• 06 Gen

Epifania del Signore6 gennaio 2018

Epifania del Signore:

I Magi videro il bambino, si prostrarono e lo adorarono  

 

La solennità dell’Epifania ricorda il mistero di Gesù Cristo, rivelato a tutte le genti del mondo. I Magi sono sapienti, persone sagge e di elevata cultura, esperti di scienze, astronomi. Conoscono bene le tradizioni profane e religiose proprie e dei popoli vicini. Le loro ricerche contribuirono a conoscere cosmo, pianeti, universo, astri e stelle. La loro voglia di conoscere e ricerca di pienezza, esprime l’attesa messianica universale, la più valida dimensione dell’esistenza umana.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 60, 1-6: “1Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te.2Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. 3Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.4Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. 5Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. 6Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”.

 

 Ef 3, 2-3. 5-6: “ Fratelli, 2penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. 5Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.

 

Mt 2, 1-12: “1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: 2"Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese”. 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

La grandezza del Natale, che celebra la nascita del Signore, dal 25 dicembre, raggiunge l’apice nell’Epifania, che celebra il rivelarsi di Gesù Cristo a tutte le genti, popoli e nazioni. Le letture di questa solennità usano generi letterari differenti. 

La prima lettura, dal libro del profeta Isaia, è un inno di grande giubilo per la vocazione di Gerusalemme ad essere  simbolo vivo della presenza del Signore. La città è: rivestita di luce; polo di attrazione di persone di ogni parte del mondo; punto di convergenza di un fiume incessante di persone; continua processione di persone in ricerca. Seguono le promesse del Signore, che condurrà popoli e genti al suo monte santo e al suo tempio, casa di preghiera per tutti i popoli. Tutti vi saliranno a proclamare le sue glorie ed essere colmati di grazia e di gioia. 

La seconda lettura, dalla Lettera agli Efesini, presenta le stesse realtà e il loro contenuto come grande mistero del Signore. Tutti sono chiamati, per mezzo del Vangelo: a condividere la stessa eredità; a formare lo stesso corpo; a partecipare alla stessa promessa. Ciò avviene perché Dio rende tutti: fratelli in Cristo; eredi della sua stessa santità; chiamati alla benedizione e alla gloria

Questi aspetti appaiono con immediatezza nell’affermazione: “Siamo venuti dall’oriente per adorare il Re”. Questa dichiarazione è ricca di senso umano e divino. Conferma i Magi come persone sapienti e sagge, astronomi esperti, gente di scienza con elevata cultura. Conoscono le tradizioni culturali, civili e religiose dei loro popoli e di quelli vicini. Conoscono le profezie religiose del popolo di Dio, che era stato deportato e prigioniero per decenni nelle loro terre. Esprimono l’attesa messianica, divenuta dimensioneuniversale dell’esistenza umana. Come uomini di scienza, impararono dai pianeti, dagli astri e le stelle del cielo. Studiarono elementi culturali del loro paese e del loro tempo, cercando di chiarirne il senso religioso, i significati spirituali e i misteri. 

Li aiutò una riflessione, anche se incompleta, della Scrittura e delle profezie. Nell’Antico Testamento e nel Giudaismo la stella era simbolo o segno del Re Messianico. Vi erano poi le celebri profezie d’Isaia: “Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (9, 1) e di Michea (5, 1) su Betlemme: “da te uscirà un capo”. Illuminati da tante luci raggiunsero l’oggetto delle loro ricerche: il Re dei Giudei. 

Gli si prostrarono adoranti, offrendo doni, pregevoli e spiritualmente preziosi: l’oro per il Rel’incenso per Diola mirra per il Salvatore e Redentore umiliato e sofferente. In loro, membri di un mondo pagano, rifulse una fede che li fece credenti. È la luce di Cristo, pienezza di vita, a illuminarli e liberarli dalle tenebre e ombre di morte e dal nulla (Gen 1,2)

Divenuti credenti ritornarono alle loro terre e alle precedenti occupazioni come portatori di gioia e testimoni di luce divina che illumina l’umanità. Sono esempio e modello per: sapienti, ricercatori, uomini di scienza e cultura di ogni tempo e luogo. Li portò a Cristo la luce della stella. 

Oggi spetta ai credenti essere luce del mondo. Chiediamo al Signore di portare tutti a lui, con la luce della nostra fede, il fulgore della preghiera e lo splendore delle buone opere.

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

 

La prima orazione chiede al Signore: “O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria”.

Offrendo il pane e il vino chiediamo: “Guarda, o Padre, i doni della tua Chiesa, che ti offre non oro, incenso e mirra, ma colui che in questi santi doni è significato, immolato e ricevuto: Gesù Cristo nostro Signore”. 
Infine, chiediamo al Signore: “La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi”.

Gualberto Gismondi OFM

 

  • 03 Gen

SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH 31 Dicembre 2017

Domenica dopo Natale -  Santa Famiglia:

Sarà chiamato Nazareno

La Santa Famiglia vive una vita dall’apparenza molto semplice. Ma proprio tale semplicità ne fa il modello di vita per tutte le famiglie.

Ascoltiamo la Parola di Dio

Sir 3, 2-6. 12-14: “2Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli e ha stabilito il diritto della madre sulla prole. 3Chi onora il padre espia i peccati e li eviterà e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita. 4Chi onora sua madre è come chi accumula tesori. 5Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera. 6Chi glorifica il padre vivrà a lungo, chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre. 12Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. 13Sii indulgente, anche se perde il senno, e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore. 14L'opera buona verso il padre non sarà dimenticata, otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa”.

Col 3, 12-21: “Fratelli, 12Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, 13sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. 14Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. 15E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie! 16La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. 17E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre. 18Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. 19Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. 20Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. 21Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino”.

Mt 2, 13-15. 19-2313I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo". 14Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio. 19Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino". 21Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele. 22Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea 23e andò ad abitare in una città chiamata Nazareth, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: “Sarà chiamato Nazareno”. 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

Nella domenica dopo il Natale si celebra la festa della Santa Famiglia. Le prime letture bibliche descrivono le virtù della vita familiare. Una, tratta dal libro sapienziale Siracide, descrive i comportamenti dei figli verso i genitori. I figli giovani devono obbedienza, rispetto e amore. I figli adulti devono ai genitori, anziani o infermi: amore, rispetto, soccorso, assistenza, aiuti e attenzioni. 

Il verbo più usato dal Siracide, è “onorare”, ossia lo stesso verbo usato dal Signore nel Decalogo, o dieci comandamenti della Legge. Per gli atteggiamenti di amore, aiuto concreto, rispetto e assistenza, il Signore promise ai figli le sue benedizioni. 

La seconda lettura, è dalla lettera di S. Paolo ai Colossesi (3, 12-21). Essa raccomanda gli atteggiamenti esentimenti da tenere nella vita familiare: tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, magnanimità, sopportazione reciproca, perdono, riconoscenza, riconciliazione e gratitudine. S. Paolo raccomanda di viverli nel nome del Signore. 

Matteo, nel suo Vangelo mostra come la Santa Famiglia di Gesù subì le tragiche condizioni dei profughi di ogni tempo e luogo, che avvengono anche oggi. Sono molti, infatti, i costretti ad abbandonare le proprie case, vederle distrutte, perdere il lavoro, separarsi da parenti e amici, essere strappati agli affetti più cari, abbandonare le loro condizioni di vita, essere privati di tutte le cose essenziali, dover fuggire di nascosto e di notte. Pensiamo anche all’ansia di sottrarsi a quelli che vorrebbero ucciderci, dover vivere sotto l’incubo di persecuzioni, repressione e terrore. 

Anche Gesù, Maria e Giuseppe subirono tutto questo. Fuggirono in Egitto in piena notte perché Erode cercava Gesù per ucciderlo. Morto Erode, anche il ritorno fu tragico, perché Archelao, figlio e successore di Erode, era altrettanto crudele e malvagio. Ancora un angelo suggerì a Giuseppe di rifugiarsi a Nazareth, povero villaggio, nel quale il Figlio di Dio visse a lungo, tanto da essere chiamato “Nazareno”. 

La Santa Famiglia di Nazareth è modello di umiltà, semplicità e ogni altra virtù domestica. È necessario ricordarlo oggi, in cui la famiglia è sottoposta alle più dure sfide e più pesanti aggressioni in molte parti del mondo. Il segreto della famiglia di Nazareth sta nell’obbedienza al Padre celeste. Giuseppe gli obbedì salvando Gesù e Maria dapprima in Egitto, poi in Galilea. Maria e Giuseppe obbedirono presentando Gesù al Tempio e accompagnandolo a Gerusalemme per le feste ebraiche. Gesù obbedì in tutto ai suoi genitori terreni, pur ricordando il dovere di occuparsi del Padre Celeste. 

Nella Lettera ai Colossesi troviamo i valori, atteggiamenti e sentimenti di ogni famiglia cristiana autentica: pace, gioia, tenerezza, bontà, umiltà, mansuetudine, sopportazione, perdono e riconciliazione. Vertice di tutto è l’amore, o carità perfetta. Segreto di tutto è conservare sempre ogni Parola di Dio nel proprio cuore, meditarla e viverla, come fece Maria. 

Grazia, fede e amore, consentono di fare tutto nel nome del Signore. Chiediamo, per tutte le famiglie, le virtù che fanno vivere ogni famiglia come la Santa Famiglia di Nazareth.   

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

Questa domenica ha due orazioni. La prima chiede: “O Dio, nostro Padre, che nella Santa Famiglia ci hai dato un vero modello di vita, fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore, perché riuniti insieme nella tua casa, possiamo godere la gioia senza fine. 

La seconda dice: “O Dio, nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio, generato prima dell’aurora del mondo, divenisse membro della umana famiglia, ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita, perché i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore, e i figli crescano in sapienza, età e grazia, rendendo lode al tuo santo nome.

Nella preghiera sulle offerte chiediamo: “Accogli, Signore, questo sacrificio di salvezza e, per intercessione della Beata Vergine Madre e di San Giuseppe, fa’ che le nostre famiglie vivano nella tua amicizia e nella tua pace.

La preghiera conclusiva chiede: “Padre misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa, donaci di seguire gli esempi della santa Famiglia, perché dopo le prove di questa vita siamo associati alla sua gloria in cielo.

Gualberto Gismondi OFM

  • 03 Gen

Maria Santissima Madre di Dio1º Gennaio 2018

Maria SS. Madre di Dio: 

Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore

L’Anno Nuovo inizia sotto la protezione della  Beata Vergine Maria, che la Chiesa venera nel grande mistero di Santissima Madre di Dio. Questa solennità conclude la settimana di celebrazioni natalizie e, in molte parti del mondo, coincide con l’inizio del Nuovo Anno.

Ascoltiamo la Parola di Dio

Nm 6, 22-27: “22Il Signore parlò a Mosè e disse: 23"Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: "Così benedirete gli Israeliti: direte loro: 24Ti benedica il Signore e ti custodisca .25Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. 26Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace". 27Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò"”.

Gal 4, 4-7: “Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. 6E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: "Abbà! Padre!".7Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio”.

Lc 2, 16-21: “In quel tempo [i pastori] 16andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. 17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. 19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. 20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. 21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo”. 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

Nell’Ottava di Natale e nel giorno d’inizio dell’anno nuovo, la liturgia celebra la “Solennità di Maria Santissima Madre di Dio”. Le letture bibliche riguardano la Santissima Vergine Madre di Dio e il Santissimo Nome di Gesù. La solennità conclude le celebrazioni del Natale e, in molte parti del mondo, segna l’inizio del Nuovo Anno.

Le sue letture e orazioni approfondiscono ulteriormente identità e aspetti del Santo Bambino e il titolo di Maria Madre di Dio, in greco Theotokos. Il Santo Bambino è considerato nella sua autentica realtà di “Vero Dio e Vero uomo” e di “Salvatore”. Il titolo “Madre di Dio” riguarda Cristo nelle sue nature divina e umana. Il Figlio di Dio, essendo il “Salvatore”, ricevette solennemente e pubblicamente il nome: “Gesù”, ossia “Dio salva” o “Salvezza di Dio”. Tale nome era stato indicato dall’Angelo, prima del suo concepimento. I nomi diSalvatore e Redentore si manifestarono in pienezza, quando il Signore Gesù Cristo, sulla Croce, versò tutto il suo sangue per la nostra salvezza redenzione.

L’antico rito della circoncisione celebrava l’ingresso del nuovo nato nel popolo di Dio. Per Gesù preannunciò, in modo profetico, quello che poi disse ai suoi Apostoli nell’ultima cena: “il sangue della nuova ed eterna alleanza che sarà versato per voi e per tutti in remissione dei peccati”.

L’altro tema di questa liturgia è il rapporto di Maria con la storia della nostra salvezza. Il suo primo rapporto è di Madre di Dio, di Gesù o Figlio di Dio che ricevette da Lei la natura umana. Il secondo rapporto è di Madre della Chiesa, ossia del Corpo mistico di Cristo, di cui noi credenti siamo membra. Maria è Madre della Chiesacon l’esempio, l’intercessione e le suppliche a nostro favore.

Da quando la solennità di Madre di Dio fu fissata all’inizio dell’anno, essa segna anche quest’evento, del quale fede e liturgia sottolineano i significati spirituali. Uno è ringraziare Dio per tutte le grazie e le benedizioni generosamente elargite nell’anno conclusosi. L’altro è chiedere grazie e benedizioni per poter collaborare, per tutto il Nuovo Anno, alla perenne missione di Cristo, sull’esempio di Maria.

La venuta del  Figlio di Dio fattosi uomo per noi, infatti, è l’evento decisivo di tutti i tempi e inaugura il tempo nuovo nel quale il Signore libera il tempo da ogni limite effimero e fugace, dal decorso inesorabile, dalla decadenza e dalla morte. Gesù ha inaugurato i tempi lunghi della misericordiosa pazienza divina, nei quali ci converte e ci trasforma in costruttori di ciò che è eterno e non perisce. La sua grazia ci trasforma in discepoli operosi e in testimoni dell’intramontabile, che non avrà mai fine. Dio, infatti, ci ha creati per l’eterno, per ciò che supera tutti i tempi e perdura oltre ogni tempo.

Ogni giorno, quindi, dobbiamo collaborare con Cristo, che rinnova tutto e costruisce realtà sempre inedite, impensate, mai viste prima. Il Padre Creatore sparge a piene mani semi di vita eterna in noi, lungo il tempo, superando la nostra immaginazione più ardita e le nostre speranze più audaci. Solo la fede incrollabile, la speranza più ferma e la carità inesauribile percepiscono le dimensioni autentiche del nostro tempo divino-umano.

Con Cristo siamo divenuti eternità, mentre senza Cristo tutto invecchia, muore e perisce. Solo in Cristo rinasciamo, risorgiamo e viviamo per sempre. Grazie a lui il nostro futuro eterno è già iniziato, è già presente e ci fa vivere la  sua stessa vita eterna.  

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

Nella solennità della Santissima Madre di Dio, la liturgia propone due orazioni iniziali. La prima chiede: “O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i doni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita, Cristo tuo Figlio”.

La seconda invoca: “Padre buono, che in Maria Vergine e madre, benedetta fra tutte le donne, hai stabilito la dimora del tuo Verbo fatto uomo tra noi, donaci il tuo Spirito, perché tutta la nostra vita nel segno della tua benedizione si renda disponibile ad accogliere il tuo dono”.

Nell’orazione delle offerte chiediamo: “O Dio, che nella tua provvidenza dai inizio e compimento a tutto il bene che è nel mondo, fa’ che in questa celebrazione della divina Maternità di Maria gustiamo le primizie del tuo amore misericordioso per goderne felicemente i frutti”.

Con l’Eucaristia concludiamo: “Con la forza del sacramento che abbiamo ricevuto guidaci, Signore, alla vita eterna, perché possiamo gustare la gioia senza fine con la sempre Vergine Maria, che veneriamo madre del Cristo e di tutta la Chiesa”.  

 Gualbero Gismondi ofm