15. Settima settimana di Pasqua – Ascensione ASCENSIONE DEL SIGNORE

 

Il corpo di Cristo fu glorificato fin dall'istante della sua Risurrezione, come provano le nuove capacità soprannaturali di cui gode in permanenza (Lc 24,31; Gv 20,19.26). Tuttavia, nei quaranta giorni nei quali istruì i discepoli sul Regno (At 1,3) e mangiò e bevve con loro (At 10,41), la sua gloria era ancora velata nei tratti di un’umanità ordinaria (Mc 16,12; Lc 24,15; Gv 20,14-15; 21,4). L'ultima vista di Gesù terminò quando la sua umanità entrò nella gloria divina, simbolizzata dalla nuvola (At 1,9; Lc 9,34-35; Es 13,22) e dal cielo (Lc 24,51). Ormai Egli siede alla destra del Padre (Mc 16,19; At 2,33; 7,56; Sal 110,1). Dopo l’Ascensione si mostrò a Paolo, in modo eccezionale ed unico “come a un aborto(1Cor 15,8) in un’apparizione nella quale lo costituì suo Apostolo (1Cor 9,1; Gal 1,16). Nei quaranta giorni dopo la Risurrezione, la gloria velata del Risorto si mostra nelle misteriose parole a Maria Maddalena: “Non sono ancora salito al Padre: ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro(Gv 20,17).

Vi è dunque una differenza fra le manifestazioni di Cristo risorto e la gloria di Cristo esaltato alla destra del Padre. L’evento storico e trascendente dell'Ascensione segna il passaggio da le une a l'altra. Gesù aveva annunciato: “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me(Gv 12,32). “Elevato” riguarda e annunzia sia l'elevazione sulla croce che l'ascensione al cielo.

La prima è l’inizio della seconda, la seconda è il completamento della prima. Con l’ascensione, Gesù Cristo, unico Sacerdote della nuova ed eterna Alleanza, “non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomoma nel cielo stesso, per comparire al cospetto di Dio in nostro favore(Eb 9,24).

Nel cielo esercita il suo sacerdozio permanente, “sempre vivo per intercedere” a favore di “quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio(Eb 7,25). È “sommo sacerdote dei beni futuri(Eb 9,11), centro e protagonista della divina Liturgia che onora il Padre nei cieli (Ap 4,6-11).

Il termine “siede alla destra del Padre” indica la gloria e l'onore della sua persona divina e del suo corpo e la sua carne glorificati. Indica anche l'inaugurazione del Regno di Dio compimento della grande visione del profeta Daniele sul Figlio dell'uomo. [Il Padre] “gli diede il potere, la gloria e il regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto(Dn 7,14). Col ritorno di Cristo al Padre, gli Apostoli sono divenuti i testimoni del “Regno che non avrà mai fine”.

Gesù Cristo, Capo della Chiesa, ci precede nel regno glorioso del Padre perché noi, membra del suo corpo, possiamo vivere eternamente con lui. Intercede come Mediatore e ci assicura la perenne effusione dello Spirito Santo. Morto e ritornato alla vita è Signore dei morti e dei vivi(Rm 14,9). Con la sua umanità, partecipa alla potenza e autorità divina sui cieli e la terra, perché il Padre “ha sottomesso tutto ai suoi piedi(Ef 1,21-22). In lui cosmo (Ef 4,10; 1Cor 15,24.27-28) e storia trovano la loro “ricapitolazione(Ef 1,10) e compimento trascendente. 

 

Domande per approfondire: 

La gloria di Cristo risorto e di Cristo esaltato alla destra del Padre sono identiche?

Che cosa significa per Gesù essere seduto alla destra del Padre?

Cristo partecipa alla potenza e autorità di Dio anche con la sua umanità?    

 

Gualberto Gismondi ofm