• 21 Set

XXV Domenica del Tempo Ordinario Anno C22 Settembre 2019

 

25ª Domenica del Tempo Ordinario:

 Non potete servire Dio e la ricchezza

 

Le letture insegnano il giusto uso dei beni terreni.

Amos denuncia tutte le ingiustizie commesse contro  i poveri.

La seconda lettura mostra che non vi è vita calma, tranquilla e dignitosa se non si vive per Dio.

Nel Vangelo Gesù annuncia l’impossibilità di servire Dio e la ricchezza.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(Am 8, 4-7): Il Signore mi disse: “Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese, 5voi che dite: "Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo l' efa e aumentando il siclo e usando bilance false, 6per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano"". 7Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: "Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere.

(1Tm 2, 1-8): Figlio mio, 1raccomando prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, 2per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. 3Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, 4il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. 5Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù, 6che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, 7e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo - dico la verità, non mentisco -, maestro dei pagani nella fede e nella verità. 8Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza polemiche.

(Lc 16, 1-13 forma breve 16, 10-13)10Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. 11Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? 12E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? 13Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza".

 

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Le letture di oggi insegnano il giusto uso dei beni terreni.

Amos denuncia ingiustizie e frodi economiche a danno dei più poveri, umili e deboli in Israele.I commercianti si arricchiscono a loro spese, alterando le misure, usando bilance false, vendendo gli scarti. In questo modo comprano gli indigenti per poco denaro e i poveri per un paio di sandali. Il Signore, però, giura che non dimenticherà mai simili cattive azioni.

Nel Vangelo, Gesù chiama: “ricchezza disonesta” i beni terreni, perché sovente servono al male. Rileva, quindi, che chi è disonesto in essi lo è anche nei beni più importanti. Chiama poi “ricchezza altrui”, i beni, perché devono servire a onorare Dio e aiutare i fratelli, non a soddisfare i propri egoismi e l’avarizia. Perciò, chi è infedele nella ricchezza disonesta, non riceverà quella vera e chi non è fedele nella ricchezza altrui non riceverà quella propria.

Le ricchezze “vere e proprie” sono soltanto quelle spirituali e soprannaturali: vita divina, grazia, fede, speranza, carità e altre virtù, perché sono le sole che consentono di amare e servire Dio e i fratelli. Poiché ci sono date per conseguire la vita eterna, servono per amare Dio e non la ricchezza. O si ama l'uno e si odia l'altra, o ci si affeziona a una e si disprezza l'altro. 

La seconda lettura rileva che per avere vita calma, tranquilla e dignitosa dobbiamo dedicarci a Dio. Perciò dobbiamo innalzargli sempre preghiere e suppliche, soprattutto per quanti esercitano il potere. Dio Padre, infatti, vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano a conoscere la verità. Per questo il Figlio Gesù Cristo ha dato se stesso in riscatto per tutti, ed è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini. Dobbiamo, quindi, vivere e testimoniare queste verità, perché anche tutti gli altri possano pregare, alzando al cielo mani libere e pure.

 

Riflessione 

Quali sono le opere cattive che il Signore non dimentica?

Perché nessun servitore può servire due padroni?

Come possiamo condurre una vita calma, tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

O Padre, che ci chiami ad amarti e servirti come unico Signore, abbi pietà della nostra condizione umana; salvaci dalla cupidigia delle ricchezze, e fa’ che alzando al cielo mani libere e pure, ti rendiamo gloria con tutta la nostra vita”.

Gualberto Gismondi OFM