16. Domenica di Pentecostepentecoste 2

Al termine delle sette settimane pasquali, nel giorno di Pentecoste, la Pasqua di Cristo è completa con l'effusione dello Spirito Santo, Persona divina manifestata e donata alla Chiesa e all’umanità da Cristo Signore.

Cristo, infatti, dalla sua pienezza, effonde a profusione lo Spirito (At 2,33-36). In questo grande giorno, la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo è rivelata pienamente. Il Regno dei cieli promesso da Cristo è aperto definitivamente a quanti credono nel Figlio di Dio fatto uomo.

Se crediamo in lui con umiltà e fede siamo già in comunione con la Santissima Trinità. La presenza dello Spirito Santo introduce negli “ultimi tempi”, considerati tempo della Chiesa, nel quale il Regno è già presente benché non ancora completato. Nei Vespri di Pentecoste, l’Ufficio bizantino delle Ore presenta una splendida preghiera, sintesi mirabile di fede cristiana: “Abbiamo visto la vera Luce, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la vera fede: adoriamo la Trinità indivisibile, perché ci ha salvati”.

Dopo che il Figlio attuò l'opera da compiere sulla Terra, affidatagli dal Padre, ascese a lui e sedette alla sua destra, lo Spirito Santo fu inviato per completare la santificazione della Chiesa. Nella Pentecoste la Chiesa fu manifestata pubblicamente alla moltitudine dei popoli e iniziò la diffusione del Vangelo mediante la predicazione. Da allora la Chiesa “convoca” tutti gli uomini alla salvezza, ed è per sua natura, missionaria. È Gesù stesso a inviarla a tutti i popoli, per farli discepoli (Mt 28,19-20). A tal fine, la Pentecoste manifestò al mondo la Chiesa mediante l’effusione visibile e sensibile dello Spirito Santo: vento gagliardo, fiamme di fuoco su ognuno, lingue parlate e comprese da tutti.

In quel giorno, lo Spirito Santo Paràclito inaugurò il nuovo tempo della Chiesa. Il termine “Paràclito” è tradotto abitualmente “Consolatore”. In realtà è molto più ricco e complesso. Significa, infatti anche: avvocato, aiuto, difensore e protettore. Lo Spirito del Signore è sempre tale per la Chiesa e ogni credente. Egli vive con noi in tutto il “tempo della Chiesa”, nel quale il Signore manifesta e comunica la sua salvezza con e nella Chiesa. La Chiesa continua, infatti, con la sua vita, opera, liturgia e sacramenti, ad annunciarlo “fino a che egli venga(1Cor 11,26).

Questo modo del tutto nuovo e specifico è chiamato dalle Chiese di Oriente e Occidente “economia sacramentale”, perché comunica i frutti del mistero pasquale di Cristo celebrando i “sacramenti” e la liturgia. L’assistenza dello Spirito Santo caratterizza gli “ultimi tempi”, incominciati con l’Ascensione, che si concluderanno nel “giorno ultimo”, del ritorno  del Signore con gloria e potenza. Allora si completerà il trionfo definitivo del Regno di Dio su tutte le forze del male, cresciute nel corso della storia come zizzania insieme al buon grano e “i giusti risplenderanno come il sole nel Regno del Padre loro (Mt 13, 24-30).     

 

Domande per approfondire: 

Che cosa significa il termine “Paràclito” col quale si indica lo Spirito Santo?

Che cosa s’intende col termine di “tempo della Chiesa?

Che cosa significa il termine “economia sacramentale”? 

 

Gualberto Gismondi ofm