• 13 Gen

II Domenica del Tempo Ordinario Anno B14 Gennaio 2018

2ª Domenica del Tempo Ordinario:

Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta

Per alcune di queste domeniche, il tema principale è la vocazione. Dio ha un suo splendido progetto per ogni persona, ossia ciascuno di noi.

L’invito che ci rivolge, per conoscerlo, accettarlo e viverlo è la vocazione. Oggi la Parola di Dio ce ne offre alcuni esempi. 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

1Sam 3, 3-10.19: In quei giorni ,3 Samuele dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l'arca di Dio. 4Allora il Signore chiamò: "Samuele!" ed egli rispose: "Eccomi", 5poi corse da Eli e gli disse: "Mi hai chiamato, eccomi!". Egli rispose: "Non ti ho chiamato, torna a dormire!". Tornò e si mise a dormire. 6Ma il Signore chiamò di nuovo: "Samuele!"; Samuele si alzò e corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!". Ma quello rispose di nuovo: "Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!". 7In realtà Samuele fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. 8Il Signore tornò a chiamare: "Samuele!" per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: "Mi hai chiamato, eccomi!". Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. 9Eli disse a Samuele: "Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: "Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta"". Samuele andò a dormire al suo posto. 10Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: "Samuele, Samuele!". Samuele rispose subito: "Parla, perché il tuo servo ti ascolta". 19Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

1Cor  6, 13-15. 17-20: Fratelli, 13il corpo non è per l'impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. 14Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. 15Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? 17Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. 18State lontani dall'impurità! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all'impurità, pecca contro il proprio corpo. 19Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. 20Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Gv 1, 35-42: In quel tempo, 35Giovanni stava con due dei suoi discepoli 36e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: "Ecco l'agnello di Dio!". 37E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 38Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: "Che cosa cercate?". Gli risposero: "Rabbì - che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?". 39Disse loro: "Venite e vedrete". Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. 40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. 41Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: "Abbiamo trovato il Messia" - che si traduce Cristo - 42e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: "Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa" - che significa Pietro.

Meditiamo con lo Spirito Santo  

La prima lettura descrive la vocazione di uno dei maggiori profeti dell’Antico Testamento: Samuele. Sua madre lo aveva affidato al Signore fin da fanciullo e viveva nel tempio. Una notte  sentì chiamare più volte e pensò che fosse il sacerdote Eli a chiamarlo. Ma questi capì che era il Signore e gli disse di rispondere: “Parla, perché il tuo servo”. Samuele obbedì e il Signore fu con lui.

Il Signore ci chiama più volte e non ce ne accorgiamo, di qui la necessità di qualche esperto che ci spieghi che cosa fare, per capire, e il Signore sia con noi.

San Paolo indica anche una condizione perché la vocazione di Dio si sviluppi in noi: “stare lontani dall'impurità” perché siamo tempio dello Spirito Santo che opera in noi e c’insegna le vie e la verità del Signore. Il nostro corpo, infatti è Tempio del Signore, nel quale abita lo Spirito Santo, il cui compito e guidarci in tutta la verità del Signore. Noi apparteniamo a Dio, siamo stati “acquistati” a caro prezzo da Cristo e resi preziosi dal suo sacrificio.

Seguendo la vocazione divina siamo sempre più uniti a lui. Il Vangelo esprime molto concretamente come avviene la vocazione. Essa è una voce spirituale che ci risveglia dai nostri sonni o sogni esclusivamente terreni. Essa risuona nei nostri cuori e nelle nostre menti, nella trama dei nostri eventi quotidiani, nei luoghi in cui trascorre abitualmente la nostra vita e nelle vicende nelle quali normalmente siamo occupati. In essi traspare una luce che c’illumina e ce li fa guardare con uno sguardo nuovo.

È il Signore stesso che ci domanda: “Che cosa cercate”’. Forse agli inizi non sappiamo che cosa rispondere. Di qui il suo invito: “Venite e vedrete”. Se noi lo seguiamo e c’intratteniamo con lui dove abita, vediamo e comprendiamo molte cose. Il Signore abita ovunque, ma nei suoi tabernacoli, nella sua parola, nei suoi poveri è sempre presente e accessibile. Ci è possibile, quindi, dire a qualcun altro che conosciamo: “Abbiamo trovato il Messia”.

Cercare, trovare, seguire, rimanere con Cristo, sono i passi che compongono il percorso vocazionale e ci fanno conoscere e realizzare concretamente il progetto di salvezza che Dio ha per ciascuno di noi per i nostri fratelli.     

Riflessione         

Che cosa insegnò Eli a Samuele chiamato dal Signore?

Perché e come possiamo glorificate Dio nel nostro corpo?

Che cosa disse Gesù ai due giovani che lo seguivano?

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

Preghiamo così il Signore: “O Dio che riveli i segni della tua presenza nella Chiesa, nella liturgia e nei fratelli, fa’ che non lasciamo cadere a vuoto nessuna tua parola, per riconoscere il tuo progetto di salvezza e divenire apostoli e profeti del tuo Regno”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 07 Gen

Battesimo del Signore7 Gennaio 2018, Domenica dopo Epifania

Battesimo del Signore: Questi è il Figlio mio, l'amato, ascoltatelo  

La celebrazione del battesimo del Signore conclude il tempo del Natale, al quale segue il tempo ordinario.

Il Vangelo esprime una manifestazione trinitaria: Il Padre e lo Spirito Santo testimoniano in modo sensibile e solenne, a tutti i presenti, la piena divinità del Figlio di Dio, divenuto il Signore Gesù Cristo, Dio con noi, il nostro Salvatore e Redentore.

Ascoltiamo la Parola di Dio    

Is 42, 1-4. 6-7: “Così dice il Signore: 1Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. 2Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, 3non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità. 4Non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra, e le isole attendono il suo insegnamento. 6"Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, 7perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre”.

 At 10, 34-38: “In quei giorni, 34Pietro prese la parola e disse: “In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone,35ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.36Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. 37Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; 38cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazareth, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui”.

Mt 3, 13-17: 13In quel tempo Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?". 15Ma Gesù gli rispose: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento”.  

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

Mentre Giovanni battezza le folle sulle rive del Giordano, anche Gesù si fa battezzare e il suo battesimo è accompagnato da grandiosi segni: il cielo si apre, risuona la voce del Padre, lo Spirito Santo scende in forma visibile su di lui Figlio di Dio. È una “teofania” o manifestazione di Dio, che mostra il mistero della Santissima Trinità.

Giovanni predica il battesimo di penitenza e molti peccatori accorrono a lui. Gesù si unisce a loro per ricevere questo segno di pentimento, Giovanni non vuole, ma Gesù insiste perché vuole essere solidale con i peccatori e stare dove stanno loro.

È il grande mistero dell’amore e della sua totale solidarietà con noi, che avviene come epifania o manifestazione trinitaria. Dai cieli aperti, scende la voce del Padre: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Sembra un potente tuono, ma è la “voce del Signore sulle grandi acque” la “voce del Signore che è forza e potenza(Salmo 29, 3-4). Il Padre, che “ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito(Gv 3, 16), si compiace con forza e potenza del suo  Figlio solidale con i peccatori. Padre e Figlio mostrano con forza e potenza il loro amore totale per i peccatori. Nello stesso istante, lo Spirito Santo sceso dal cielo come colomba, segno di pace, conferma la compiacenza del Padre. Tutta la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo, condivide quest’evento, nuovo e assolutamente inaspettato.

È il grande mistero della nostra fede,  il fondamento della nostra vita che apre solennemente la missione per la quale Gesù si è incarnato. Nei secoli e nel popolo di Dio, lo Spirito Santo ha preparato questo momento per mezzo dei profeti. Ora, invece, è il Figlio di Dio a parlarci direttamente, a illuminare i nostri cuori e le nostre menti, a donarci pienamente il suo Spirito Santo, mistero di amore, di salvezza e santità, fonte di fede, speranza e carità.

Padre e Spirito Santo confermano le antiche profezie: “Tu sei il mio eletto, Colui del quale io mi compiaccio. Ho posto il mio Spirito su di Te. Io il Signore ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano, ti ho formato  e ti ho stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni”. Gesù è rivelato in questo mistero per cominciare la sua missione di salvezza. Lo Spirito Santo lo condurrà nel deserto a vincere le tentazioni di Satana e in Galilea a predicare il  Regno di Dio e la conversione al Vangelo,con la potenza dei suoi segni.

Il battesimo di Gesù è esempio e modello del nostro battesimo. Il Padre, con amore illimitato e inesauribile, mediante  l’acqua battesimale, ci fa i suoi figli “amati, in cui trova il suo compiacimento”. Gesù ci ha promesso che, se crediamo in lui, farà sgorgare da noi i fiumi d’acqua viva della sua grazia, zampillanti nella vita eterna.    

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

Nella prima orazione chiediamo: “Padre onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo nel fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio, mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore”.

Nella seconda orazione invochiamo: “O Padre, il tuo unico Figlio si è manifestato nella nostra carne mortale, concedi a noi, che lo abbiamo conosciuto come vero uomo, di essere interiormente rinnovati a tua immagine”.

La terza orazione c’invita: “Padre d’immensa gloria, tu ha consacrato con potenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli, concedi a noi, che oggi celebriamo il mistero del suo battesimo nel Giordano, di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace”.

Offrendo i doni al Padre chiediamo: “Ricevi o Padre, i doni che la Chiesa ti offre, celebrando la manifestazione del Cristo tuo diletto Figlio, e trasformali per noi nel sacrificio perfetto, che ha lavato il mondo da ogni colpa”.                                                                      

Con la preghiera conclusiva chiediamo “Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, concedi a noi tuoi fedeli di ascoltare come discepoli il tuo Cristo, per chiamarci ed essere realmente tuoi figli”.

Gualberto Gismondi OFM

  • 06 Gen

Epifania del Signore6 gennaio 2018

Epifania del Signore:

I Magi videro il bambino, si prostrarono e lo adorarono  

 

La solennità dell’Epifania ricorda il mistero di Gesù Cristo, rivelato a tutte le genti del mondo. I Magi sono sapienti, persone sagge e di elevata cultura, esperti di scienze, astronomi. Conoscono bene le tradizioni profane e religiose proprie e dei popoli vicini. Le loro ricerche contribuirono a conoscere cosmo, pianeti, universo, astri e stelle. La loro voglia di conoscere e ricerca di pienezza, esprime l’attesa messianica universale, la più valida dimensione dell’esistenza umana.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 60, 1-6: “1Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te.2Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. 3Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.4Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. 5Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. 6Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”.

 

 Ef 3, 2-3. 5-6: “ Fratelli, 2penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. 5Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.

 

Mt 2, 1-12: “1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: 2"Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese”. 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

La grandezza del Natale, che celebra la nascita del Signore, dal 25 dicembre, raggiunge l’apice nell’Epifania, che celebra il rivelarsi di Gesù Cristo a tutte le genti, popoli e nazioni. Le letture di questa solennità usano generi letterari differenti. 

La prima lettura, dal libro del profeta Isaia, è un inno di grande giubilo per la vocazione di Gerusalemme ad essere  simbolo vivo della presenza del Signore. La città è: rivestita di luce; polo di attrazione di persone di ogni parte del mondo; punto di convergenza di un fiume incessante di persone; continua processione di persone in ricerca. Seguono le promesse del Signore, che condurrà popoli e genti al suo monte santo e al suo tempio, casa di preghiera per tutti i popoli. Tutti vi saliranno a proclamare le sue glorie ed essere colmati di grazia e di gioia. 

La seconda lettura, dalla Lettera agli Efesini, presenta le stesse realtà e il loro contenuto come grande mistero del Signore. Tutti sono chiamati, per mezzo del Vangelo: a condividere la stessa eredità; a formare lo stesso corpo; a partecipare alla stessa promessa. Ciò avviene perché Dio rende tutti: fratelli in Cristo; eredi della sua stessa santità; chiamati alla benedizione e alla gloria

Questi aspetti appaiono con immediatezza nell’affermazione: “Siamo venuti dall’oriente per adorare il Re”. Questa dichiarazione è ricca di senso umano e divino. Conferma i Magi come persone sapienti e sagge, astronomi esperti, gente di scienza con elevata cultura. Conoscono le tradizioni culturali, civili e religiose dei loro popoli e di quelli vicini. Conoscono le profezie religiose del popolo di Dio, che era stato deportato e prigioniero per decenni nelle loro terre. Esprimono l’attesa messianica, divenuta dimensioneuniversale dell’esistenza umana. Come uomini di scienza, impararono dai pianeti, dagli astri e le stelle del cielo. Studiarono elementi culturali del loro paese e del loro tempo, cercando di chiarirne il senso religioso, i significati spirituali e i misteri. 

Li aiutò una riflessione, anche se incompleta, della Scrittura e delle profezie. Nell’Antico Testamento e nel Giudaismo la stella era simbolo o segno del Re Messianico. Vi erano poi le celebri profezie d’Isaia: “Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (9, 1) e di Michea (5, 1) su Betlemme: “da te uscirà un capo”. Illuminati da tante luci raggiunsero l’oggetto delle loro ricerche: il Re dei Giudei. 

Gli si prostrarono adoranti, offrendo doni, pregevoli e spiritualmente preziosi: l’oro per il Rel’incenso per Diola mirra per il Salvatore e Redentore umiliato e sofferente. In loro, membri di un mondo pagano, rifulse una fede che li fece credenti. È la luce di Cristo, pienezza di vita, a illuminarli e liberarli dalle tenebre e ombre di morte e dal nulla (Gen 1,2)

Divenuti credenti ritornarono alle loro terre e alle precedenti occupazioni come portatori di gioia e testimoni di luce divina che illumina l’umanità. Sono esempio e modello per: sapienti, ricercatori, uomini di scienza e cultura di ogni tempo e luogo. Li portò a Cristo la luce della stella. 

Oggi spetta ai credenti essere luce del mondo. Chiediamo al Signore di portare tutti a lui, con la luce della nostra fede, il fulgore della preghiera e lo splendore delle buone opere.

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

 

La prima orazione chiede al Signore: “O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria”.

Offrendo il pane e il vino chiediamo: “Guarda, o Padre, i doni della tua Chiesa, che ti offre non oro, incenso e mirra, ma colui che in questi santi doni è significato, immolato e ricevuto: Gesù Cristo nostro Signore”. 
Infine, chiediamo al Signore: “La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi”.

Gualberto Gismondi OFM