• 07 Ott

XXVII Domenica del Tempo Ordinario A4 Ottobre 2020

27ª Domenica del Tempo Ordinario:

La pietra scartata dai costruttori è diventata pietra d'angolo

In questa domenica, la Parola di Dio presenta due immagini familiari nella Bibbia e Israele: la vigna e i vignaioli. Il profeta Isaia conclude il “cantico della vigna” con una triste visione: la vigna rimase sterile e il padrone è deluso. La parabola di Gesù, invece, benché il Figlio del Padrone sia assassinato, presenta una speranza: il Padrone sostituirà i vignaioli perfidi e omicidi con altri, buoni e fedeli, che daranno frutti splendidi e copiosi.  

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Is 5,1-7: 1Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.2Egli l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi.3E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna.4Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? 5Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.6La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.7Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d'Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.  

Fil 4,6-9: Fratelli, 6non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. 7E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.8In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. 9Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Mt 21,33-43: In quel tempo Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: 33“Ascoltate un'altra parabola: c'era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. 34Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. 35Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. 36Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. 37Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: "Avranno rispetto per mio figlio!". 38Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: "Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!". 39Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. 40Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?". 41Gli risposero: "Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo". 42E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? 43Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti”.

Meditiamo con lo Spirito Santo  

Le letture di questa domenica sottolineano immagini bibliche familiari come la vigna e i vignaioli.

Il profeta Isaia, nel “cantico della vigna” arriva a una triste conclusione: nonostante le cure, la vigna rimase sterile e il padrone deluso.

Gesù parte, invece, da una visione tragica: i vignaioli perfidi assassinano il figlio del Padrone ma il padrone li sostituirà altri buoni e fedeli, che otterranno frutti copiosi e splendidi dalla sua bella vigna. Il “cantico della vigna” e la “parabola dei perfidi vignaioli” descrivono la storia della salvezza. La vigna sterile è l’antico popolo di Dio, che disobbedì e non corrispose ai generosi doni, promesse e privilegi divini. La domanda del Signore è significativa: “Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che non abbia fatto?” Ossia: più di così non potevo fare! Il padrone pieno d’amore per la sua vigna, aveva dissodato un colle, tolto i sassi, piantato viti pregiate, costruito una torre a protezione e scavato un tino. La vigna, invece, produsse acini aspri. Questa vigna prediletta è Israele che, invece di giustizia e bontà compì ingiustizie, delitti, violenze e oppressioni.

Nel Vangelo i vignaioli sono membri del popolo, i servi bastonati, lapidati e uccisi sono i profeti, il figlio cacciato fuori e ammazzato è Gesù. Il Signore, però, ama la sua vigna e la salverà dalla rovina. Qui Gesù passa dalla parabola al discorso diretto. Cita le Scritture che parlano di lui: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d'angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi?”.

La pietra d’angolo della salvezza e del Regno, è Gesù. Il Regno sarà tolto a quelli che il Padre aveva designato per riconoscere e accogliere suo Figlio e che, invece, lo hanno rifiutato e ucciso, e sarà dato a un popolo nuovo fedele, che produrrà buoni frutti.

Nella Lettera ai Filippesi S. Paolo precisa che i frutti della “vigna prediletta del Signore” e del Regno sono: “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato e virtù e che merita lode”. Esorta che questi frutti, siano sempre oggetto dei nostri pensieri, azioni e vita. Certamente è un compito arduo e difficile, ma in ogni circostanza difficile possiamo sempre presentare al Signore le nostre preghiere, invocazioni e suppliche. Egli ci aiuterà a mettere in pratica tutto ciò che abbiamo imparato, ricevuto, ascoltato e veduto nel suo Vangelo. Se custodiamo tutto nei nostri cuori e menti avremo sempre più in Dio: pace, intelligenza e sentimenti divini. Dio ci aiuterà a produrre sempre più frutti di salvezza, amore e santità.        

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

Chiediamo al Padre di vegliare sempre sulla sua vigna, la Chiesa, perché Cristo, vera vite, porti sempre in essa frutti di vita eterna: “Padre giusto e misericordioso, che vegli incessantemente sulla tua Chiesa, non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato: continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli, perché innestata in Cristo, vera vite, porti frutti abbondanti di vita eterna”.

Il sacrificio che offriamo compia in noi l’opera divina di salvezza: “Accogli Signore il sacrificio che tu stesso ci hai comandato di offrirti e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale, compi in noi la tua opera di salvezza”. 

La comunione eucaristica sazi la nostra fame e sete del Padre e ci trasformi nel Figlio: “La comunione a questo sacramento sazi la nostra fame e sete di te, o Padre, e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio”.   

Gualberto Gismondi OFM