• 10 Giu

Santissima Trinità:

1ª Dom. dopo Pentecoste:

Grazia del Signore Gesù Cristo, amore di Dio e comunione dello Spirito Santo sono con noi

Trinita MariaGrazia

Questa  solennità della Trinità Santissima mostra oggi il vero volto di Dio, che è luce d’infinita vita e gioia, e il suo mistero che è splendore d’infinito amore misericordioso e di bontà. L’unico vero Dio è comunione di Padre, Figlio e Spirito Santo.

Ascoltiamo la Parola di Dio 

Es 34,4b-6.8-9: In quei giorni Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai come il Signore gli aveva comandato, 4con le due tavole di pietra in mano. 5Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. 6Il Signore passò davanti a lui, proclamando: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà. 8Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. 9Disse: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua eredità".   

2Cor 13,11-13: 11 Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. 12Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.13La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Gv 3,16-18: In quel tempo, disse Gesù a Nicodemo: 16Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

Meditiamo con lo Spirito Santo

In questo giorno solenne dedicato alla Santissima Trinità, la Chiesa Una Santa celebra il suo maggior mistero di luce gioiosa e gloriosa, dell’amore splendido, della misericordia infinita e dell’immensa bontà divina.

La prima lettura mostra Dio che scende sulla santa montagna del Sinai, avvolto nella nube, segno della sua maestà e gloria, e si ferma amoroso accanto a Mosè per manifestare se stesso. Gli dice, quindi: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà”. Da sempre misericordia,  pietà, amore e fedeltà sono la realtà autentica di Dio e il fondamento del suo rapporto con noi.

Nell’Antica Alleanza, queste parole proclamate sul Sinai divennero il “Credo” del popolo di Dio, che il Signore confermò e rinnovò continuamente, nonostante i continui peccati e le innumerevoli infedeltà del suo popolo.

Nella Nuova Alleanza, tuttavia, Dio rivelò pienamente la forza incrollabile e la sincerità inequivocabile del suo amore per noi. Egli donò in modo irrevocabile il suo Figlio Unigenito all’intera umanità. A sua volta, Il Figlio donò se stesso a noi, fino a morire sulla croce per noi, per liberarci dal male, donarci la vita divina e far risorgere i nostri corpi mortali. La formula biblica e liturgica più chiara e completa per esprimere la presenza della Santissima Trinità in tutta la nostra esistenza è: La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo (2Cor 13,13). La Chiesa ne fece il saluto iniziale ai fedeli, nelle celebrazioni eucaristiche.

Per preparare l’umanità al mistero della Trinità, l’Antico Testamento presentò delle “personificazioni” in Dio, presenze misteriose vive e dinamiche. Una è la Parola, detta pure Verbo o Logos, che agisce nell’intero universo e in tutta la storia, rivela, trasforma e salva. Un’altra personificazione viva è la Sapienza, fonte e principio di armonia nella creazione, artefice delle meraviglie dell’essere, soffio della potenza divina, gloria dell’Onnipotente, riflesso di luce eterna, specchio dell’attività di Dio che condivide il trono divino e vive nell’intimità di Dio (Sap 9,4; 9,3). Vi è poi lo Spirito, che il Signore dona a chi consacra: re, sacerdoti, profeti e all’intero popolo, per condurlo alla santità. Inizialmente non appaiono ancora come persone ma come forze divine.

Tutto ciò prepara la piena rivelazione trinitaria che avverrà nel Nuovo Testamento mediante la figura storica e concreta del Figlio Gesù. Quando egli si fa battezzare, all’inizio della sua missione, dal cielo il Padre lo proclama Figlio diletto e lo Spirito Santo scende, come colomba, a posarsi su di lui. Quando, prima della sua passione, Gesù si  trasfigura davanti a testimoni qualificati: Mosè per la Legge, Elia per i Profeti e alcuni discepoli, suoi futuri apostoli, la voce del Padre dalla nube luminosa che raffigura lo Spirito Santo, raccomanda di ascoltare il suo Figlio Diletto (Lc 9,35).

I Vangeli sono un grande inno e coro trinitario: “Se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre(Gv 11, 38). A Filippo: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me(Gv 14, 8-11). Gesù annuncia che lo Spirito Santo è inviato dal Padre e da lui. “Il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome lui vi insegnerà ogni cosa. Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre; lo Spirito di verità che procede dal Padre (Gv 15,26). “Tutto quello che il Padre possiede è mio (Gv 16,15). “Io non sono solo perché il Padre è con me” (Gv 16,32).

La Chiesa è la nuova creazione che nasce dallo Spirito. Padre, Figlio e Spirito Santo sono una comunione inseparabile in tutto. Cristo, Spirito e Chiesa sono una comunione inseparabile. Dal momento che in Cristo e nello Spirito possediamo Dio, nulla potrà più separarci dalla Trinità, comunione di vita, amore e verità divina, nella quale Dio si è donato e si dona a noi perché ci doniamo a lui; vive e vivrà sempre in noi perché noi viviamo sempre in lui e per lui.     

Preghiamo con la Liturgia e la Chiesa 

La liturgia eucaristica oggi propone due preghiere iniziali. Chiede di riconoscere la gloria della Trinità e sostenere sempre la nostra fede in essa:

O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di Verità, e lo Spirito Santificatore per rivelare agli uomini il mistero della tua vita, fa che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre persone”. “Padre fedele e misericordioso, che ci hai rivelato il mistero della tua vita donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore, sostieni la nostra fede e ispiraci sentimenti di pace e di speranza, perché riuniti nella comunione della tua Chiesa benediciamo il tuo nome glorioso e santo”.

Sui doni chiede:

Invochiamo il tuo nome, Signore, su questi doni che ti presentiamo: consacrali con la tua potenza e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito”.

Nell’orazione finale invoca la salvezza per la nostra fede nell’unico Dio in tre persone:

Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento, e la professione della nostra fede in te, unico Dio in tre persone, ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo”.

Gualberto Gismondi OFM