• 27 Mag

Pentecoste 1Pentecoste Messa Vespertina nella Vigilia:

Chi crede in me dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva

 

Quando la Messa Vespertina è attuata come celebrazione vigilare, si possono utilizzare anche una o più letture quali: Gn 11,1-9; Es 19,3-8. 16-20;  Ez 37,1-14; Gl 3,1-5. Dopo il “Gloria” si leggono sempre le due letture della Messa: Rm 8,22-27 e  Gv 7,37-39¸ sulle quali mediteremo.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio 

 

Rm 8,22-27: Fratelli,  22Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. 23Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. 24Nella speranza infatti siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? 25Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.26Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; 27e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.   

Gv 7,37-3937Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva 38chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva". 39Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato.

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

 

Nella prima lettura, dalla Lettera ai Romani,  S. Paolo ricorre alla bellissima immagine di una madre che sta dando alla luce un figlio, per descrivere la creazione del nuovo mondo che le Persone divine fanno nascere. Questo “nuovo mondo” siamo noi, ossia le persone che, mediante il dono dello Spirito Santo, il Padre adotta come figli.Siamo veramente suoi figli, perché lo Spirito Santo: opera, prega, illumina le nostre menti, accende i nostri cuori, trasforma i nostri esseri da umani in divini. A quanti credono in Cristo il Padre e lo Spirito Santo aprono la speranza e l’orizzonte della piena redenzione.

Tutti noi, non ancora definitivamente redenti, attendiamo ansiosamente l’alba del nuovo giorno, in cui tutto il nostro essere parteciperà pienamente alla risurrezione di Cristo e il nostro corpo mortale risorgerà, pervaso dal suo Spirito immortale. Questa grandiosa visione è il misterioso traguardo divino di tutta la storia della salvezza. Il Vangelo presenta alcune frasi del discorso che Gesù fece nella festa autunnale delle Capanne, commentando il gesto del Sommo Sacerdote che prendeva l’acqua alla fonte di Siloe e, con solenne processione, portava per purificare l’altare dei sacrifici e fecondare la terra riarsa dal calore estivo. Gesù promise che chi crede in lui diventa una sorgente inesauribile di “acqua viva”.

Quest’acqua è lo Spirito Santo, che i credenti in Cristo ricevono da quando il Signore è risorto glorioso. Il suo Spirito Santo effuso nella Chiesa è la fonte della salvezza e il principio della piena comunione con Dio. Oggi, la preghiera iniziale della liturgia eucaristica esprime efficacemente il significato della Pentecoste, che rinnova la faccia della terra: “Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti”. La prima lettura ci fornisce tutti gli elementi per fruire pienamente del meraviglioso progetto del Signore e diventarne anche noi, attivi protagonisti. Essa dice che anche noi possediamo già le primizie dello Spirito e anche noi gemiamo interiormente, aspettando la piena redenzione del nostro corpo, ossia la risurrezione. Infatti,  siamo già stati salvati nella speranza, per cui non lo vediamo ancora, perché si spera in ciò che ancora non si vede. Se è visto, non è più oggetto di speranza. Tuttavia sperando quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Gesù ci disse che si salva solo chi persevera fino alla fine. Se speriamo e perseveriamo, lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza. Poiché non sappiamo pregare in modo conveniente, dobbiamo avere piena fiducia che lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili. Altrettanto gioioso e consolante è affidarci a: “colui che scruta i cuori e sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio”.    

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa   

 

La prima orazione di questa Messa chiede a Dio la concorde preghiera della Chiesa, la luce per le menti dei fedeli, la loro testimonianza profetica nel mondo: “Ascolta, o Dio, la tua Chiesa unita in concorde preghiera in questa santa veglia a compimento della Pasqua perenne; scenda sempre su di essa il tuo Spirito, perché illumini la mente dei fedeli e tutti i rinati nel Battesimo siano nel mondo testimoni e profeti”.

La preghiera sulle offerte chiede al Padre che il suo Spirito Santo susciti un’ardente carità nella sua Chiesa per rivelare a tutti il mistero della salvezza: “Scenda, o Padre, il tuo Santo Spirito sui doni che ti offriamo e susciti nella tua Chiesa la carità ardente, che rivela a tutti gli uomini il mistero della tua salvezza”.

La preghiera finale ci invita a chiedere al Padre lo stesso fuoco dello Spirito Santo che accese gli Apostoli nella Pentecoste: “Ci santifichi, o Padre, la partecipazione a questo sacrificio, e accenda in noi il fuoco dello Spirito Santo, che hai effuso sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste”.

 

 

Pentecoste Messa del giorno:Pentecoste 3

Ricevete lo Spirito Santo, a coloro a cui perdonerete i peccati saranno perdonati

 

Nel giorno di Pentecoste, con l'effusione dello Spirito Santo, Dio manifesta la Chiesa al mondo. Il suo dono dello Spirito Santo inaugura il tempo della “dispensazione del mistero”.

È il nuovo  tempo della Chiesa, nel quale Cristo manifesta e comunica la sua opera di salvezza, per mezzo della Chiesa, “finché egli venga” (1Cor 11,26).

Nel tempo della Chiesa, Cristo vive e agisce nella Chiesa e con essa, nel modo proprio di questo tempo nuovo, ossia  mediante i sacramenti o “economia sacramentale”. In tale economia, i frutti del mistero pasquale di Cristo sono dispensati, ossia comunicati mediante le celebrazioni sacramentali della liturgia.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

At 2,1-11:  1Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.5Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: "Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio".

1Cor 12,3b-7.12-13: Fratelli, 3nessuno può dire: "Gesù è Signore!", se non sotto l'azione dello Spirito Santo.4Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; 5vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; 6vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. 7A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: 12Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. 13Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Gv 20,19-23:  19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: "Pace a voi!". 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". 22Detto questo, soffiò e disse loro: "Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati"

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo 

 

Nella solennità di Pentecoste celebriamo Dio Padre che, nel suo Verbo Incarnato, morto e risorto per noi, ci colma delle sue benedizioni ed effonde in noi il dono dello Spirito Santo, che contiene in sé tutti gli altri doni.

La prima lettura, dagli Atti degli Apostoli narra l’evento della Pentecoste, mentre il Vangelo descrive ciò che accadde alla sera della Domenica di Pasqua nella quale il Signore alitò sui suoi discepoli, dicendo: “Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20,22). Con questo soffio divino, Gesù donava già lo Spirito Santo nella Pasqua, che diventava, così, l’inizio della Pentecoste. Il soffio di Gesù sui discepoli è un atto molto significativo nell’ambito biblico, perché evoca il primordiale atto della creazione, nel quale Dio emise il suo soffio creatore.

Nel giorno di Pentecoste, il dono dello Spirito Santo è attuato solennemente e manifestato pubblicamente davanti a gente che rappresenta i popoli di tutto il mondo allora conosciuto. In quel giorno i segni diventano molteplici e vistosi. Oltre al soffio creatore del Padre, vi è il soffio di un grande vento impetuoso, come nelle teofanie del Sinai. Vi è poi il fuoco divino divorante che videro i Patriarchi, e quello del roveto ardente visto da Mosè.

Nella Pentecoste, fiamme di fuoco scendono dal cielo e si posano su Maria e gli Apostoli. Infine, vi è il segno delle lingue. Le molte lingue che avevano confuso, diviso e disperso l’umanità, che costruiva con egoismo, orgoglio e arroganza la torre di Babele, nella Pentecoste sono rese comprensibili dal nuovo linguaggio della fede e dell’amore. In esso le persone dei popoli più diversi della terra ascoltano, capiscono e comprendono le “grandi opere di Dio” (At 2,11) attuate da Cristo con la sua vita, passione e morte, e rivelate dalla sua Risurrezione.

Giustamente, quindi, pregando sulle offerte della celebrazione eucaristica, la Chiesa invoca: “Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo sacrificio e ci apra alla conoscenza di tutta la verità”. Ieri, oggi e sempre, l’evento della nostra Pentecoste, è la nostra partecipazione alla Comunione Eucaristica. Mentre ci rechiamo in fila a ricevere l’Eucaristia, Corpo e Sangue del Signore, facciamo risuonare in tutte le Chiese il solenne, antico canto biblico: “Tutti, ripieni di Spirito Santo, proclamiamo le grandi opere di Dio, Alleluia!”.

La Chiesa lo pone nei nostri cuori per esprimere ciò che avviene in ogni fedele nel ricevere l’Eucaristia. Ogni Eucaristia e Comunione è, insieme, Pasqua e Pentecoste, perché Pasqua, Pentecoste, Parola, Eucaristia e Comunione si appartengono intimamente e profondamente l’un l’altra. Il soffio dello Spirito Santo, datoci da Gesù nella sera di Pasqua, indica il compito e la missione degli Apostoli e della Chiesa: perdonare i peccati, rimetterli, assolverli. Il perdono dei peccati segna la presenza dello Spirito in mezzo a noi. Pasqua e Pentecoste iniziano la nuova creazione della nuova umanità redenta e santificata. Insieme, Gesù Cristo e lo Spirito Santo, realizzano e realizzeranno le splendide opere di salvezza e di santità che l’amore infinito del Padre vuole in ciascuno di noi.   

    

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa 

  

Nell’orazione iniziale della Pentecoste è contenuto ed espresso tutto il piano d’amore delle persone divine per noi: “O Padre, che nel mistero della Pentecoste santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo, e continua oggi, nella comunità dei credenti, i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo”.

Uniamoci alla preghiera della Chiesa che, nel presentare le sue offerte, invoca lo Spirito Santo, per aprirci alla conoscenza del mistero eucaristico e di tutta la verità: “Manda, o Padre, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio, perché riveli pienamente ai nostri cuori il mistero di questo sacrificio e ci apra alla conoscenza di tutta la verità”.

Il nostro desiderio è che la potenza dello Spirito conservi sempre in noi la comunione ai beni del cielo: “O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, 

O Dio, che hai dato alla tua Chiesa la comunione ai beni del cielo, custodisci in noi il tuo dono, perché in questo cibo spirituale che ci nutre per la vita eterna, sia sempre operante in noi la potenza del tuo Spirito”. 

FINISCE IL TEMPO DI PASQUA

Gualberto Gismondi OFM