• 12 Ott

XXXVIII Domenica del Tempo Ordinario Anno C13 Ottobre 2019

 

28ª Domenica del Tempo Ordinario:

 Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!   

 

Lebbrosi e stranieri erano i più disprezzati ed emargnati in Israele.

La prima lettura e il Vangelo mostrano invece quanto siano graditi e cari a Dio, che li benefica, li guarisce e dona loro la salvezza.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(2Re 5, 14-17): In quei giorni, 14Naamàn [il comandante dell’esercito del re di Aram] scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell'uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato [dalla sua lebbra]. 15Tornò con tutto il seguito da [Eliseo,] l'uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: "Ecco, ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele. Adesso accetta un dono dal tuo servo". 16Quello disse: "Per la vita del Signore, alla cui presenza io sto, non lo prenderò". L'altro insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò. 17Allora Naamàn disse: “Se è no, sia permesso almeno al tuo servo di caricare qui tanta terra quanta ne porta una coppia di muli, perché il tuo servo non intende compiere più un olocausto o un sacrificio ad altri dèi, ma solo al Signore”.

(2Tm 2, 8-13): Figlio mio,8ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide, come io annuncio nel mio Vangelo, 9per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore. Ma la parola di Dio non è incatenata! 10Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch'essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. 11Questa parola è degna di fede: Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; 12se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; 13se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

(Lc 17, 11-19)11Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. 12Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza 13e dissero ad alta voce: "Gesù, maestro, abbi pietà di noi!". 14Appena li vide, Gesù disse loro: "Andate a presentarvi ai sacerdoti". E mentre essi andavano, furono purificati. 15Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, 16e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. 17Ma Gesù osservò: "Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? 18Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all'infuori di questo straniero?". 19E gli disse: "Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!".

 

Meditiamo con lo Spirito Santo  

La prima lettura descrive il miracolo del profeta Eliseo, che guarisce dalla lebbra il pagano incredulo Naaman, capo dell’esercito arameo. Questi però, appena guarito, riconosce che sulla terra non c'è altro Dio che quello d’Israele. Promette, quindi, di compiere olocausti e sacrifici soltanto a lui e diventare un credente esemplare, che ha fede soltanto nel Signore e celebra il culto solo a lui.

Il Vangelo mostra dieci lebbrosi che chiedono pietà a Gesù. Il Signore dice loro di andare dai sacerdoti e, mentre vanno, li guarisce tutti. Subito uno, samaritano e straniero, torna indietro lodandolo, ringraziandolo a gran voce e adorandolo. Gesù gli dice: dove sono gli altri nove?  Gli dona anche la salvezza, lodandolo: "la tua fede ti ha salvato!".

Queste guarigioni di stranieri, samaritani e lebbrosi sono molto importanti perché donate a quanti erano i più disprezzati ed emarginati in Israele.

Dio, invece, li ama grandemente, ne ha cura e li soccorre.

Anche in questo caso, Gesù non si limita a guarire solo il corpo del samaritano lebbroso, ma gli dà la salvezza lodandolo: “la tua fede ti ha salvato!”.

Il Figlio di Dio, infatti, dona salvezza a tutti, e in particolare a quanti sono i più rifiutati, disprezzati e trascurati nel mondo. I lebbrosi israeliti, guariti, se ne vanno senza neanche ringraziarlo, il samaritano umile e riconoscente, ritorna indietro a lodare e ringraziare Gesù dopo essere stato guarito nel corpo, e Gesù ne salva anche l’anima.

La seconda lettura mostra Paolo che, imprigionato e incatenato come un malfattore, ricorda a Timoteo che la parola di Dio non è mai incatenata. Perciò sopporta volentieri ogni sofferenza, perché tutti raggiungano la salvezza e la gloria eterna in Cristo Gesù. Poi descrive che cosa ci accade: se moriamo con lui, con lui vivremo; se perseveriamo con lui, con lui regneremo; se gli siamo infedeli egli, invece, ci rimane sempre fedele perché è il nostro Salvatore e Redentore e non rinnega mai se stesso.

 

Riflessione

Perché Naaman dice: ora so che non c'è Dio su tutta la terra se non in Israele?

Perché Paolo, in catene e prigione, scrive che la parola di Dio non è incatenata?

Perché Gesù dice al samaritano che ha guarito: “Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato!”?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

O Dio, fonte della vita temporale ed eterna, fa’ che nessuno di noi ti cerchi solo per la salute del corpo: ogni fratello in questo giorno santo torni a renderti gloria per il dono della fede, e la Chiesa intera sia testimone della salvezza che tu operi continuamente in Cristo tuo Figlio”.

Gualberto Gismondi OFM