• 25 Dic

 

solennità epifania6 Gennaio 2020

 

Epifania del Signore:

Videro il bambino, si prostrarono

e lo adorarono

 

La solennità dell’Epifania ricorda il mistero di Gesù Cristo, che si rivela a tutte le genti del mondo. I Magi sono persone sapienti e sagge, esperte di scienze, astronomi, persone di elevata cultura, che esprimono bene le proprie tradizioni civili e religiose e conoscono quelle storiche dei popoli vicini. Essendo uomini di scienza, a guidare le loro ricerche ha contribuito la conoscenza del cosmo e dei pianeti, dell’universo e dei suoi astri, del cielo e delle sue stelle. La loro umanità genuina, che cerca la pienezza esprime l’attesa messianica universale, come vera dimensione dell’esistenza umana.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Is 60, 1-6: “1Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. 2Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. 3Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere.4 Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. 5Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l'abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. 6Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”.

 

 Ef 3, 2-3. 5-6: “ Fratelli, 2penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero. 5Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”.

 

Mt 2, 1-12: “1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: 2"Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo". 3All'udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele". 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: "Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese”.

 

Meditiamo con l’aiuto dello Spirito Santo

 

Natale inizia il 25 dicembre con la nascita del Signore e raggiunge il suo apice con l’Epifania, il giorno nel quale Gesù Cristo si rivelò a tutte le genti. Le tre letture di questa solennità seguono generi letterari differenti. La prima, dal libro del profeta Isaia, è un inno di grande giubilo per la vocazione di Gerusalemme  a simbolo vivo della presenza del Signore. La città è descritta: rivestita di luce; polo di attrazione di persone di ogni parte del mondo; punto di convergenza di un fiume incessante di persone; continua processione di persone in ricerca. Il Signore precisa anche il senso delle sue promesse. Condurrà tutti i popoli e le genti al suo monte santo, dove è il suo tempio, casa di preghiera per tutti i popoli. Tutti vi saliranno a proclamare le sue glorie e vi saranno colmati di grazia e di gioia. La seconda lettura, dalla Lettera agli Efesini, presenta le stesse realtà e il loro contenuto come grande mistero del Signore.

Tutti siamo chiamati, per mezzo del Vangelo: a condividere la stessa eredità; a formare lo stesso corpo; a partecipare alla stessa promessa. La spiegazione di ciò è che Dio ci ha reso tutti: fratelli in Cristo; eredi della sua stessa santità; chiamati alla benedizione e alla gloria. Questi aspetti, anche i Magi li indicano con grande immediatezza e concretezza. Essi dicono: “Siamo venuti dall’oriente per adorare il Re”. Questa loro spiegazione è propria di un senso umano autentico, che cerca la pienezza. Sono sapienti e saggi, esperti di scienze, astronomi, di elevata cultura. Conoscono bene le tradizioni culturali, civili e religiose dei loro popoli e di quelli vicini. Conoscono le profezie religiose del lontano Israele che, per lungi decenni, era stato deportato e prigioniero nelle loro terre. Esprimono, quindi, quell’attesa messianica universale che è una dimensione vera e autentica dell’esistenza umana. Come uomini di scienza, nelle loro ricerche appresero dai pianeti de cosmo, dagli astri dell’universo, dalle stelle del cielo. Ricavarono dagli elementi culturali del loro paese e del loro tempo ricchi sensi umani, significati spirituali e religiosi e misteri. Illuminarono tutto ciò con la conoscenza, sia pure imperfetta delle Scritture e delle profezie d’Israele.

Per l’Antico Testamento e il Giudaismo, infatti, la stella aveva il valore di un simbolo e il significato di un segno del Re Messianico. Il Signore li coinvolse nelle celebri profezie d’Isaia “Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (9, 1) e di Michea  su Betlemme (5, 1).

Illuminati da queste luci divine e umane giunsero alla mira delle loro ricerche: il Re dei Giudei o Gesù. Davanti a lui si prostrarono adoranti e gli offrirono i loro doni pregevoli, ma simbolicamente assai più preziosi: l’oro per il Re, l’incenso per il Dio, la mirra per il Salvatore e Redentore umiliato e sofferente. In loro, pagani, vince la fede. Ora sono veri credenti. La luce di Cristo, pienezza di vita, li ha illuminati, dissipando quelle tenebre che  sono realtà di morte e simbolo del nulla (Gen 1,2). Divenuti membri del nuovo popolo di Dio, ritornano alle loro terre e occupazioni, pieni di gioia, testimoni di Cristo vera luce venuto a illuminare di luce divina tutta l’umanità. Sono esempio e modello per tutti i ricercatori, gli uomini di scienza e di cultura di tutti i tempi e generazioni. Come allora la luce della stella li condusse a Cristo, così anche oggi, come credenti, luce del mondo, chiediamo a Dio la grazia di portare a tutti la luce della fede, il fulgore della preghiera e lo splendore delle buone opere.

 

Preghiamo con la Liturgia della Chiesa

 

Le preghiere liturgiche dell’Epifania ci collegano alle realtà che maggiormente ne illustrano il mistero. La stella che guidò i Magi e i doni che essi portarono al “Re dei Giudei”: oro, incenso e mirra.

Nella prima orazione chiediamo al Signore di condurre anche noi, guidati dalla sua grazia e dalla fede a contemplare la grandezza della sua gloria:O Dio, che in questo giorno, con la guida della stella, hai rivelato alle genti il tuo unico Figlio, conduci benigno anche noi, che già ti abbiamo conosciuto per la fede, a contemplare la grandezza della tua gloria.

Offrendo il pane e il vino all’altare chiediamo al Padre di guardare non tanto l’oro, l’incenso e la mirra, ma il santissimo dono che gli offre la sua Chiesa: nostro Signore Gesù Cristo in essi significato, immolato e ricevuto: Guarda, o Padre, i doni della tua Chiesa, che ti offre non oro, incenso e mirra, ma colui che in questi santi doni è significato, immolato e ricevuto: Gesù Cristo nostro Signore.

Infine, come conclusione, chiediamo al Signore che la sua luce ci accompagni sempre e ovunque, perché possiamo contemplare con fede pura i misteri dei quali ci ha reso partecipi:La tua luce, o Dio, ci accompagni sempre e in ogni luogo, perché contempliamo con purezza di fede e gustiamo con fervente amore il mistero di cui ci hai fatto partecipi”. 

 

Gualberto Gismondi OFM