• 03 Ago

XVIII Domenica del Tempo Ordinario Anno C4 Agosto  2019

 

18ª Domenica del  Tempo Ordinario:

Cercate le cose di lassù dove è Cristo

 

Qoèlet sottolinea la fugacità della vita, che si dilegua in un soffio fra ansie e delusioni. La risposta di Paolo è di cercare le cose di lassù, dove è Cristo.

Nel Vangelo Gesù conferma la vanità dei tesori terreni.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

(Qo 1, 2; 2, 21-23)2Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. 2,21Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare la sua parte a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e un grande male. 22Infatti, quale profitto viene all'uomo da tutta la sua fatica e dalle preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? 23Tutti i suoi giorni non sono che dolori e fastidi penosi; neppure di notte il suo cuore riposa. Anche questo è vanità!

(Col 3,1-5. 9-11): Fratelli, 1se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; 2rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. 3Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! 4Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria. 5Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria. 9Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell'uomo vecchio con le sue azioni 10e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. 11Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.

(Lc 12, 13-21): In quel tempo, 13uno della folla disse a Gesù: "Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità". 14Ma egli rispose: "O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?". 15E disse loro: "Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell'abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede". 16Poi disse loro una parabola: "La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. 17Egli ragionava tra sé: "Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? 18Farò così - disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!". 20Ma Dio gli disse: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". 21Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio".

 

Meditiamo con lo Spirito Santo  

I libri sapienziali, come i Proverbi, considerano la felicità nella vita presente e nell’ordine della creazione.  

Qoèlet, riflettendo su tutto ciò, scopre che ciò che passa è vano, ossia fugace perché è pieno d’ansie e delusioni e si dilegua in un soffio.

Tutti dovremo lasciare tutto: vita, lavoro, sapienza, scienza, successi. Quale profitto possiamo trarre, allora, da fatiche, preoccupazioni e affanni di cuore?

I giorni dell’uomo sono colmi di dolore, assilli e pene, per cui il cuore non riposa neppure di notte.

La Lettera ai Colossesi risponde a tutto ciò. Essendo risorti con Cristo, dobbiamo cercare le cose di lassù, dove c’è Cristo, pensare a quelle eterne e non a quelle terrene. Pertanto, dobbiamo morire a tutto quello che appartiene alla terra, come l’idolatria impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e cupidigie.

Gesù centra la sua parabola proprio sulla cupidigia, sottolineando che la vita umana non dipende da ciò che si possiede. Racconta, quindi, che un uomo ricco, dopo un abbondante raccolto, progetta di fare nuovi magazzini più grandi, ove accumulare il raccolto e tutti i suoi beni. Compiaciuto di avere tanti beni per molti anni, dice a se stesso: ripòsati, mangia, bevi, divèrtiti.

Dio però gli dice: "Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?". Gesù conclude: così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio.

Le risposte di Gesù e di S. Paolo liberano da tutte le ansie e le proccupazioni che tanto affliggevano il Qoèlet.

 

Riflessione 

Perché per il Qoèlet tutto è vanità?

Che cosa risponde la seconda lettura alle ansie e le proccupazioni del Qoèlet?

Che cosa insegna Gesù a chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio?

 

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa

O Dio, principio e fine di tutte le cose, che in Cristo tuo Figlio ci hai chiamato a possedere il regno, fa che operando con le nostre forze a sottomettere la terra non ci lasciamo dominare dalla cupidigia e dall’egoismo, ma cerchiamo sempre ciò che vale davanti a te”.

 

Gualberto Gismondi OFM