto, il lutto, gli altari spogli, il tabernacolo vuoto, le luci spente o attenuate. La sua attesa, però, continua nell’atteggiamento della fervida e ardente speranza. La notte del Sabato Santo è la più celebre e santa di tutto l’anno. La Chiesa la vive nella Veglia Pasquale, con una solenne celebrazione, la più antica, importante e ricca di contenuti e significati spirituali. Con essa l’intera Chiesa veglia, vivendo e mostrando la sua incessante attesa della venuta del Signore, nel giorno in cui porterà a compimento il nuovo, definitivo passaggio di tutta l’umanità, dalla morte del peccato alla nuova vita e alla risurrezione in Cristo. I riti iniziali si svolgono attorno al cero, simbolo di Cristo risorto, che illumina il cammino della Chiesa e dell’umanità. Alla luce di Cristo ascoltiamo la Parola di Dio, nelle letture che ricordano tutta la storia della nostra salvezza, dalla creazione fino alla risurrezione ed esaltazione di Cristo, per poterla vivere nella vigilanza e nella speranza. Nelle chiese di tutto il mondo si svolge il battesimo dei nuovi cristiani, mentre quanti sono già battezzati rinnovano e confermano la loro professione di fede e i propri impegni battesimali. Ci  si accosta all’eucaristia, convito della nuova alleanza, in cui Cristo Agnello pasquale fattosi nostro cibo e bevanda, distrugge la morte, ci dona la sua vita divina e la sua risurrezione. L’eucaristia della veglia pasquale è il culmine non solo del triduo pasquale, ma anche dell’intero anno liturgico, sorgente della gioia pasquale e conclusione eucaristica del triduo santo. Nella domenica della Risurrezione o Pasqua, le Messe saranno il prolungamento dell’eucaristia notturna in cui, rinnovati nello Spirito siamo rinati nella luce del Signore risorto.

La Croce di Gesù

  

Domande per approfondire:

 

Che cosa avviene il Giovedì Santo nell’eucaristia celebrata alla sera, che apre il solenne triduo pasquale?

 

Che cosa significa nel Venerdì Santo la celebrazione dominata dalla Croce proposta all’adorazione dei fedeli, come strumento di vittoria e trono di gloria del Salvatore?

 

Che cosa  esprime la Veglia Pasquale, nella solenne celebrazione dell’intera Chiesa, che prega nella più antica e importante veglia ricca di contenuti e significati spirituali?

 

Gualberto Gismondi ofm

 

Domenica delle Palme7. Domenica delle palme e della passione Passione di Gesù

 

Con la domenica delle palme e della passione ha inizio la settimana santa. La liturgia assegna un duplice nome a questa domenica per ricordare che essa unisce la memoria del trionfo di Cristo acclamato dagli abitanti di Gerusalemme e l’annuncio della sua imminente Passione.

I rami di palma e di ulivo sono segni di fede e di gioia del popolo di Dio che va verso il Messia e suo Signore. La Messa ci ricorda, inoltre, che egli va incontro alla morte per la salvezza di tutta l’umanità. La stretta unione di gioia, sofferenza e gloria esprime bene il grande mistero pasquale, invitando tutti alla fede e all’amore.

La liturgia ci esorta ad andare con fede incontro a Cristo, che porta a compimento il mistero delle sua morte e risurrezione e a seguirlo fino alla croce, per partecipare alla sue risurrezione e gloria. L’acclamazione che cantiamo tutti con maggiore convinzione è “Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Il popolo di Gerusalemme la cantava anche per l’entusiasmo provocato dalla risurrezione di Lazzaro. Gesù tuttavia, affrontò con la massima umiltà questo suo brevissimo e apparente trionfo, sapendo di andare incontro con grande coraggio a ingiustizie, insulti e percosse che lo attendevano. In questo modo conferiva alla sofferenza e umiliazione un nuovo valore e significato, non più umano ma divino. Ne fece, infatti, un nuovo segno di elezione anziché segno di rifiuto e di rigetto. La sua Pasqua, infatti, è un continuo movimento di ascesa, dalla suprema umiliazione della morte in croce, alla massima glorificazione della Risurrezione e Ascensione alla destra del Padre. In lui, quindi, tutti possono scoprire la misteriosa fecondità del dolore, della sofferenza e della morte.

Nel Vangelo di Matteo, le scene della passione del Signore si susseguono con grande immediatezza e drammaticità. La cena pasquale (26,14-35)celebra il mistero della continua presenza di Cristo in mezzo al suo popolo. Il Getsemani (26,36-46) mostra Gesù come modello della preghiera perfetta, che giunge fino all’agonia di sangue, nell’accogliere la volontà del Padre. Nelle scene dell’arresto e la detenzione (26,47-56) Gesù mostra il suo incondizionato amore al perdono e alla non violenza. Il processo davanti al sinedrio è dominato dalla grande e definitiva rivelazione della sua divinità “D’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio e venire sulle nubi del cielo”. Davanti a questa solenne e drammatica dichiarazione di messianicità, di regalità e di divinità si svelano anche le posizioni dell’umanità. I capi e i sommi sacerdoti giungono al rifiuto totale, fino alla bestemmia. I discepoli, col tradimento di Giuda, il rinnegamento di Pietro e la fuga degli altri mostrano le loro debolezze. I poteri politici, Pilato (27,1-31) Erode e sinedrio, svelano il loro cinismo, servilismo e opportunismo di sempre. Preferiscono liberare l’assassino Barabba e condannare l’innocente. Per contro, i pagani mostrano senso di umanità e simpatia, come nella moglie di Pilato e il Centurione. Tutti gli sforzi umani per vanificare la verità sulla morte di Gesù, però, falliscono. Sulla croce troneggia, per tutti i secoli e per tutte le genti, l’unica grande verità: “Gesù di Nazareth Re dei giudei” (27,32-50). Davanti alla verità e autenticità della croce si svela tutta la realtà. Vi sono il cosmo, la natura, le tenebre, il terremoto, le rocce spezzate. Vi è l’umanità che bestemmia (26,39-44). Vi sono, però, anche i primi dei nuovi credenti pagani, come il centurione e le guardie romane, che confessano apertamente: “Davvero costui era Figlio di Dio(26,54). L’Antica alleanza è superata, come dimostrano: il velo del tempio squarciato da cima a fondo, i sepolcri aperti, i corpi dei santi che in Gerusalemme appaiono a molti. Di fronte a tutti questi fatti, eventi ed elementi impressionanti appare veramente ingenua e semplicistica la decisione dei capi-sacerdoti, dei farisei e di Pilato. Nascondere tutto sigillando la tomba di Gesù e facendovi stretta guardia.

 

Domande per approfondire: 

 

Che cosa significano nel popolo di Gerusalemme i rami di palma e di ulivo con i quali la gente accorre gioiosa e festante verso Gesù, Messia e Signore? 

Che cosa ci ricorda la Messa della Domenica della Passione e delle Palme leggendo la Passione del Signore? 

Come c’invita la liturgia ad andare con fede incontro a Cristo che compie il mistero delle sua morte e risurrezione e a seguirlo fino alla croce per partecipare alla sua risurrezione e gloria? 

 

Gualberto Gismondi ofm

 

5. Teologia e spiritualità della Quaresima 

 

Per comprendere bene il significato spirituale e teologico della Quaresima è necessario partire sempre dal grande mistero pasquale.

La quaresima, infatti, è l’inizio della celebrazione del “Grande Sacramento Pasquale”. Fu il Papa S. Leone Magno a indicarlo suggestivamente come Magnum Paschale Sacramentum, per cui fu definito il grande dottore del Mistero pasquale. Per il suo significato e la sua efficacia spirituale, la Santa Pasqua è la solennità che supera tutte le altre dell’anno liturgico. Il suo oggetto, infatti, non riguarda soltanto un aspetto o un momento limitato del grande piano della salvezza divina, ma lo abbraccia tutto quanto nella sua pienezza. È per questo che nella grande veglia del Sabato Santo la liturgia ha scelto, fra le pagine della Bibbia, le letture che ricordano e celebrano: la creazione del mondo; l’elezione e le promesse ad Abramo; la creazione del popolo d’Israele; le profezie; i riti del sacerdozio ebraico. Questi elementi e fatti costituirono la preparazione, remota e prossima, del grande evento della nostra salvezza, attuatosi con: l’incarnazione, la nascita, passione, morte e risurrezione del Figlio di Dio Gesù Cristo.Preparazione alla Pasqua

La Pasqua esprime tutta la pienezza dell’intera azione salvifica divina. È per questo che ogni anno compie un rinnovamento che santifica e purifica la Chiesa più di tutte le altre celebrazioni dell’anno cristiano. Per questi motivi, la Pasqua esige una preparazione spirituale e ascetica speciale, maggiore di quelle da dedicare a ogni altra festa o solennità. A sua volta, la celebrazione spirituale della Quaresima è rivolta a preparare, nei singoli fedeli e nell’intera comunità ecclesiale, l’atteggiamento che consente di celebrare e ricevere, in tutta pienezza, la grazia del sacramento pasquale (Paschale Sacramentum). 

Oltre al Papa S. Leone Magno, anche S. Agostino, nel suo commento al Salmo 148, prospetta in termini molto profondi il mistero della Pasqua e della preparazione spirituale ad essa (Quaresima). La Quaresima descrive in due fasi la storia della nostra vocazione cristiana. La prima fase riguarda soprattutto il presente, ossia la nostra vita terrena, soggetta a ogni difficoltà, tentazione e tribolazione. La seconda fase, riguarda soprattutto la nostra vita futura che trascorreremo per l’eternità, nella casa del Padre, nel suo Regno di gloria e beatitudine che non avrà mai fine. La Chiesa, nella sua fede, ha istituito due tempi per poter celebrare la Pasqua prima e dopo.  

Il tempo prima di Pasqua è la Quaresima, che raffigura il cammino della nostra vita terrena, con le sue ombre quotidiane, i rischi, i pericoli, le fatiche, gli sforzi, gli insuccessi e i sacrifici. Esso è un tempo di conversione, ravvedimento, lotta al male e speranza di bene. In esso chiediamo il perdono mediante l’elemosina, il digiuno e la preghiera. Il tempo, dopo Pasqua, ci presenta ciò che ora possediamo soltanto in parte e nella fede, ma che vivremo pienamente alla fine delle le prove e tribolazioni della vita presente.

Allora benediremo e glorificheremo per sempre, con lodi, ringraziamenti, esultanza e Alleluia il Signore Risorto e Vittorioso. La passione e morte di Cristo rappresentano la nostra vita attuale. La sua Risurrezione gloriosa e luminosa rappresenta quella vita che già parzialmente possediamo e che sarà per sempre pienezza  di beatitudine, luce, pace e gloria divina.

03 Fiori primavera

    

Domande per approfondire: 

Quali elementi e fatti costituirono la preparazione, remota e prossima, del grande evento della nostra salvezza: incarnazione, nascita, passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo Figlio di Dio?  

Che rapporto hanno con la Pasqua le pagine della Bibbia, che celebrano: creazione del mondo; elezione e promesse ad Abramo; creazione del popolo d’Israele; profezie e riti del sacerdozio ebraico? 

Che cosa ci insegnano il tempo prima e il tempo dopo la S. Pasqua? 

 

Gualberto Gismondi ofm