• 25 Dic

Natale del Signore Messa VespertinaNATALE 2018

Gesù è l’erede della promessa messianica e davidica, il vertice di tutta la speranza, l’attesa della storia biblica.

La visita dell’angelo a Giuseppe, discendente di David, inserisce Gesù nella dinastia davidica, per cui il Figlio di Dio diventa legalmente Figlio di Davide.

Il nostro Salvatore e Redentore sarà invocato e osannato anche con questo nome.

 

Natale: Messa vespertina o vigiliare: 

Cristo luce eterna e invincibile

Alle tre Messe di mezzanotteaurora e giorno, celebrate a Natale, la riforma del Concilio Vaticano II ha aggiunto la Messa vespertina della vigilia.

Il mistero inesauribile dell’Incarnazione è presentato in ogni Messa con letture diverse e complementari. 

Il Natale è la luce di Cristo che splende sul mondo e nel mondo, sull’uomo e nell’uomo. 

Nel III secolo fu scelta la fine di dicembre per dare senso cristiano alla festa pagana, molto diffusa, del “Sol Invictus”.

Gesù Cristo è veramente il Sol Invictus ossia l’invincibile eterna luce. Mentre le feste pagane esaltavano la luce materiale, le liturgie natalizie mostrano Cristo luce divina, vera e nuova, splendente  fulgore del Padre (Prefazio I) che vince tutte le oscurità della vita e le tenebre che affliggono l’umanità.

Al Vangelo, l’Alleluia indica il fondamento della nostra vera gioia: “Domani sarà distrutto il peccato della terra e regnerà su di noi il Salvatore del mondo”.   

                                               

Ascoltiamo la Parola di Dio   

(Is 62, 1-5):1Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.2Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà.3Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio.4Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. 5Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te”.

(At 13, 16-17. 22-25):16Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: "Uomini d'Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. 17Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d'Egitto, e con braccio potente li condusse via di là.  22E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: "Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri".23Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. 24Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele. 25Diceva Giovanni sul finire della sua missione: "Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali"”.

(Mt 1, 18-25): “18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". 22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele ,che significa Dio con noi24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù”. 

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

Le orazioni di questa messa vigiliare esprimono una trepidante attesa del “Grande Domani”: il Natale.

Esse dicono: Domani vedrete la sua gloriaDomani sarà distrutto il peccato della terraDomani si rivelerà la gloria del Signore.

Nelle successive messe di Natale, la parola di Isaia racconta ciò che sta già accadendo. In questa Messa, invece, annuncia ciò che accadrà. Isaia presenta le immagini di uno sposalizio in cui Dio è il giovane sposo regale che dona alla vergine sposa, Gerusalemme, la salvezza, la giustizia e la gloria, rendendola una preziosa corona e uno splendido diadema nelle mani divine.

Nella Scrittura, immagini bellissime e suggestive descrivono l’Incarnazione di Cristo come nozze splendide ed , per indicare che il Signore trova la sua delizia nel suo popolo.

Nella seconda lettura, S. Paolo completa la narrazione, rilevando che Gesù, già indicato da tutti i profeti, nel battesimo di conversione del Battista è presentato come vero Salvatore d’Israele, che porta a compimento tutte le promesse divine. Gesù, quindi è il vero Figlio di David, ed è il vero uomo che adempie tutti i voleri del Padre, secondo il suo immenso amore.

Anche l’Alleluia al Vangelo sottolinea il grande domani, nel quale il peccato della terra sarà distrutto e il Salvatore del mondo regnerà su tutti.

Matteo inizia il suo Vangelo presentando la “genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo”, “nel quale tutte le nazioni saranno benedette”.  È una genealogia speciale che descrive, a grandi linee, il lungo percorso della storia della salvezza, sfociato nella nascita di Gesù. Il lungo elenco di nomi, di tante epoche diverse, esprime la lunga attesa dell’umanità che Matteo disegna con grandi scenari, quali il succedersi delle generazioni, che riassumono la storia del popolo di Dio, tutta orientata e ordinata verso il Messia, il Cristo, il consacrato del Signore.

Matteo la dispone in tre anelli di quattordici nomi ciascuno. Il numero quattordici, nella mistica ebraica delle cifre, esprime le tre lettere “DWD”, che compongono il nome ebraico di David. Con ciò, Matteo mostra che Gesù è vero erede di David. La sua eredità è la promessa messianico-davidica, vertice di tutte le attese bibliche e della storia della salvezza.

Già nella quarta domenica d’Avvento, l’annunciazione a Giuseppe, indicava l’ingresso di Cristo nella storia non per opera umana, ma per l’intervento di Dio. Qui Giuseppe, con l’annuncio dell’angelo conosce la sua vera vocazione e missione: essere lo sposo di Maria, scelto da Dio per dare il nome a Gesù, affinché l’Emmanuel il Dio con noi sia, a tutti gli effetti legali e ufficiali il Figlio di David, ossia vero membro della storia, stirpe, casa e famiglia di David.

È in tale realtà, infatti, che il Figlio di Dio deve manifestarsi al suo popolo, Israele, per salvarlo. Giuseppe, uomo giusto, obbedisce in tutto al progetto di Dio. Il Natale, però, annunzia a tutto il mondo, per tutti i secoli, che Gesù è l’unico vero Salvatore e autentico Redentore di tutta l’umanità. Egli è “Dio con noi” per tutti.    

 

Riflessione 

Perché Gerusalemme sarà chiamata da Dio con un nome nuovo?

Chi è il discendente di Davide, secondo il cuore di Dio, che ne adempirà tutti i voleri?

Che cosa significano i due nomi: Gesù ed Emmanuele dati al Figlio di Dio incarnato?

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

O Padre, che ogni anno ci fai vivere nella gioia questa vigilia del Natale, concedi che possiamo guardare senza timore, quando verrà come giudice, il Cristo tuo Figlio che accogliamo in festa come Redentore”.

Gualberto Gismondi OFM