• 20 Ott

XXIX Domenica del Tempo Ordinario A18 Ottobre 2020

29ª Domenica del Tempo Ordinario:

Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio

Questa domenica le letture riguardano la vastità dell’impegno cristiano: religioso, salvifico, sociale, civile e politico. Il cristiano è, insieme, cittadino della città celeste-divina e terrestre-umana e deve soddisfare giustamente le esigenze di entrambe.

La prima lettura mostra che la politica, come servizio al bene comune e del prossimo, rientra nei progetti di Dio. Gesù precisa il significato e il valore di quest’impegno.  

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Is 45,1.4-6: 1Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: "Io l'ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso. 4Per amore di Giacobbe, mio servo, e d'Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome,  ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.5Io sono il Signore e non c'è alcun altro, fuori di me non c'è dio; ti renderò pronto all'azione, anche se tu non mi conosci,6perché sappiano dall'oriente e dall'occidente che non c'è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n'è altri.  

1Ts 1,1-5b: 1Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.2Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere 3e tenendo continuamente presenti l'operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro. 4Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. 5Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Mt 22,15-21: In quel tempo, 15i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi. 16Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. 17Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?". 18Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: "Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? 19Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro. 20Egli domandò loro: "Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?". 21Gli risposero: "Di Cesare". Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio".

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Nella liturgia di questa Domenica le letture considerano l’impegno cristiano nella sua ampiezza, che comprende compiti religiosi, salvifici, civili, sociali e politici. Questo molteplice impegno dipende dall’essere membri di due città: una celeste e divina, l’altra terrestre e umana. Entrambe presentano esigenze legittime, che i credenti devono soddisfare in modi evangelici, giusti e corretti.

Nel Vangelo, Gesù precisa, il significato e valore dei due impegni.

Anche la prima lettura, dell’Antico Testamento, dimostra che la politica, come servizio al bene comune, è parte del progetto divino. Is 45,1.4-6 descrive Ciro, fondatore del grande Impero Persiano, monarca giusto, abile e tollerante. Il passo biblico descrive concretamente le sue buone qualità delle quali il Signore si servì per finire il doloroso e umiliante esilio dei Giudei e ricostruire il tempio di Gerusalemme. La Scrittura lo chiama pastore, unto (consacrato) ed eletto, “preso per la destra” da Dio che ne fa uno strumento di bene.

Il Vangelo mostra un altro esempio di atteggiamenti umani, riguardanti le esigenze della vita politico-sociale conformi alla fede. Alcuni farisei, spinti da spirito di falsità e non di verità, elaborarono un tranello su un problema serio e fondamentale nella vita umana, sociale e politica di tutti i tempi. Essi non cercano chiarezza né soluzioni ma solo screditare Gesù e incriminarlo. È il metodo di tutti gli avversari di Cristo in ogni tempo. La loro invidia, gelosia e legalismo snaturano i problemi più importanti per la vita, la convivenza umana e la morale, mentre Gesù li risolleva ai loro livelli più elevati e nobili. Le sue risposte anche oggi, dopo XXI secoli, e per sempre.  I farisei, e quanti sono affetti da eguale miopia umana e morale vedono sempre e soltanto contraddizioni e opposizioni. Essi intendono: Dobbiamo opporci ai tributi e condannare la politica in nome della fede? Oppure: Dobbiamo approvare i tributi e opporci alla fede in base alle esigenze della politica? Gesù raddrizza subito queste storture, ponendo il problema nella sua luce positiva: contribuire correttamente al bene comune è un dovere di tutti i cittadini, sia governanti che governati.

Questa risposta di Gesù afferma due valori. Il primo è il dovere umano, civile e morale di contribuire al bene comune, pagando i legittimi tributi e rispettando le legittime autorità della società terrena. Il secondo è la necessità naturale e soprannaturale di rendere omaggio, offrire culto e osservare tutti i doveri verso Dio. La Chiesa conosce le difficoltà che le risposte di Gesù incontrano per la debolezza umana, per cui prega: “nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini nessuno abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti secondo lo Spirito e la parola del Figlio, e l’umanità intera riconosca solo nel Signore l’unico vero Dio”.

S. Paolo, quindi, nella prima Lettera ai Tessalonicesi, sottolinea giustamente che tutti i beni del Vangelo si diffondono nel mondo e nella storia mediante la fede operosa, la carità infaticabile e la ferma speranza nel Signore Gesù Cristo. Nella Tessalonica pagana, i beni evangelici furono affermati dalla parola di Dio, la potenza dello Spirito Santo e la vita dei cristiani testimoni del Vangelo con la loro vita.

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

La preghiera iniziale, consapevole del valore risolutivo delle parole di Gesù, invoca: “O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca te solo come unico Dio”. 

Il mistero della vita nuova, che ci unisce a Cristo, venga in a noi nell’accostarci al suo santo altare: “Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova”.

Le realtà del cielo gustate nell’eucaristia ci conservino i benefici presenti e ci ottengano i beni futuri: “O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri”.

Gualberto Gismondi OFM